1993: SAN PAOLO

LA STORIA

La squalifica inflitta al Marsiglia in seguito al noto scandalo ha proiettato verso Tokyo il Milan. E’ una partita emozionante, guastata in parte dal “caso Savicevic”, che movimenta la vigilia, quando il Milan decide di utilizzare solo tre stranieri, mentre il regolamento non le impedirebbe di schierarne pure un quarto, come dimostrato l’anno prima dal Barcellona e confermato dal regolamento (articolo 6: «Solo i giocatori ammessi a disputare per le rispettive società le partite del campionato nazionale della loro Federazione saranno autorizzati a prendere parte ai match della Coppa Europa-Sudamerica»). Capello, appreso da un’errata comunicazione Uefa che Savicevic è squalificato, sceglie Desailly, Raducioiu e Papin. L’Uefa rettifica la comunicazione e a quel punto Capello decide ugualmente di rinunciare a Savicevic, mentre Galliani assicura che giocheranno solo tre stranieri per rispettare «i regolamenti Uefa».

Insomma, un pasticcio, la cui conclusione sono le chiavi della regia affidate al mastino Desailly. Tele Santana adotta una tattica guardinga, lasciando l’iniziativa nelle mani del Milan che inizia bene, grazie all’ottima giornata di Massaro che coglie la traversa dopo pochi minuti. Al primo affondo, San Paolo in gol. Carli vola sul fondo, da dove crossa al centro per Palhinha. che anticipa Costacurta e fa secco Rossi. Il Milan barcolla. A inizio ripresa Massaro pareggia in scivolata su assist di Papin. Su cross di Leonardo, Cerezo anticipa Albertini, depositando alle spalle di Rossi. Capello inserisce Orlando e Tassotti, Papin rapina il pareggio su assist di testa del formidabile Massaro.
Le emozioni a questo punto sembrano finite, le squadre rifiatano in attesa dei supplementari.

A tre minuti dalla fine però il Milan fa harakiri: nonno Cerezo lancia lungo per Müller, Rossi è in anticipo, ma fallisce goffamente il rinvio, spedendo il pallone contro l’attaccante brasiliano, che non ha difficoltà a infilare indisturbato la rete della vittoria. La partita ha punito le imperdonabili ingenuità difensive del Milan. Nonostante un avversario tutt’altro che irresistibile, i rossoneri perdono la seconda finale internazionale consecutiva.

L’UOMO PIU’: Toninho CEREZO

L’uomo che non ti aspetti. Nessuno avrebbe immaginato che il trentottenne Toninho Cerezo potesse risultare decisivo nella finale della Coppa Intercontinentale. Rispedito in patria dall’Italia come ormai logoro, il fuoriclasse di gomma si è accasato al San Paolo e lo porta sul trono del mondo con novanta minuti fenomenali durante i quali domina Albertini e Desailly, confeziona una rete e l’assist per il gol decisivo di Müller. Cresciuto nell’Atletico Mineiro, è arrivato nell’83 alla Roma, con cui ha vinto due coppe Italia, poi in sei anni super alla Samp vince scudetto, Coppa delle Coppe e due Coppe Italia. Ritorna quindi in Brasile al San Paolo, poi passa al Cruzeiro e infine chiude come calciatore nell’Atletico Mineiro a 42 anni.

La Finale

12 dicembre 1993 – National Stadium, Tokyo
SAN PAOLO – MILAN 3-2
Reti: 1-0 19′ Palhinha, 1-1 48′ Massaro, 2-1 59′ Toninho Cerezo ,2-2 81′ Papin, 3-2 86′ Müller
San Paolo: Zetti, Cafu, Válber, Ronaldo, André, Doriva, Dinho, Toninho Cerezo, Leonardo, Palhinha (64′ Juninho), Müller
Milan: Rossi, Panucci, Costacurta, Baresi, Maldini, Albertini (79′ Orlando), Desailly, Donadoni, Massaro, Papin, Raducioiu (79′ Tassotti)
Arbitro: Joël Quiniou (Francia)