Coppa UEFA 1996/97: SCHALKE 04

Quando mister Roy crollò sul traguardo

Si conferma la Germania sul trono della Coppa Uefa per merito dello Schalke 04, la squadra del quartiere minerario di Gelsenkirchen. Spinta da un pubblico strepitoso, passionale e vicinissimo alle sorti del club, la formazione tedesca trionfa nella finale contro l’Inter conquistando il suo primo alloro europeo. Allenato da Huub Stevens, lo Schalke è una formazione senza stelle che fa del collettivo la sua forza. L’esperienza di Thon guida una difesa atletica che vede fra i pali Jens Lehmann, per il quale la Uefa sarà il trampolino di lancio verso una lunghissima carriera. Il centrocampo ricco di cursori (Nemec, Buskens, Eigenrauch) è impreziosito dalla classe di Wilmots, mentre l’attacco conta sulla verve di Max, appiedato però insieme al compagno di reparto Mulder da un infortunio nel corso del torneo.

Dopo gli ottimi risultati degli ultimi anni, questa volta l’orchestra italiana stecca. Il Parma di Ancelotti esce al primo turno contro il Vitoria Guimaraes, la Roma cade al secondo davanti al Karlsruher dello scatenato ex Thomas Hassler, proprio come la Lazio che dopo aver battuto 1-0 il Tenerife all’Olimpico si suicida in puro stile zemaniano nella trasferta alle Canarie, dove i tre gol segnati scolorano davanti ai cinque incassati.

Erano 17 anni (stagione 1979-80, Torino, Inter, Napoli e Perugia fuori nei primi due turni) che il bilancio italiano in Coppa Uefa non era così parco. Stavolta almeno l’Inter, seppur con il fiatone, avanza nel torneo. Al secondo turno i nerazzurri rischiano il tracollo giocando d’azzardo con il… Casinò Graz, superato solo ai rigori in terra austriaca. Oltre che al Parma, il primo turno è fatale anche per i detentori: il Bayern Monaco di Trapattoni cade contro il Valencia non riuscendo a ribaltare all’Olympiastadion lo 0-3 subito in Spagna.

Lo Schalke rischia di emulare la Lazio; i tedeschi dopo aver vinto 1-0 in casa si portano avanti 2-0 anche in Turchia contro il Trabzonspor, ma si fanno sorpassare nella ripresa e rischiano il tracollo prima del 3-3 definitivo firmato da Martin Max. Mentre l’Inter prosegue con sicurezza contro il Boavista dell’impresentabile portiere Alfredo e lo Schalke rimedia al passo falso compiuto in Belgio contro il Bruges, negli ottavi brilla il Brondby, che, sconfitto in casa 1-3 dal Karlsruher, va a guadagnarsi la qualificazione in Germania con un tonante 5-0. Con Ganz protagonista assoluto e autore del gol del pareggio in Belgio e di quello decisivo a San Siro, l’Inter approda in semifinale superando l’Anderlecht.

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Maurizio Ganz, protagonista del quarto di finale tra Inter e Anderlecht

Prima dell’atto conclusivo occorre superare lo scoglio Monaco: a Milano i nerazzurri disputano un primo tempo eccezionale e si portano sul 3-0 con Ganz (doppietta) e Zamorano. Nella ripresa però il Monaco (in dieci per l’espulsione di Grimandi) mette alle corde gli uomini di Hodgson e segna con Ikpeba il gol della speranza. Nel Principato l’Inter soffre e si arrocca a difesa del vantaggio. Pagliuca è strepitoso e para tutto fino al gol del solito Ikpeba che rida fiducia ai francesi, i quali però si arenano ancora di fronte al portierone nerazzurro.

Lo Schalke guadagna la sua prima finale europea a spese del Tenerife giustiziere della Lazio. Dopo aver perso 1-0 in terra iberica, i tedeschi pareggiano i conti con Linke di testa nei tempi regolamentari e festeggiano la qualificazione con Wilmots, sempre di testa, nei supplementari.

Angloma, Ince e Djorkaeff squalificati saltano l’andata della finale a Gelsenkirchen, dove l’Inter si presenta decisa soltanto a condurre in porto lo 0-0. Lo Schalke mantiene l’iniziativa, ma le assenze di Mulder e Max (entrerà nella ripresa) rendono l’attacco spuntato. Sotto una pioggia battente la partita si decide a venti minuti dal termine, quando Marc Wilmots scaglia un bolide dalla distanza che acquista velocità sul terreno bagnato e beffa Pagliuca, al primo tiro scoccato verso la sua porta.

Lo Schalke si presenta a Milano sospinto da almeno 10 mila sostenitori e si difende bene per quasi tutto l’incontro. L’Inter manca di estro e solo nella ripresa riesce a rendersi pericolosa. Zamorano, in girata, sblocca il risultato a cinque minuti dal termine, mandando la sfida ai supplementari. Il risultato qui non cambia, mentre il clima nerazzurro viene testimoniato dal “vaffa” in diretta a Hodgson da parte di Javier Zanetti al momento della sostituzione (al 120′): i due vengono divisi mentre stanno per passare a vie di fatto. Ai rigori il cileno e Winter falliscono le due conclusioni che consegnano ai precisissimi tedeschi la Coppa. Lo stadio è una bolgia, Roy Hodgson si dimette con una motivazione che entra nella leggenda: «Non posso continuare, con tifosi così».


IL TABELLONE DELLA COPPA UEFA 1996/97

Primo turno preliminare
Secondo turno preliminare
Trentaduesimi di finale
Sedicesimi di finale
Ottavi di finale
Quarti di finale
Semifinali
Finale

CLASSIFICA MARCATORI

Giocatore Reti Minuti Squadra
Maurizio Ganz 8 869 Internazionale Internazionale
Viktor Ikpeba 7 546 Monaco Monaco
Peter Møller 6 792 Brøndby Brøndby
Andrei Tikhonov 5 360 Spartak Moskva Spartak Moskva
Faustino Asprilla 5 540 Newcastle Newcastle
Juan Castaño 5 848 Tenerife Tenerife
Marc Wilmots 5 870 Schalke Schalke
Jimmy Floyd Hasselbaink 4 300 Boavista Boavista
Les Ferdinand 4 360 Newcastle Newcastle
Sonny Anderson 4 862 Monaco Monaco