1988: NACIONAL MONTEVIDEO

LA STORIA

Trionfo personale per Hugo De Leon, barbuto leader difensivo uruguaiano che centra un favoloso tris, conquis-tando la terza Coppa Intercontinentale.
Buona la partita, giocata innanzitutto a scacchi dai due tecnici, Roberto Fleitas e Gus Hiddink. Il primo indovina praticamente tutto, con una disposizione in campo perfetta che mette in serie difficoltà gli olandesi. La difesa con le torri De Leon e Revelez risulta insuperabile sui palloni alti, a centrocampo il “mostro” Ostolaza catalizza tutti i palloni e in attacco la vivacità di De Lima e Castro tiene costantemente impegnata la difesa del PSV Inevitabile il vantaggio, con una papera di Van Breukelen su tiro di Ostolaza. Gli uomini di Hiddink sembrano incapaci di reagire per tutto il primo tempo. Azzeccata la mossa del tecnico olandese di sganciare nella ripresa Koeman a dirigere le operazioni di contrattacco e poi di togliere l’inesistente Vanenburg, uno degli uomini più attesi, col meno tecnico ma più vivace Gillhaus.

Una lunghissima rimessa laterale dell’ex milanista Gerets non viene controllata a dovere dal portiere Sere e la pantera Romario è pronta a conquistare il gol. Gli olandesi tornano in avanti, sembrano più freschi atleticamente e appaiono dunque favoriti all’avvio dei supplementari. Molto dubbio il rigore che l’arbitro concede per atterramento di Gillhaus: Koeman trasforma e il match potrebbe chiudersi, se non fosse che Van Breukelen è ancora… in agguato. Il portierone olandese esce a farfalle su un calcio d’angolo e il formidabile Ostolaza è pronto ad approfittarne. Si va ai rigori, una vera e propria sagra dell’errore. Dopo ben venti tiri dal dischetto, i sudamericani si aggiudicano il trofeo, grazie alla decisiva parata di Sere su Van Aerle.

L’UOMO PIU’: Santiago OSTOLAZA

Tipico prodotto del calcio uruguaiano, per alcune stagioni Santiago Ostolaza, nato il 10 luglio 1962, ha incarnato uno dei migliori elementi della Nazionale celeste. Forte fisicamente, intelligente sul piano tattico, il classico frangiflutti davanti alla difesa e il primo dei costruttori di gioco, provvisto di un ottimo spunto in velocità che gli consente inserimenti efficaci in zona gol. Le due reti nell’Intercontinentale 1984 lo incoronano leader del Nacional campione del mondo. La sua parabola conoscerà una battuta d’arresto ai Mondiali del ’90, dove non riuscirà a emergere dal grigiore della sua squadra.

La Finale

11 dicembre 1988 – National Stadium, Tokyo
NACIONAL – PSV EINDHOVEN 2-2 ; 7-6 d.c.r.
Reti: 0-1 7′ Ostolaza, 1-1 75′ Romário, 2-1 95′ Koeman, 2-2 119′ Ostolaza
Sequenza Rigori: Koeman 0-1, Lemos 1-1, Kieft 1-1, Carreno 1-1, Gillhaus 1-2, Morán 1-2, Romário 1-3, Castro 2-3, Lerby 2-3, De León 3-3, Ellerman 3-4, De Lima 4-4, Valckx 4-5, Revélez 5-5, Gerets 5-5, Saldanha 5-5, Koot 5-6, Ostolaza 6-6, Van Aerle 6-6, Gómez 7-6
Nacional: Seré, Gómez, De León, Revélez, Saldanha, Ostolaza, Vargas (Morán, 71′), Lemos, De Lima, Cardaccio (Carreno, 113′), Castro
PSV Eindhoven: Van Breukelen, Gerets, Koot, R. Koeman, Heintze (Valckx, 86′), Van Aerle, Lerby, Vanenburg (Gillhaus, 69′), Romário, Kieft, Ellerman
Arbitro: Palacios (Colombia)