1960: REAL MADRID

LA STORIA

Doppia sfida nel giro di due mesi. Il 3 luglio nel fango dello stadio Centenario di Montevideo Spencer e soci non riescono a far breccia nella retroguardia delle “merengues”, bloccate a loro volta dalla chiusa difesa sudamericana. Grande grinta, da parte dei gialloneri, ma anche una manovra lenta che cozza con l’agilità dei bianchi spagnoli. I quali azzardano rare manovre in contropiede, preferendo tenersi il meglio per l’incontro tra le mura amiche del mitico stadio di Chamartin, che verrà intitolato a Bernabeu.

Il calcolo è giusto, il ritorno a Madrid suona tutt’altra musica. I bianchi di Miguel Munoz danno vita a una eccezionale esibizione di calcio spettacolo, travolgendo la diga difensiva approntata dalla formazione uruguaiana. Puskas e Di Stefano fanno il vuoto, chiudendo la pratica nei primi minuti: il 3-0 all’ottavo la dice lunga sulla superiorità degli europei, che vanno in gol con tutti i cinque uomini dell’attacco, protagonisti di manovre “veloci, eleganti e precise”, come le definiscono le cronache del tempo.
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Puskas L’UOMO PIU’: Ferenc PUSKAS

Quando era arrivato al Real, nel 1958, la lunga squalifica della Fifa per l’abbandono dell’Honved ai tempi della sommossa d’Ungheria ne aveva arrotondato la figura. Appassionato di buona tavola e di birra, Ferenc Puskas si era presentato nella capitale spagnola con una pancia ben poco agonistica e il volto di un quarantenne sulla via dell’invecchiamento. Per questo non aveva destato grandi entusiasmi. Contava 31 anni, era considerato un giocatore grandissimo ma ormai appartenente al passato. Invece, divenne più grande che mai, sbalordendo il mondo.

La stagione 1959-60 fu indubbiamente la sua più brillante. Padrone ormai del gioco, affiatatissimo con Di Stefano (col quale molto opportunamente aveva subito stretto all’arrivo una alleanza di ferro), era pressoché irresistibile. In quel campionato aveva messo a segno 26 reti in 24 partite, poi aveva segnato 4 gol nella finale di Coppa dei Campioni nel clamoroso 7-3 all’Eintracht di Francoforte a Glasgow. Il suo sinistro dominò la partita di ritorno col Peñarol: segnò due gol e vi aggiunse gli assist per i gol di Di Stefano, Herrera e Gento.

Un immagine del match di ritorno

Gara di Andata

2 luglio 1960 – Stadio Centenario, Montevideo
PEÑAROL – REAL MADRID 0-0
Reti: –
Peñarol: Luis M. Maidana, William Martínez, Milton Alves Da Silva (Salvador), Santiago Pino, Néstor Gonçalvez, Walter Aguerre, Luis A. Cubilla, Carlos A. Linazza, Juan E. Hohberg, Alberto P. Spencer, Carlos Borges.
Real Madrid: Rogelio Domínguez, “Marquitos” Alonso, José E. Santamaría, “Pachín” Pérez, J. Vidal, Zárraga, Canario, Del Sol, Alfredo di Stefano, Ferenc Puskas, Bueno.
Arbitro: José Luis Praddaude (Argentina)

Gara di Ritorno

4 settembre 1960 – Stadio Santiago Bernabéu, Madrid
REAL MADRID – PEÑAROL 5-1
Reti: 1-0 2′ Puskas, 2-0 3′ Di Stéfano, 3-0 8′ Puskas, 4-0 40′ Herrera, 5-0 54′ Gento, 5-1 80′
Spencer
Real Madrid: Rogelio Domínguez, José E. Santamaría, Zárraga, “Marquitos” Alonso, J. Vidal, “Pachín” Pérez, Herrera, Del Sol, Alfredo di Stefano, Ferenc Puskas, Gento.
Peñarol: Luis M. Maidana, F. Majewski, William Martínez, Santiago Pino, Milton Alves Da Silva (Salvador), Walter Aguerre, Luis A. Cubilla, Carlos A. Linazza, J. E. Hohberg, Alberto P. Spencer, C. Borges.
Arbitro: Ken Aston (Inghilterra)