1965: INTER

LA STORIA

L’Inter fa il bis, affondando nuovamente l’Independiente. Il primo incontro viene letteralmente dominato dai nerazzurri. Manuel Giudice decide di giocare d’astuzia, schierando una squadra chiusa a catenaccio, nella speranza di mettere in difficoltà avversari maestri del contropiede. Mal gliene incoglie, perché dopo tre minuti Peirò viene lanciato in area e batte Santoro con un perfetto rasoterra di sinistro. E l’Inter insiste, smentendo quanti la considerano squadra esclusivamente contropiedista. Al contrario delle elaborate manovre in orizzontale degli argentini, Suarez e Corso operano in velocità e in verticale, creando occasioni da gol per gli avanti a getto continuo.

Il ritorno è tutto fuorché una partita di calcio e ancora una volta emergono le difficoltà del calcio sudamericano a ospitare degnamente il torneo già emerse nel confronto tra Santos e Milan, che saranno poi all’origine della decadenza della Coppa Intercontinentale. La comitiva nerazzurra a Baires viene fatta oggetto di attenzioni tutt’altro che amichevoli, destinate a trovare deplorevole sfogo sul campo, dove la sassaiola dei tifosi prima del fischio d’inizio procura contusioni a Herrera, Peirò e Suarez. I giocatori argentini non sono da meno, mettendo subito la contesa (travolto Jair) sul piano intimidatorio, mentre Sarti subisce lanci di oggetti, tra cui parecchie biglie di vetro. Questa volta, però, c’è un arbitro coraggioso, il peruviano (di chiare origini giapponesi) Yamasaki, che interviene con energia per mantenere per quanto possibile l’incontro sotto controllo.

Il raddoppio viene firmato da Mazzola con un gran destro e ancora Sandrino firma il tris con una fantastica rovesciata a pochi metri dal portiere. La terza linea dell’Inter esprime un gagliardo inno alla propria forza e alla propria superba organizzazione. Gli attaccanti, duramente colpiti, non possono proporre grandi temi in contropiede e allora il mago Herrera tiene i suoi arroccati davanti al formidabile Sarti, in una difesa del risultato che alla fine ha la meglio sull’offensiva degli uomini di casa, aggiudicando ai nerazzurri il trofeo senza bisogno di ricorrere alla “bella”.

L’UOMO PIU’: Sandro MAZZOLA

È Sandro Mazzola, dominatore del match d’andata a San Siro, a ergersi su compagni e avversari. Il primo Mazzola, cioè l’attaccante puro ancora lungi dal trasformarsi in illuminato centrocampista, è nel suo pieno fulgore. Leggero, rapidissimo e guizzante, è un attaccante di irresistibile efficacia, abile tanto a esaltare il contropiede, di cui risulta terminale ideale grazie alla facilità di corsa e dribbling, quanto l’azione manovrata, per l’intelligenza tattica.

Gara di Andata

8 settembre 1965 – Stadio San Siro, Milano
INTER – INDEPENDIENTE 3-0
Reti: 1-0 3′ Peirò, 2-0 22′ Mazzola, 3-0 59′ Mazzola
Inter: Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarnieri, Picchi, Jair , Mazzola, Peiro, Suarez, Corso
Independiente: Santoro; Navarro, Acuña, Acevedo, Guzmán, Ferreiro, Bernao, de la Mata, Avallay, Rodríguez, Savoy
Arbitro: Kreitlen (Germania)

Gara di Ritorno

15 settembre 1965 – Stadio Independiente, Avellaneda
INDEPENDIENTE – INTER 0-0
Reti: –
Independiente: Santoro; Navarro, Acuña, Ferreiro, Barrios, Guzmán, Bernao, Mura, Avallay, Mori, Savoy
Inter: Sarti. Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarnieri, Picchi, Jair, Mazzola, Peiró, Suárez, Corso
Arbitro: Yamasaki (Perù)