EURO 2004: GRECIA

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Dovevano essere gli europei del Portogallo, bello e vincente. Invece la Grecia, sempre sul punto di essere eliminata, arriva in finale e beffa i lusitani. Per l’Italia ancora delusioni e il rammarico del “biscotto” ordito ai suoi danni da Danimarca e Svezia


PROLOGO

Nell’ottobre 1999 l’esecutivo UEFA prende la sua decisione: gli europei del 2004 si giocheranno in Portogallo. I lusitani a sorpresa battono e altre candidate Spagna ed Austria-Ungheria.

Le qualificazioni si svolgono fra settembre 2002 e novembre 2003 e ne prendono parte cinquanta squadre divise in dieci gruppi da cinque, con sfide andata-ritorno. Le prime di ogni girone si qualificano direttamente ad Euro 2004, mentre le seconde disputeranno gli spareggi. I pronostici sono sostanzialmente rispettati con tutte le grandi qualificate. L’unica vera sorpresa è rappresentata dalla Lettonia che arrivando seconda dietro la Svezia nel gruppo 4 affronta e batte la Turchia (terza ai Mondiali 2002) negli spareggi. Sempre negli spareggi l’Olanda viene sconfitta in Scozia per 1-0 ma nel ritorno dilaga facilmente per 6-0.

Le sedici che si affronteranno per il titolo europeo sono divise in quattro raggruppamenti. Nel Gruppo A i padroni di casa del Portogallo trovano i cugini della Spagna, l’indecifrabile Russia e l’outsider Grecia. Il Gruppo B vede Francia e Inghilterra nettamente favorite su Croazia e Svizzera. Il Gruppo C è quello dell’Italia in compagnia della Svezia dell’emergente Ibrahimovic, la Danimarca e la debole Bulgaria. L’ultimo girone è il più temibile con Germania, Olanda e Repubblica Ceca giocarsi i due posti con la Lettonia come sparring partner.

Quattro protagonisti di Euro 2004: la sorpresa-Lettonia, l'Olanda, la Francia e la Svezia

Quattro protagonisti di Euro 2004: la sorpresa-Lettonia, l’Olanda, la Francia e la Svezia

TRAPATTONI RILANCIA

Gli azzurri partono per la corsa a Euro 2004 ancora con la bruciante delusione del mondiale nippo-coreano sulle spalle. Giovanni Trapattoni e il suo inguaribile ottimismo guardano però avanti e il nuovo obiettivo, quello del riscatto, è rappresentato da Euro 2004. Il sorteggio del girone di qualificazione è benevolo: viene pescata l’abbordabile Serbia e Montenegro del neo ct Savicevic, la resistibile Finlandia di Litmanen e i resistibilissimi Galles e Azerbaigian. L’Italia non tradisce e si piazza prima nel proprio raggruppamento con 17 punti (5 vittore, 2 pareggi ed una sola sconfitta, in Galles). Dopo un inizio stentato, gli uomini di Trapattoni infilano 4 vittorie nelle ultime cinque partite proponendo a tratti un buon calcio e subendo complessivamente solo quattro reti.

Il cammino parte da Baku, molto più Asia che Europa, contro l’Azerbaigian. Un 2-0 che si concretizza tutto nella ripresa grazie ad un’autorete e a una perla di Del Piero. Un mese più tardi al San Paolo di Napoli gli azzurri impattano contro la Serbia-Montenegro che passa in vantaggio alla mezz’ora con un gran gol di Mijatovic e viene raggiunta da una punzione del Del Pietro deviata da Jevric. Quattro giorni dopo arriva anche la prima ed uncia sconfitta del girone ad opera del Galles che si impone 2-1. La squadra di Hughes passa in vantaggio nei primi minuti della partita poi il solito Del Piero trova il pareggio su punizione grazie alla deviazione della barriera. Nel secondo tempo la difesa azzurra si fa infilare in velocità da Bellamy che salta anche Buffon e segna la rete della vittoria.

Il 2003 si apre con il doppio confronto con la Finlandia. A marzo a Palermo arriva una vittoria scacciapaura con un 2-0 che consente di continuare a sperare nella vittoria del girone di qualificazione. Le reti sono entrambe di Vieri al 6′ e al 23′ con due splendidi assist di Totti. In giugno i nordici sono ancora trafitti dall’uno-due micidiale della premiata ditta Totti-Del Piero. In settembre il Trap scaccia definitivamente i fantasmi con un 4-0 sui concorrenti del Galles. Una tripletta di Inzaghi ed un rigore di Del Piero regalano all’Italia la vetta del girone. Quattro giorni dopo al “Marakana” si Belgrado gli azzurri impattano con Serbia-Montenegro per 1-1 (rete di ancora di Inzaghi) costringendosi ad una vittoria a tutti i costi mell’ultimo match contro l’abbordabile Azerbaigian. Vittoria che arriva puntualmente a Reggio Calabria con un rotondo 4-0 frutto delle reti di Inzaghi (doppietta), Vieri e Di Vaio.

IL GIRONE DEGLI AZZURRI

Gli azzurri arrivano così in Portogallo sorretti da un moderato ottimismo. Il 14 giugno a Guimarães la Danimarca invece impone all’Italia uno stop imprevisto. La squadra di Trapattoni mostra pesanti limiti di gioco e non va oltre lo 0-0 con i danesi mai in difficoltà. Il ct cambia squadra nella ripresa ma vanamente. Il match sarà poi ricordato per lo sputo di Totti a Poulsen che costerà al Pupone la squalifica per prova televisiva.

Contro la Svezia è già ultima spiaggia visto che Ibrahimovic e compagni nel frattempo hanno frantumato la Bulgaria per 5-0. Trapattoni disegna un 4-3-3 molto aggressivo e veloce con Pirlo in cabina di regia e Cassano Cassano in serata di grazia. Nella prima mezz’ora l’Italia ha almeno 5 nitide occasioni da gol, ma malasorte e poca lucidità sotto rete impediscono di chiudere subito la pratica europea. Il vantaggio arriva al 37′: Panucci fa il bello e il cattivo tempo sulla sua fascia destra; dribbla l’uomo, rientra e mette in mezzo un pallone d’oro per la testa di Cassano che insacca da due passi. Il secondo tempo, purtroppo, è un’altra partita. I nostri pagano lo scotto dello sforzo fisico nella prima frazione di gioco e la Svezia guadagna metri e coraggio. Al 40’ la sindrome “dell’ultimo minuto” che ci costò l’europeo contro la Francia s’insinua nei nostri giocatori e così dopo un’azione confusa Ibrahimovic in piena area di rigore inventa un colpo di tacco e mette alle spalle di Buffon. Il risultato non cambia più fino alla fine della partita.

Contro la Bulgaria serve almeno vincere e sperare nell’indole sportiva di Danimarca e Svezia. Infatti, il 2-2 tra le due squadre eliminerebbe matematicamente l’Italia. Gli azzurri sin dal fischio d’inizio appaiono intimoriti e poco concentrati, non riescono a ripetere il folgorante inizio di partita di quattro giorni prima contro la Svezia. La partita non offre grandi emozioni ma al 44’ arriva la doccia fredda, Materazzi trattiene ingenuamente in aria Berbatov e Ivanov concede il rigore. Dal dischetto Petrov spiazza Buffon. Il secondo tempo si apre con un’altra Italia, più grintosa e concreta. Al 47′ trova il pareggio: Cassano ha la palla buona tra i piedi in piena area, calcia a colpo sicuro, la palla si stampa sulla traversa e rimbalza fuori dalla porta, Perotta raccoglie e insacca. I bulgari appaiono stanchi, gli azzurri pressano. Ma non basta. I minuti passano e l’incubo dell’eliminazione si avvicina. Al 93′ Cassano al volo di destro insacca. Il ragazzo di Bari vecchia passa in breve dalla gioia alla disperazione : due minuti prima l’insperato 2-2 tra Svezia e Danimarca si era materializzato: la perla di Cassano è l’ultima immagine dell’europeo Italiano.

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L’incredibile rete di Ibrahimovic in Italia-Svezia 1-1

GLI ALTRI RAGGRUPPAMENTI

Gruppo A: Allo stadio do Dragão di Porto la Grecia sconfigge i padroni di casa per 2-1 e manda i lusitani subito a rischio eliminazione, mentre la Spagna vince 1-0 sulla Russia. Nella seconda giornata i portoghesi si riscattano con un 2-0 alla Russia, eliminandola; contemporaneamente la Grecia blocca sul pari la Spagna. Tutto il girone si decide quindi all’ultima giornata: i portoghesi devono vincere per avere la certezza della qualificazione, agli spagnoli e ai greci basta un pari. I lusitani fanno loro il derby iberico 1-0 con rete di Nuno Gomes, e ciò rende gli spagnoli attenti al risultato di Grecia-Russia: i russi vanno in doppio vantaggio, ma gli ellenici segnano il gol del 2-1 che consente loro, pur avendo perso, di pareggiare la differenza reti con la Spagna ed eliminarla.

Nuno Gomes e Raul Bravo. Il bomber portoghese deciderà il match

Portoglallo-Spagna 1-0: Nuno Gomes e Raul Bravo. Il bomber portoghese deciderà il match

Gruppo B: Nella gara di esordio Svizzera e Croazia pareggiano con uno scialbo 0-0. Decisamente più vivce l’altro incontro: all’Estádio da Luz di Porto l’Inghilterra va in vantaggio contro la Francia; Beckham sbaglia un rigore e nei minuti di recupero Zinédine Zidane mette a segno una punizione e poi trasforma un rigore che dà la vittoria alla sua Nazionale. Gli inglesi, costretti a vincere, si riscattano battendo la Svizzera 3-0 con una doppietta di Wayne Rooney, mentre i francesi pareggiano 2-2 con la Croazia. Nell’ultima giornata i francesi sconfiggono la Svizzera per 3-1, mentre il match-qualificazione tra Inghilterra e Croazia premia i britannici, che superano il turno. Dopo essere passati in svantaggio già al 5′ (rete di Niko Kovač), Scholes e Rooney con una doppietta ribaltano il risultato. Tudor al 73′ riapre la partita ma sei minuti dopo Lampard fissa il risultato sul 4-2.

Il rigore di Zidane decide al 93' il match tra Francia e Inghilterra

Il rigore di Zidane decide al 93′ il match tra Francia e Inghilterra

Gruppo D: Si apre subito con il big-match Germania-Olanda. I tedeschi vanno in vantaggio con Torsten Frings per poi si farsi raggiungere all’81’ da Van Nistelrooy. Contemporaneamente la Repubblica Ceca batte 2-1 la Lettonia che era passata a sorpresa in vantaggio con Verpakovskis. Nella seconda giornata la Repubblica Ceca sconfigge i Paesi Bassi. In svantaggio per 2-0 dopo venti minuti, i cechi riescono a ribaltare la partita con Koller, Baroš e Šmicer. La Germania invece si fa bloccare inopinatamente sullo 0-0 dalla Lettonia. Nell’ultimo turno ancora Repubblica Ceca sugli scudi; vince ed elimina la Germania piazzandosi prima mentre l’Olanda all’ultima chiamata ha ragione dei lettoni con un rotondo 3-0.

Bastian Schweinsteiger e Juris Laizans in Germania-Lettonia 0-0

Bastian Schweinsteiger e Juris Laizans in Germania-Lettonia 0-0

QUARTI DI FINALE

Apre i quarti Portogallo-Inghilterra. Inglesi subito avanti al 3′: lancio di James, Costinha tenta un retropassaggio di testa che finisce per servire Owen e rete con bella girata di esterno destro. Al 27′ Rooney, la stella di Euro 2004, è costretto ad uscire zoppicando, al suo posto entra Vassell. L’Inghilterra stringe i denti per tutto il match ma all’83’ Helder Postiga agguanta il pareggio di testa su cross di Simao. I supplementari, con un’Inghilterra imbottita di manovali, iniziano nel segno del Portogallo. Il “Da Luz”, finalmente, esplode al 5′ del secondo tempo supplementare: Rui Costa con un bolide di destro da 20 metri fredda James. E’ il 2-1, ma a 5 minuti dal termine – sugli sviluppi di un corner – Lampard corregge in rete il pallone del pareggio. Ai calci di rigore che fa la differenza è il portiere portoghese Ricardo: prima para il tiro di Vassell (a mani nude, dopo essersi tolto i guanti), poi realizza il rigore del 6-5 che qualifica il Portogallo alla sua seconda semifinale europea consecutiva.

La Grecia elimina a sorpresa la Francia campione d’Europa in carica e vola in semifinale. Il successo degli ellenici è meritato al termine di 90′ perfetti, dominati tatticamente in ogni zona del campo. Lenta e inconcludente la Francia che paga carissimo la giornata di scarsa vena dei suoi uomini migliori (Pires, Zidane, Henry e Trezeguet) e la sua incapacità a trovare delle contromosse per cercare di eludere l’asfissiante pressing degli uomini di Rehhagel. Charisteas realizza la rete della vittoria al 65′ con uno splendido colpo di testa.

La Repubblica Ceca travolge 3-0 la Danimarca e raggiunge la Grecia in semifinale. Partita a due facce: primo tempo col gioco in mano ai danesi che però non concretizzano, ripresa nella quale i boemi trovano subito il gol con Koller al 4′ (liscio di Laursen) e poi approfittano dello sbilanciamento avversario colpendo altre due volte con Baros che, con 5 reti, diventa capocannoniere di Euro 2004.

L’ultimo quarto di gioca a Lisbona tra Svezia e Olanda. La sfida rimane bloccata sullo 0-0 anche dopo i tempi supplementari, rendendo necessari i tiri di rigore. Dopo gli errori di Ibrahimović (Svezia) e Cocu (Olanda), il risultato è di 4-4 e si va ad oltranza. Mellberg si fa parare il rigore mentre Robben trasforma il tiro del 5-4 che elimina la Svezia e qualifica i tulipani, che per la prima volta nella loro storia vincono una gara ai rigori.

A sinistra, la rete di Charisteas in Grecia-Francia 1-0. A destra, duello aereo tra Larsson e Stam. Passeranno gli arancioni ai rigori

A sinistra, la rete di Charisteas in Grecia-Francia 1-0. A destra, duello aereo tra Larsson e Stam. Passeranno gli arancioni ai rigori

SEMIFINALI: IL PORTOGALLO C’E’

A Lisbona il Portogallo si gioca la finale e la storia. Davanti c’è solo l’ostacolo Olanda. Al via nessuna sorpresa nelle formazioni. Scolari recupera lo squalificato Pauleta e lo schiera dal primo minuto al posto di Nuno Gomes, Rui Costa va in panchina. Capitan Figo, Deco e Ronaldo giocano alle spalle di Pauleta. Advocaat deve rinunciare all’infortunato Ronald De Boer, al suo posto c’è Bouma che affianca Stam. A centrocampo Cocu protegge la difesa, a Seedorf, invece, tocca il compito di far girare la squadra, ma il milanista non è in giornata e il gioco degli orange ne risente. In avanti, ai fianchi di Van Nistelrooy, confermato Robben a sinistra, mentre a destra Advocaat, come previsto, inserisce Overmars al posto del deludente Van der Meyde.

Al 6′ e al 10′, prima Deco e poi Figo, mandano in tilt la difesa olandese, nel primo caso Van Der Sar si salva, nel secondo Pauleta arriva con un attimo di ritardo all’appuntamento con il gol. Al 26′ il boato dell’Alvalade festeggia l’incornata vincente di Cristiano Ronaldo che devia in rete un corner di Deco. Al 39′ l’Olanda pareggia, ma Frisk annulla il gol di Van Nistelrooy (splendido il servizio di Overmars) per un fuorigioco dubbio. Al 41′ giocata di classe di Figo che si beve Van Bronckhorst e di sinistro scarica un gran tiro che si infrange sul palo. Squadre negli spogliatoi, Portogallo in vantaggio meritatamente.

Nella ripresa Advocaat, giustamente ma in colpevole ritardo, inserisce la seconda punta Makaay al posto di Overmars. Al 9′ Pauleta si divora un gol fatto calciando su Van Der Sar, quattro minuti più tardi, però, ci pensa un Maniche strepitoso a spingere il Portogallo verso la finale, il suo destro di rara bellezza e potenza dai 25 metri si infila sulla sinistra dell’incolpevole Van Der Sar. L’Alvalade rosso-verde si sente già in finale, ma cinque minuti più tardi, al 18′, un’autorete di Andrade (retropassaggio-pallonetto per Ricardo) riporta in partita l’Olanda. Gli orange ci credono ma le gambe non girano per la stanchezza. Il finale è da brividi, Frisk annulla, questa volta senza dubbi, un gol a Makaay è l’ultima emozione della partita che consacra i lusitani.

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Portogallo-Olanda 2-1. A sinistra duello tra Ruud van Nistelrooy e Ricardo Carvalho. A destra sempre van Nistelrooy tra Nuno Valente e Jorge Andrade

SEMIFINALI: LA GRECIA A SORPRESA

La Repubblica Ceca arriva con le vele spiegate, preceduta da quattro vittorie. La squadra del bravo Rehhagel che ha già messo k.o. il Portogallo (finalista) nella gara inaugurale, ha mandato a casa la Francia, campione uscente, nei quarti. La partita prende subito la piega prevista, ma con qualche variazione: alla fuliminea partenza dei ceki (traversa di Rosicki al 3′ con un bolide da fuori area e forte tiro di Jankulovski respinto da Nikolpolidis al 6′) segue una lunga battaglia a centrocampo con alterne vicende. I greci tentano di agire in contropiede ma si fermano sempre ai limiti dell’area.

Karagounis e Katsouranis (che è addetto alla marcatura di Nedved) tentano di movimentare il gioco. Rehhagel ha approntato una serie di marcature rigide: davanti a Dellas, Kapsis si occupa del gigantesco Koller (che con un colpo di testa al 19′ ha mandato la palla fra il portiere greco e la parte bassa della traversa), mentre lo scattante Baros è affidato a Seitaridis. Primo tempo movimentato, con i ceki più presenti sul fronte offensivo, ma con i greci sempre battaglieri, anche se poco incisivi.

All’inizio della ripresa il copione non cambia. I ceki sembrano perà risentire dell’uscita di Nedved avvenuta al 40′ del primo tempo per una botta al ginocchio. Dellas trattiere in area Koller al 9′ ma Collina non batte ciglio. Smicer si dà molto da fare, ma senza tirare, e Rosicki spara alto al 15′. Insomma Zeus protegge gli ellenici, ma non li manda in gol, nonostante si spingano in avanti: Cech deve intervenire un paio di volte uscendo dalla porta e parando su una girata di testa di Vryzas al 22′.

Un sinistro di Poborski al 24’dà solo l’impressione del gol: fuori. Dopo un triangolo con Rosicki, Koller tira fuori da favorevolissima occasione al 35′. Si va ai supplementari. Dopo le occasioni mancate da Charisteas, Koller e Dellas, il difensore della Roma centra il bersaglio di testa su calcio d’angolo segnando il gol decisivo e regalando alla Grecia un inatteso quanto meritato successo. La Repubblica Ceca è ancora una volta vittima di un gol nei supplementari come nel 1996 a Londra contro la Germania.

La rete di Traianos Dellas apre alla Grecia le porte della finalissima

La rete di Traianos Dellas apre alla Grecia le porte della finalissima

FINALE: IL RITORNO DEGLI DEI

A Lisbona Scolari incrocia Rehagel. I favoritissimi lusitani contro i sorprendenti greci. Come previsto a partire in avanti è il Portogallo, ma la Grecia mostra subito il suo lato migliore: difesa attenta, marcature mirate e ottima capacità di interdizione. Rispetto alla partita con la Repubblica Ceca il controllo degli uomini di Rehhagel è rigoroso su Pauleta (preso in consegna da Kapsis), Figo e Cristiano Ronaldo (bloccati da Seitaridis e Fyssas a seconda della fascia in cui si incanalano, un po’ meno sugli altri portoghesi. Ne risulta una partita un po’ più aperta, anche se le occasioni tardano ad arrivare. Al 13′ è Miguel a tentare la prima conclusione da destra, ma Nikopolidis si allunga e devia in angolo.

La pressione si manifesta col possesso di palla e con il baricentro del gioco che nella prima mezz’ora è spostato nella metà campo greca. Mancano le finalizzazioni (Maniche al 24′ ci prova da fuori) e con il passare dei minuti cresce la Grecia. L’ultimo quarto d’ora del primo tempo è di marca ellenica anche se pure su questo fronte a mancare è la penetrazione negli ultimi 16 metri. Si va al riposo sullo 0-0 e con una brutta notizia per Felipe Scolari, costretto a sostituire Miguel, infortunato, con Paulo Ferriera.

Inizia la ripresa e il Portogallo ricomincia a imprimere il suo ritmo alla partita e in parte di ci riesce. La Grecia soffre l’aumento di velocità, comincia a commettere errori a centrocampo e a perdere palloni anche in difesa. Ma a mancare è sempre la precisione in avanti. Quella che non manca alla Grecia, che alla prima occasione buona, un calcio d’angolo di Basinas al 12′, passa in vantaggio grazie a un gran colpo di testa di Charisteas che sovrasta Jorge Andrade. Scolari toglie Costinha e manda in campo al suo posto Rui Costa, Il milanista si fa subito notare per una bella discesa sulla destra, ma il suo pallone vaga in mezzo all’area. Però la spinta portoghese cresce.

Greci in affanno, ma pericolosi al 20′ quando Zagorakis scucchiaia un pallone in mezzo all’area per Giannakopulos che però si fa anticipare. E’ un episodio, il Portogallo preme, soprattutto sulla destra dove spesso riesce a sfondare. Al 29′ nuova mossa di Scolari che toglie l’infruttuoso Pauleta e inserisce Nuno Gomes. Al 30′ Cristiano Ronaldo spreca un’occasione clamorosa: pescato con un pallonetto sul filo del fuorigioco entra in area solo di fronte a Nikopolidis, ma il suo tiro è fuori misura.

Un minuto più tardi Rehhagel inserisce Venetidis per Giannakopulos e comincia a costruire un fortino difensivo per l’ultimo quarto d’ora di gioco. Al 36′ nella mischia anche Papadopulos, per Vryzas, ma il Portogallo va vicino al pareggio con Ricardo Carvalho che con una botta da sinistra impegna Nikopolidis. E’ l’ultimo lampo assieme a una girata di Figo al 90′ che termina a fil di palo (se si eccettua l’invasione di campo di un tifoso del Barcellona terminata dentro la rete difesa da Nikopolidis che ha fatto terminare l’incontro con 5′ di recupero). Poi il fischio finale. La favola greca è giunta al suo compimento, mentre il sogno portoghese si è trasformato in un incubo che difficilmente potrà essere dimenticato.

Finale Grecia-Portogallo: al 57' Charisteas decide il match

Finale Grecia-Portogallo: al 57′ Charisteas decide il match

 

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