1872: Rangers F.C.

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I”Blues” comandano da sem­pre in Scozia, alfieri della fe­de protestante, in eterna riva­lità con il Celtic. In verità nel 1986 Greame Souness da manager volle profanare la tradi­zione assicurandosi i servigi di “Mo” Johnston, un giocatore cat­tolico. Fu quasi uno scandalo, con tanto di manifestazioni e falò di tessere di alcuni soci “irriducibili”. Ma arrivarono i titoli nazionali e tutto è passa­to. Anzi, è con­tinuato perché i Rangers hanno ripreso a vince­re, dopo 9 anni senza titoli na­zionali, senza colpo ferire: ad oggi sono 51 i Campionato di Scozia in bacheca, assieme a 31 Coppe di Scozia e 24 coppe di Lega, per un dominio davvero impressionante, che non è mai diventato tale a livello euro­peo, eccezion fatta per una toccata e fuga in Coppa delle Coppe nel 1972 ai danni della Dinamo Mo­sca (3-2) al Camp Nou, dove però i tifosi scozzesi danno sfogo ai lo­ro istinti più bassi, provocando danni ingenti e ferendo molte per­sone. I Rangers verranno squalifi­cati dall’Uefa, per una stagione.

Tranne quel lampo solo gloria scozzese, a partire dal 1891 con il primo titolo vinto ex-aequo con il Dumbarton, dopo un arrivo a pa­ri punti e uno spareggio terminato sul 2-2. Otto anni più tardi un im­presa storica: 18 partite, altrettante vittorie, 79 gol fatti e solo 18 subi­ti, dieci punti di margine sugli inse­guitori dell’Hearts.

Con l’inizio del secolo cominciano le grandi sfide con il Celtic; e arrivano altri scudetti e un bomber storico, Willie Reed, che nella stagione 1910-11 segna ben 48 reti sulle 90 totali dei “Blues”. Il primo periodo d’o­ro è alle porte: nei 22 campionati dal 1917 al 1939 i Rangers si im­pongono per ben 16 volte, portan­do a casa anche 9 coppe di Scozia. Il grande protagonista di una buo­na metà di questo ciclo lunghissi­mo è senza dubbio Alan Morton, ala sinistra dalla fantastica capa­cità nel dribbling imprendibile per le difese dell’epoca, specialmente per quella della Nazionale inglese, che subì più di una volta le sue tre­mende incursioni. “Il piccolo dia­volo blu”, questo il suo sopranno­me, affittatogli a causa della statu­ra minuta, ma soprattutto per la ra­pidità, il tocco di palla e l’agilità che non lo rendevano addomesti­cabile da qualsiasi tipologia di di­fensore dell’epoca.

Morton è cre­sciuto nel Queen’s Park di Gla­sgow, da dove nel 1920, quando aveva già raggiunto una grande fa­ma, passò poi ai Rangers, rifiutan­do pure offerte dall’Inghilterra. Alan col trasferimento diventa professionista a tutti gli effetti. Co­me da regolamento sulla sua ma­glia vengono scritti il nome e il cognome per intero e non solo le ini­ziali. Per lui ben 495 presenze nel club con un bottino di 115 gol. In­sieme a Morton i pilastri sono le punte McPhail, Archibald, Venters, Smith e il mediano Meiklejohn. Il manager è Bill Struth, che comanda le operazioni dal 1919 al 1954.

Dal 1946 al 1961 ar­rivano altri 10 titoli, prima di pie­garsi al grande Celtic di Jock Stein. I Rangers però dal Raith Rovers si assicurano una stella del calcio scozzese: Jim Baxter, un fantastico mediano, che assurge a fama mondiale nel 1963 quando con la Scozia a Wembley segna una doppietta agli eterni avversari inglesi. L’Inghilterra lo ritroverà sulla sua strada quattro armi più tardi, incassando la prima sconfit­ta (2-3) da Campione del Mondo in carica proprio per mano di que­sto estroverso campione, guida del centrocampo scozzese e dei Rangers. “Slim Jim” ha grande talento e tecnica, che gli permettono di sopperire a un certa mancanza di continuità nell’allenamento (gli piace la bella vita) e di superare una grave frattura alla gamba ri­portata nel 1964.

Un anno più tar­di emigrerà a Sunderland e poi al Nottingham Forest, per poi torna­re ai Rangers ventinovenne per l’ultima stagione e un addio secon­do molti prematuro. «Mi sono di­vertito abbastanza. E credo di aver fatto divertire anche qualcun al­tro», ha detto al momento dell’ad­dio ai campi da gioco, prima di an­dare a gestire un pub. Il Rangers che per qualche hanno “tira il fiato” in attesa dell’alternanza in pan­china di Jock Wallace e John Greig (ex gloria del passato, recordman con 496 presenze in cam­pionato), che porteranno scudetti in serie, tanto per cambiare.

I Rangers FC versione 1877 arrivarono alla finale della Coppa di Scozia, persa contro il Vale of Leve

Stagione 1898/99: secondo titolo scozzes e record: la squadra vinse tutte le 18 partite in calendario

L’unico trofeo continentale dei Rangers: la Coppa delle Coppe 1971/72, battendo nella finale di Barcellona la Dinamo di Mosca per 3-2