1973: INDEPENDIENTE

LA STORIA

L’Ajax non ha dimenticato l’intermezzo pugilistico di Mircoli e rifiuta l’invito. Gli argentini ripiegano sulla Juventus, sconfitta in finale dagli olandesi a Belgrado. La società bianconera dapprima rifiuta, poi la prematura estromissione dalla Coppa dei Campioni e l’insistenza degli argentini inducono il club italiano a ripensarci, a patto che si giochi in Italia. Ci si accorda per una partita secca, a Roma. Ci sono oltre ventiduemila paganti, nel gelo novembrino dell’Olimpico. La Juventus, priva di Capello, sembra in giornata, al cospetto di un avversario timido e impacciato, che produce solo una ragnatela di passaggi laterali e scarse illuminazioni, dovute quasi esclusivamente a Ricardo Bochini, diciannovenne futura stella dei “rossi”; in tutto, cinque occasioni da gol in tutta la partita, con due soli interventi per Zoff. La Juve invece si ritrova a meraviglia, alla mezz’ora lo scatenato Altafini lancia Bettega, il cui pronto tiro centra l’incrocio dei pali e ugualmente sfortunato è lo stesso Altafini, che pochi minuti dopo coglie la traversa dopo un favorevole rimpallo in area argentina.

In apertura di ripresa, la Juve sembra concretizzare la propria superiorità: Cuccureddu entra in area e viene travolto da Galvan. Rigore netto, che l’arbitro fischia. Va sul dischetto lo stesso Cuccureddu, ma tira alle stelle. Scoramento in casa bianconera, anche se gli uomini di Parola rinnovano gli assalti, fallendo più volte per imprecisione. La beffa arriva a dieci minuti dal termine, quando il giocoliere Bochini al termine di una esaltante serie di scambi con l’altro baby terribile e futuro campione del mondo, Daniel Bertoni, entra in area, attira fuori Zoff con un impercettibile arresto e lo infila da campione: un gol che a lungo verrà ricordato in Argentina. Altafini e Anastasi si fanno parare due conclusioni nell’ultimo, disperato attacco bianconero, poi è la fine.

L’UOMO PIU’: Ricardo Enrique BOCHINI

All’epoca dell’Intercontinentale all’Olimpico ha appena diciannove anni ma è già un idolo della folla, che lo ha voluto in campo nella finale della Libertadores, ottenendone dall’allenatore Humberto Maschio l’ingresso in campo nei supplementari, alcuni numeri a sensazione e l’assist per la rete della vittoria di Giachello. Il gol dell’Intercontinentale ne conferma il talento. Per molti anni l’Independiente e il “Bocha” (suo soprannome) saranno una cosa sola. Nato a Zarate il 25 gennaio 1954 in una povera famiglia di operai, rifiutato dal San Lorenzo e dal Boca Juniors, ha trovato un estimatore in Nito Veiga, allenatore delle giovanili dei “rossi” di Avellaneda. L’esordio in campionato, il 25 giugno 1972 contro il River al Monumental (0-1 ) è il punto di partenza di una straordinaria cavalcata da leader leggendario: 638 partite, 97 reti, cinque campionati, 4 Coppe Libertadores, 3 Coppe Interamericane e 2 Intercontinentali. Il più idolatrato giocatore dell’Independiente e il più amato numero 10 d’Argentina, ovviamente dopo Diego Maradona.

Bertoni e Bochini con la Coppa

Finale Unica

28 novembre 1973 – Stadio Olimpico, Roma
INDEPENDIENTE – JUVENTUS 1-0
Reti: 1-0 80′ Bochini
Independiente: Santoro, Lopez, Raimondo, Pavoni, Sà, Commisso, Balbuena, Galvan, Maglioni, Bochini, Bertoni (Semenewicz 83)
Juventus: Zoff, Spinosi (Longobucco 74), Marchetti G., Gentile, Morini, Salvadore, Causio, Cuccureddu, Anastasi, Altafini, Bettega (Viola F. 74)
Arbitro: Delcoutr (Belgio)