10 infortuni, 10 storie di dolore

Gli infortuni, nella loro drammaticità, nella loro spettacolarità, sono una componente della storia del calcio. Non è un caso che gran parte dei fuoriclasse abbia nel libro della sua carriera un capitolo dedicato agli acciacchi. Sono momenti che hanno segnato il calcio per limportanza dei giocatori protagonisti o per lo choc provocato nel pubblico. Ecco alcuni degli infortuni più famosi della storia del calcio, un elenco che non pretende di essere esaustivo, ma che raccoglie episodi che hanno provocato dolore, impressione e solidarietà nei tifosi. Un’emozione cristallizzata da Gianni Brera, a proposito dell’infortunio di Riva: “La notizia del grave incidente occorso a Luigi Riva mi è discesa nell’anima a tradimento, come un’amara colata di assenzio”.

1. GIGI RIVA: Italia-Portogallo '65-66 e Austria-Italia '70-71.

Il suo allenatore Scopigno disse che il piede destro gli serviva solo a salire sul tram. Ma lui immolò entrambe le gambe alla causa della Nazionale. Contro il Portogallo va a chiudere nell’area piccola una triangolazione volante con Mazzola, allunga la gamba sinistra e il portiere Americo in uscita gli spezza in due il perone. Da terra fa per alzarsi con la mano tesa come un Gesù sofferente, mentre la gamba si piega come un burattino. Un anno dopo dichiara: “Dovesse capitarmi ancora la stessa occasione mi spaccherei ancora il piede, se necessario. Non mi tirerei indietro”. Purtroppo gli dei lo stanno a sentire. Gioca contro l’Austria, in un’azione difende il pallone fuori area con il corpo da un primo difensore, si gira per andare in porta e da dietro il terzino Hof gli trancia la gamba con una forbice assassina: rottura del perone destro e distacco dei legamenti. Eppure in mezzo a quei tre anni è campione d’Italia con il Cagliari, capocannoniere, vice-Pallone d’oro, campione d’Europa e vice-campione del Mondo.

2. PAUL GASCOIGNE: Nottingham Forest-Tottenham Hotspur, '90-91, finale di F.A. Cup.

Il mondo è ai suoi piedi, ha portato l’Inghilterra al miglior mondiale della storia dopo la vittoria in casa, la Lazio sta per comprarlo per la cifra pazzesca di 26 miliardi. E’ l’ultima partita prima di andarsene, la finale di coppa d’Inghilterra, vuole strafare. Poco prima Gazza ha “infortunato” un avversario con tackle da codice penale, la tragedia è nell’aria: fa un’altra scivolata paurosa su Charles e si rompe il legamento. Non se ne accorge! Si alza, va in barriera, il Nottingham segna su punizione, e mentre gli avversari festeggiano lui si accascia al terreno vinto dal dolore.

3. PATRICK BATTISTON: Francia-Germania, 1982, semifinale coppa del Mondo.

L’epica semifinale tra tedeschi e francesi. Battiston è entrato da poco nel secondo tempo, riceve un assist alto da Platini che prende in contropiede la Germania. Poco dentro l’area tenta il colpo morbido a scavalcare Toni Schumacher, che capisce che ormai non può farci più niente e opera una torsione con il busto, dando un violento colpo di bacino sulla faccia di Battiston. Il francese vola a terra come un fantoccio. Si è danneggiato la vertebra cervicale, ha perso gran parte dei denti, scivola nel coma. Ma al dramma si aggiunge l’assurdo, ed è anche peggio: non solo l’arbitro olandese Corver non dà neanche rigore, ma i francesi devono persuaderlo per far entrare i medici, mentre la difesa tedesca si disinteressa e Schumacher lascia nella storia l’immagine di lui che insiste per battere la sua rimessa dal fondo.

4. DIEGO ARMANDO MARADONA: Barcellona-Athletic Bilbao '83-84.

L’infortunio che ha allontanato Diego dal Barça portandolo a Napoli, ma che lo ha fatto anche entrare nel tunnel della droga. Maradona chiude una sponda anticipando il proprio marcatore Goikoetxea, che per frustrazione gli pianta la suola nella gamba sinistra spezzandogliela, come si vede solo in “Holly e Benji”. L’arbitro non dà fallo, Goikoetxea si alza e lascia là Maradona. Due anni prima aveva riservato un trattamento simile a Schuster, non a caso verrà soprannominato “el carnicero de Bilbao”.

5. DAVID BUSST: Coventry-Manchester Utd '95-96.

L’infortunio di Maradona è stato il preludio a una grande carriera, per il misconosciuto Busst la sorte è solo crudele. Su un calcio d’angolo respinto da Schmeichel si fionda sulla palla marcato da Irwin e McClair. Nessuno ha colpa, la fatalità fa incontrare le gambe dei difensori sulla sua. Non ha senso parlare dei particolari, e del resto per una forma di rispetto la tv inglese non ha mai più riproposto il filmato. Il momento più raggelante è vedere Schmeichel, di fronte al quale Busst si infortuna, scappare via coprendosi gli occhi e scuotendo la testa. Il portiere danese e altri giocatori avranno bisogno di aiuto psicologico nelle settimane a seguire per rimettersi dallo shock. Il povero Busst rischia addirittura l’amputazione, dopo un calvario di 26 operazioni si rimette in sesto, e con grande serenità tornerà in campo per una partita d’addio proprio contro il Manchester.

6. RONALDO: Lazio-Inter, finale Coppa Italia '99-00

Tra tutte rimarrà l’immagine emblematica della fragilità del Fenomeno. Torna dopo mesi di assenza, lo aspettano interisti e non: dopo pochi minuti prende palla alla trequarti, accenna il suo tipico “paso doble”, e il destino del suo tendine rotuleo si compie. Nel dolore, la tenerezza di Simeone, venduto dall’Inter pochi mesi prima forse per contrasti con Ronaldo, che gli si precipita accanto premuroso e gli parla, prendendogli il viso tra le mani per distrarlo dall’infortunio.

7. ALF-INGE HÅLAND: Manchester United-Derby County, '01-02

Un vero regolamento di conti. I fatti: il norvegese Håland quattro anni prima rompe i legamenti a Roy Keane, fatto di per sé pericoloso, e mentre è a terra in lacrime gli grida in faccia di piantarla di simulare. Keane se la lega al dito, e quattro anni dopo lo rincontra. A cinque minuti dalla fine, nel contendergli la palla, alza la gamba diretta sul ginocchio di Håland, sfasciandoglielo e ponendo fine alla sua carriera. Si capisce che è una vendetta, anche se nessuno lo può dire. Finchè l’estate dopo Keane nella sua autobiografia fugherà ogni dubbio: “Avevo aspettato abbastanza. L’ho colpito dannatemente forte. La palla era là (credo). Beccati questo str****. E non provare mai più a ghignarmi in faccia che sto simulando un infortunio”.

8. GIANCARLO ANTOGNONI: Fiorentina-Genoa '81-82

Uno dei campioni più sfortunati del calcio italiano: nell’82 perderà la finale al Bernabeu per infortunio. Ma è già un miracolo esserci ai Mondiali: pochi mesi prima, in una dinamica simile all’incidente di Battiston, viene travolta dal portiere Martina in uscita, che ricadendo dopo lo slancio, anziché farsi da parte, nella veemenza dell’azione allarga il ginocchio destro, centrando in pieno la faccia di Antognoni. Subisce anche un arresto cardiaco, ma la tempra d’uomo è d’altri tempi: tre mesi dopo è già tornato in campo.

9. EDUARDO: Birmingham-Arsenal 2007/08

Dopo nemmeno 3′ di partita al St. Andrew’ s di Birmingham, il piede destro di Taylor, caricato dalla massa di 90 chili per 1 metro e 92, impatta sulla gamba sinistra di Eduardo, sull’esterno, poco sopra la caviglia. Eduardo crolla a terra, immobile sul fianco. Sky Sport Uk, che trasmette la diretta, non manda in onda la moviola: «Immagini terribili» ripete il telecronista, con un groppo in gola: i tacchetti di Taylor hanno piegato a 90 gradi tibia e perone, con il piede che sembra quasi staccato. Riuscirà a riprendere una discreta carriera disputando con la Croazia anche i Mondiali del 2014.

10. FRANCO VANNINI: Inter-Perugia 1978/79

Al 75′ Fedele entra duro su Bagni procurandogli una distorsione alla caviglia sinistra. Un minuto dopo, ancora Fedele calcia Vannini, che credendo il gioco ancora fermo oppone mollemente la gamba e si accascia con una smorfia di dolore, rimediando la frattura completa di tibia e perone del terzo medio della gamba destra. Dopo svariati tentativi di recupero falliti, appenderà le scarpe al chiodo la stagione successiva.