Coppa Campioni 1975/76: BAYERN MONACO

Terno secco dei bavaresi: in finale battuto il volonteroso Saint Etienne


La storia

L’anno dopo la vittoria del campionato del mondo da parte della Germania, i giocatori del Bayern, un po’ appagati e un po’ piegati sulle ginocchia dalla triplice fatica campionato, Mondiale, Coppa Campioni, non sono riusciti a rivincere lo scudetto e sono quindi al via della massima competizione europea solo in quanto detentori del trofeo. I bavaresi presentano in attacco un nuovo gioiello: Karl Heinz Rummenigge, giovane promettente bomber. L’inizio è molto facile contro i lussemburghesi della Jeunesse Esch, che vengono asfaltati anche grazie a due reti di Kalle all’esordio europeo. L’impegno con il Malmö negli ottavi è più arduo e il Bayern, all’Olympiastadion, rimonta a fatica (2-0) lo 0-1 patito in Scandinavia.

Nei quarti di finale il Benfica incute molto meno timore rispetto alla decade passata, così in semifinale il Bayern trova il Real Madrid che sta tornando nell’elite europea. La partita di andata al Chamartin vede il Real comandare il gioco con un ritmo forsennato sospinto dal tifo di oltre 100 mila tifosi.
Un gol di Roberto Martinez porta in vantaggio le “merengues”, ma la solita zampata di Gerd Müller, nell’unica occasione che gli capita, fissa il risultato sull’1-1 molto favorevole ai tedeschi.
Al termine della partita uno spettatore, soprannominato poi “il pazzo del Chamartin”, invade il campo e colpisce con pugni e calci sia l’arbitro austriaco Linemayr che Gerd Müller, finendo a terra con loro nella collutazione. Al ritorno Gerd Müller è il solito killer spietato e segna le due reti (una con un bolide da fuori area indicato dallo stesso giocatore come il gol più bello della sua carriera) che lanciano i bavaresi verso il tris europeo.

Per la prima volta dal 1959 (Stade Reims), una squadra francese approda alla finale di Coppa Campioni: si tratta del Saint Etienne che incontrerà il Bayern a Glasgow. I francesi hanno compiuto grandi imprese, battendo i Rangers negli ottavi, espugnando addirittura Hampden Park, e la Dinamo Kiev nei quarti dopo aver perso l’andata per 2-0. Il Saint Etienne gode dell’incitamento di 50.000 scatenati francesi di verde vestiti, saliti fin sugli altipiani per spingere i loro beniamini verso la storica affermazione.

Gli uomini di Herbin non hanno nulla da perdere e giocano la partita a viso aperto, ma le prime occasioni sono del Bayern. Gerd Muller si vede annullare un gol regolare, mentre poco dopo un tiro di Rummenigge viene respinto dal bravo portiere Curkovic oltre la linea di porta, ma l’arbitro Palotai non vede. Inizia dopo questi due spaventi l’assalto dei verdi, che colpiscono due traverse con Bathenay e Santini. L’assenza della stella Rocheteau, però, si fa sentire e l’attacco dei transalpini risulta sterile. A inizio ripresa Franz Roth, l’uomo delle finali, con una punizione dal limite porta in vantaggio il Bayern che soffre tantissimo fino alla fine, soprattutto negli ultimi dieci minuti quando entra Rocheteau, convalescente da un infortunio, a creare grande scompiglio nella retroguardia bavarese, che comunque resiste e porta a casa il terzo trofeo consecutivo.

Maier sembra battuto, ma Jacques Santini colpirà solo la traversa

Maier sembra battuto, ma Jacques Santini colpirà solo la traversa

L’uomo-simbolo: Sepp Maier

La leadership e la classe di Beckenbauer e l’opportunismo di Gerd Müller davano il là alle vittorie del Bayern, che venivano poi magnificamente difese da Sepp Maier, “il Gatto”. Il portiere bavarese e stato uno dei migliori interpreti mondiali del ruolo negli anni 70, risultando decisivo sia nei successi del suo club che in quelli della Nazionale. Fisico super, riflessi felini, senso del piazzamento e una grande elasticità erano i suoi pregi.
Uscito anche lui come Beckenbauer e Müller dal vivaio del Bayern, con i bavaresi vinse 4 scudetti, 3 Coppe dei Campioni, 1 Coppa delle Coppe e 1 Coppa Intercontinentale, collezionando 473 partite consecutive in Bundesliga senza perdere un incontro in 13 anni di carriera. Con la Nazionale collezionò ben 95 incontri, subendo solo 75 reti e vincendo un Mondiale e un Europeo.

maier-bayern-saintetienne-1976

Le Italiane: Juventus

Carlo Parola, al debutto sulla panchina della Juventus, nel 1974-75, centra subito lo scudetto e guida così i bianconeri all’ennesimo inseguimento del sogno europeo. I bianconeri si muovono molto bene sul mercato acquistando il giovante talento del Como Marco Tardelli, strappato all’Inter per 950 milioni. A rinforzare l’attacco è arrivato Sergio Gori, ex punta del Cagliari campione d’Italia.

Il primo turno contro il CSKA Sofia è abbordabile e la sconfitta in Bulgaria (1-2), maturata nella ripresa a causa di un vistoso calo fisico, non spaventa più di tanto i bianconeri che a Torino compiono la rimonta senza particolare affanno con reti di Furino e Anastasi. Di ben altro spessore è invece l’avversario del secondo turno: il Borussia Mönchengladbach, insieme al Bayern la squadra più forte di Germania e forse d’Europa, ancora con il dente avvelenato verso gli italiani per la vicenda della lattina. Nella partita di andata, disputata a Dusseldorf a causa dell’inadeguatezza del piccolo stadio del Borussia ad ospitare partite di cartello, la Juventus è priva di Capello e Causio e viene sovrastata dai tedeschi che si portano in vantaggio con Heynckes e raddoppiano con Simonsen in contropiede già a metà primo tempo.

La Juventus rischia il naufragio, senza Capello il centrocampo viene annichilito dalle folate tedesche, Furino è stranamente giù di corda e anche Tardelli e Cuccureddu non riescono a contenere gli scatenati avversari. Recuperare due reti al ritorno contro una squadra che in contropiede si esprime al meglio è impresa ai limiti della fantascienza, comunque la Juve, finalmente al completo, parte alla grande e al quarto d’ora della ripresa il risultato è riequilibrato dopo le segnature di Gori e Bettega. C’è ancora mezz’ora per siglare il gol qualificazione che la Juve cerca anche troppo ossessivamente, sbilanciandosi pericolosamente in avanti. Così arriva il patatrac: un’uscita a vuoto di Zoff su cross di Wimmer consente a Danner di accorciare le distanze con un tiro al volo di sinistro che si infila all’incrocio e chiude tutti i discorsi. Il gol nel finale di Alan Simonsen contribuisce a rendere ancora più amara l’eliminazione della Juventus.

Quattro momenti di Borussia-Juventus 2-0

Quattro momenti di Borussia-Juventus 2-0


IL TABELLONE DELLA COPPA CAMPIONI 1975/76

Sedicesimi di Finale
Ottavi di Finale
Quarti di Finale
Semifinali
Finale

CLASSIFICA MARCATORI

Gol Marcatore Squadra
6 Germania Jupp Heynckes Bor. M’gladbach
5 Paesi Bassi Harry Lubse PSV
5 Spagna Roberto Juan Martínez Real Madrid
5 Germania Gerd Müller Bayern Monaco
5 Portogallo Tamagnini Nené Benfica
5 Spagna Santillana Real Madrid
5 Jugoslavia Slaviša Žungul Hajduk Spalato Hajduk Spalato