2003: BOCA JUNIORS

LA STORIA

Per il Milan questa è addirittura la terza sconfitta tra Tokyo e Yokohama, dopo le gare perse nel ’93 contro il San Paolo di Cafu, e nel ’94 contro il Velez Sarsfield di Carlos Bianchi. Alla fine, così, invece di festeggiare la squadra dei record, è giusto celebrare l’allenatore dei record: il primo a sollevare tre coppe Intercontinentali. Unico a portare squadre sudamericane al successo negli ultimi dieci anni di questa manifestazione, Bianchi compie un nuovo capolavoro tattico. Il Boca, infatti, è la classica squadra senza stelle, in cui tutti però sanno che cosa devono fare e soprattutto lo fanno bene. Bloccato in difesa, dove Schiavi e Burdisso formano una coppia affiatatissima, il Boca applica un classico 4-4-2, con due mediani di sbarramento Cascini e Battaglia e due esterni pronti a partire verso il centro, specie Donnet sulla destra, per rifornire le due punte, Schelotto e il brasiliano Iarley, sostituto dell’unico vero talento, Tevez, impiegato soltanto nel finale. Nulla di trascendentale ma grande ordine e grande attenzione in fase difensiva, con la capacità di ripartire in contropiede.

Privo di Nesta, che però viene sostituito nel migliore dei modi da Costacurta, Ancelotti preferisce Kakà a Rui Costa come trequartista, puntando su Tomasson e non su Inzaghi, ancora in ritardo di condizione. Assente nei primi 20′, in cui il Boca assiste con l’aria dello studente che aspetta le domande del professore, e poi spaventato da due conclusioni di Donnet e Schiavi deviate da Dida, il Milan si sveglia improvvisamente al 24′. E al primo tentativo trova subito il gol, preparato da uno splendido lancio di Pirlo, che smarca Tomasson, pronto a sfruttare il corridoio libero per firmare con un destro in corsa l’1-0. Sembra fatta, ma il Boca pareggia dopo 5′, con un centro di Schelotto, pizzicato da Iarley verso Donnet, la cui girata di sinistro batte Dida. E’ questa l’unica fase vivace della partita, che potrebbe ancora cambiare a favore del Milan. Stavolta, però, la conclusione di Kakà finisce sul palo, e in pratica la gara del brasiliano finisce qui.

Sempre più noiosa ed equilibrata, la gara offre scarse emozioni e allora Ancelotti prova a lanciare Inzaghi, sacrificando però il vivace Tomasson. E dopo la mossa parallela di Bianchi, che si affida a Tevez, al posto di Schelotto, il tecnico rosso- nero gioca un’altra discutibile carta, rinunciando a Kakà, che è sempre un potenziale uomo gol, per inserire l’inconcludente Rui Costa. Così il Milan finisce ancora peggio di come aveva incominciato, e siccome il gol di testa di Inzaghi nel finale è in fuorigioco, il verdetto è affidato ai rigori. Dove al primo errore di Pirlo, segue soltanto il gol di Rui Costa. Seedorf, infatti, calcia sopra la traversa mentre Costacurta, con uno scarabocchio davanti al portiere, firma la triste ritirata di un brutto Milan.

La Finale

14 dicembre 2003 – National Stadium, Tokyo
BOCA JUNIORS – MILAN 1-1 ; 4-2 d.t.s.
Reti: 1-0 23′ Tomasson; 1-1 29′ Donnet
Sequenza Rigori: Schiavi (gol) Pirlo (Fallito) Battaglia (fallito) Rui Costa (gol) Donnet (gol) Seedorf (fallito) Cascini (gol) Costacurta (fallito)
Boca Juniors: Abbondanzieri, Schiavi, Perea, Burdisso, Rodriguez, Cagna, Cascini, Donnet, Battaglia, Schelotto (72’ Tevez), Iarley.
Milan: Dida, Pancaro, Costacurta, Maldini, Cafu, Seedorf, Pirlo, Gattuso (90’+12’ Ambrosini), Kaká (78’ Rui Costa), Tomasson (60’ Inzaghi), Shevchenko
Arbitro: Ivanov (Russia)