2007: MILAN

LA STORIA

Piccola variazione nella formula del torneo: alle sei vincitrici delle rispettive competizioni continentali si aggiunge la squadra campione nazionale del paese ospitante, cioè la vincitrice della J League, la massima divisione giapponese. I partecipanti quindi sono: Milan (Italia), Boca Juniors (Argentina), Urawa Red Diamonds (Giappone), Étoile Sportive du Sahel (Tunisia), Sepahan (Iran), Pachuca (Messico), Waitakere United (Nuova Zelanda).
Pronistici rispettati con Milan e Boca in finale (in semifinale i rossoneri sconfiggono in semifinale i giapponesi dell’Urawa con un rete di Seedorf).

Nello stadio di Yokohama completamente esaurito – con i tifosi arrivati da Buenos Aires a sostenere i propri giocatori incessantemente – Milan e Boca giocano una gara molto tattica e accorta segnata da lampi improvvisi. La prima azione importante della partita è dei rossoneri. Al 5′ del primo tempo Seedorf, dalla trequarti, lancia in profondità Inzaghi che, spostato sulla destra della rete difesa da Caranta, fa partire un tiro velenoso destinato a spegnersi a lato del palo sinistro. In precedenza gli argentini avevano provato da fuori area con un tiro di Cardozo finito alto. La squadra di Ancelotti, in un avvio di gara dai ritmi blandi, mantiene il controllo delle operazioni, gestendo bene i lanci lunghi chiesti da Russo ai suoi per raggiungere la testa di Palermo. Proprio il centravanti dei gialloblù sudamericani, al 10′, non riesce ad approfittare di una indecisione di Dida che fatica a controllare un lancio dalla sinistra. Fino a quel momento poco brillante, l’incontro si anima come d’incanto al 21′ quando Inzaghi sfrutta bene un assist di Kakà dalla destra e, a pochi passi dalla porta, fulmina Caranta. L’esultanza che dura lo spazio di un solo minuto: su cross del difensore Morel, Palacio si incunea indisturbato nella difesa rossonera e di testa supera Dida riportando la partita in parità.

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Da lì in poi, il Milan mantiene un controllo costante ma senza riuscire a concretizzare la propria superiorità di palleggio e subendo, anzi, un tiro centrale di Palermo, parato senza problemi da Dida. Sul finire della prima frazione, il Milan, recrimina su un possibile rigore per un atterramento in area di Ambrosini. In apertura di secondo tempo, il Milan trova subito il modo di riportarsi in vantaggio. Morel atterra Seedorf sull’out di sinistra, Pirlo batte la punizione, Ambrosini non ci arriva ma dietro di lui Nesta (grande prova la sua), al volo, batte per la seconda volta Caranta. Sostenuti dai loro tifosi, tornati a farsi sentire dopo un primo tempo sostanzialmente silenzioso, i rossoneri spingono sull’acceleratore. A legittimare il dominio milanista, nemmeno incrinato dal palo colpito da Ibarra da circa 20 metri al 13′ del secondo tempo, arrivano il terzo gol segnato da Kakà, al 16′, al termine di una incursione in area con conclusione non forte che il portiere non riesce ad intercettare, e il quarto di Inzaghi, al 26′, ancora su assist di un Kakà incontenibile. Inutile il secondo gol del Boca, una conclusione di Ledesma deviata nella propria porta da Ambrosini. Il Milan torna sul tetto del mondo e porta a quattro le tre coppe Intercontinentali dopo quelle vinte nel 1969, 1989 e 1990.

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Playoff
Quarti di Finale
Semifinali
FINALE