1990: MILAN

LA STORIA

Solo la superficialità degli osservatori relega la finale del dicembre 1990 tra quelle in qualche modo “minori” per presunta manifesta inferiorità di una sfidante. In realtà, solo la forza stratosferica del Milan in una delle sue più spettacolari e incisive interpretazioni vale a rendere piccolo piccolo un avversario non privo di qualità. Non per niente l’Olimpia di Asuncion resiste per quasi un tempo agli assalti del Milan e in più tra i migliori rossoneri figura alla fine il portiere Pazzagli, protagonista di un paio di eccezionali interventi, a dimostrazione di una caratura tecnica dell’avversario tutt’altro che evanescente.

intercontinentale1990gullit-wpArrigo Sacchi giunge al culmine della sua vicenda rossonera, destinata nei mesi successivi a conoscere un rapido declino. Per una volta ancora, vola il suo Milan sul tetto del mondo e questa volta lo fa vibrando colpi da manuale, di gioco collettivo e di doti singole, al punto da commuovere fino alle lacrime il pubblico giapponese che assiepa lo Stadio nazionale di Tokyo. Il tecnico di Fusignano lamenta assenze importanti (i centrocampisti Ancelotti ed Evani, il rincalzo di lusso Massaro). Davanti a Pazzagli in porta schiera la difesa leggendaria, con Tassotti e Maldini esterni, Costacurta e Baresi al centro. Un muro impastato di forza fisica, classe purissima, sagacia tattica. A centrocampo, Rijkaard e Donadoni fungono da centrali, con l’olandese leggermente arretrato, mentre sui lati operano il cursore Carbone a destra e il fantasista Stroppa a sinistra. In avanti, l’elegante airone Van Basten al centro e uno straripante Gullit a destra.

La difesa paraguaiana è debole al centro (Fernandez e M. Ramirez) e soffre terribilmente sul lato sinistro, dove Suarez non riesce proprio a fermare i guizzi di Gullit. Il centrocampo vede Jara Heyn, Guasch e Balbuena schierati in copertura, e il fantasioso Monzon a ridosso delle punte Samaniego e Amarilla. Dopo venticinque minuti, una caduta su un contrasto nell’area di rigore paraguaiana toglie di mezzo Maldini, che esce con una dolorosa frattura alla clavicola sinistra e viene sostituito da Filippo Galli. In chiusura del primo tempo, il primo, straordinario gol: Stroppa batte un calcio d’angolo da destra, Gullit raccoglie, si libera con un guizzo folgorante di un avversario e crossa lungo a centroarea, dove Rijkaard vola a colpire di testa, incenerendo Almeida. Finalmente sbloccato il risultato, il Milan può dedicarsi nella ripresa con animo libero a dipingere calcio.

Al vertice di tutto sta un Van Basten stratosferico, che sembra volare a un metro da terra. Il secondo gol è tutto merito suo. con fuga al limite dell’area, slalom tra Almeida e Fernandez e secco tiro a rete, deviato col braccio dallo stesso Fernandez e corretto in rete da Stroppa. Infine, il tris: cambio di passo del centravanti olandese appena entrato in area e delizioso pallonetto che coglie il palo, su cui Rijkaard in tuffo di testa precede il portiere. In mezzo, due salvataggi di Pazzagli su Amarilla e Samaniego. E poi, ancora splendido calcio spettacolo, coi tentativi rossoneri di impinguare il bottino falliti di un soffio.

Rijkaard apre le marcature

L’UOMO PIU’: Frank RIJKAARD

Scelta difficile, per la giuria, che alla fine, stretta nella morsa olandese (stratosferico Van Basten, abbagliante Gullit con il suo calcio pirotecnico e travolgente) sceglie Frank Rijkaard.
Decisione che premia un campione capace nella circostanza di esibire il massimo dell’eclettismo: domina la fase di filtro a centrocampo, come diga insuperabile per gli avversari, avvia le manovre rossonere con la sua regia impeccabile e si concede pure alcune incursioni in area, realizzando il primo e il terzo gol, da grande centravanti.
L’asso olandese attraversa un periodo magico, a 28 anni è al massimo, la partita di Tokyo lo incorona fuoriclasse.

La Finale

9 dicembre 1990 – National Stadium, Tokyo
MILAN – OLIMPIA 3-0
Reti: 1-0 44′ Rijkaard, 2-0 61′ Stroppa, 3-0 65′ Rijkaard
Milan: Pazzagli, Tassotti, Maldini (25′ F. Galli), Carbone, Costacurta, Baresi, Donadoni (82′ Gaudenzi), Rijkaard, Van Basten, Gullit, Stroppa
Olimpia: Almeida, Caceres, Ramirez (48′ Chamas), Suarez, Fernandez, Guasch, Jara-Heyn (67′ Cubilla), Balbuena, Amarilla, Monzon, Samaniego
Arbitro: José Ramiz Wright (Brasile)