1992: SAN PAOLO

LA STORIA

San Paolo e Barcellona danno vita a una delle più belle finali della storia del torneo. I brasiliani, arrivati in Giappone con largo anticipo, riscuotono le simpatie del pubblico giapponese.
Il Barcellona di Cruijff è sbarcato nella capitale nipponica solo 72 ore prima della partita, carico di fiducia e presunzione: «Finirà 2-0 per noi. E io farò un gol» profetizza Stoichkov alla vigilia. In campo i blaugrana partono bene. Koeman guida magistralmente la difesa e dal suo piede partono tutte le azioni offensive dei catalani. Al 12′ Stoichkov dà un senso alla profezia: recupera la palla sul vertice destro dell’area, punta due avversari e fa partire un sinistro a giro telecomandato verso l’incrocio dei pali alla destra di Zetti. Sembra l’inizio di una goleada, ma dall’altra parte sale in cattedra nonno Cerezo, instancabile nel cucire gioco a centrocampo, aiutato dal giovane Valber. Poco prima della mezz’ora, il pareggio: fuga di Müller sulla sinistra, cross perfetto, tuffo di Rai in anticipo su un avversario e pallone insaccato di pancia.
I guizzi dell’ex tennista Müller, tamponato a fatica da Ferrer, logorano la difesa catalana. Zubizarreta vola a sistemare questioni decisive, Stoichkov è una minaccia costante per i brasiliani, in un match che non ha pause su entrambi i fronti. Nel secondo tempo l’altalena continua, ma il risultato non si sblocca fino al 79′, quando il San Paolo usufruisce di un calcio di punizione da venti metri. Rai tocca per Müller, l’ex granata blocca la palla e il fratello di Socrates pennella all’incrocio dei pali sulla destra di Zubizarreta. Bellissimo. La presunzione catalana esce battuta.

Ronald Koeman e Rai

L’UOMO PIU’: RAI

Prima di diventare un giocatore affermato, Rai Souza Vieira de Oliveira era noto soprattutto per essere il fratello minore di Socrates. Ha vissuto nell’ombra del “Dottore” finché non ha cominciato a vincere, conquistando la Coppa Intercontinentale da protagonista e il Mondiale 1994 con la Selecão. Interno di gran fisico, baciato nei piedi da una tecnica sopraffina capace di fare aggio persino sulla irritante lentezza di movimenti, Rai è cresciuto nel Botafogo Ribeirão Preto, poi è passato al Ponte Preta per arrivare al San Paolo nel 1987.
Dal 1993 al 1998 la sua stella brillerà all’ombra della torre Eiffel con la maglia del Paris St. Germain, vincendo un titolo nazionale, un coppa di Francia e una Supercoppa Europea. Nel 1998 rientra in patria nuovamente al San Paolo dove smetterà nel 2000 a 35 anni.

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La Finale

12 dicembre 1992 – National Stadium, Tokyo
SAN PAOLO – BARCELLONA 2-1
Reti: 0-1 13′ Stoitchkov, 1-1 26′ Raí, 2-1 79′ Raí
San Paolo: Zetti, Victor, Adílson, Ronaldo, Pintado, Ronaldo Luiz, Müller, Toninho Cerezo (83′ Dinho), Palinha, Raí, Cafú
Barcellona: Zubizarreta – Ferrer, Guardiola, R.Koeman, Eusebio, Bakero (51′ Goicoechea), Amor, Stoitchkov, M.Laudrup, Ri.Witschge, Beguiristain (79′ Nadal)
Arbitro: Juan Carlos Loustau (Argentina)