Così nacque l’Italia “Mundial” di Bearzot

Mondiali 1978. Pronti, via e Lacombe schiaccia in rete. Sono trascorsi appena 44 secondi e la Francia è già in vantaggio. Da quella rete prenderà vita una delle migliori nazionali di sempre, ancor più di quella campione del mondo di quattro anni dopo.


Maggio 1978: la Juventus di Trapattoni, sulla quale Bearzot fonda il blocco della sua nazionale in vista del mondiali argentini, ha appena vinto il suo diciottesimo scudetto. Un torneo che non tocca i vertici del precedente, la squadra di Trapattoni gioca al risparmio per tutta la stagione regolandosi sui bisogni del mo­mento. Dove occorre pareggia­re non si spende una stilla in più del dovuto, e oltretutto la resistenza del Torino si è parecchio affievolita. Il com­portamento delle due formazioni guida non alimenta certamen­te sogni di gloria in vista dei mondiali argentini..

L’ultima partita di preparazione per il mon­diale con la Jugoslavia a Roma (0-0), denuncia carenze di preparazione, i giocatori sembrano stremati, asfittici, si invoca a gran voce il nome di Paolo Ros­si, che il Commissario Unico non vuole impiegare nella serata. Mo­rale: quando la nazionale azzur­ra parte per l’Argentina una sua vittoria finale è pagata a 200 nelle scommesse e l’accesso al girone di semifinale 40. Quote impossibili che rispecchiano la sfiducia totale nelle possibilità dei giocatori. L’unico ad aver fidu­cia incrollabile resta Enzo Bearzot, che appare ai più co­me un Don Chisciotte prigionie­ro dell’ideale.

Inserita in un gi­rone di ferro con l’Argentina, la Francia e l’Ungheria, la nazionale azzurra è attesa al debutto con la Francia il 2 giugno. Va­gliate le condizioni dei giocatori, e non potendosi avvalere dello squalificato Cuccureddu, Bearzot decide per: Zoff; Gentile, Bellugi, Scirea, Cabrini; Benetti, Tar­delli, Antognoni; Causio, Ros­si, Bettega. Le incertezze della vigilia sono risolte in favore di Rossi invocato da tutta la stampa na­zionale e di Cabrini. E qui Bear­zot ci mette molto del suo poiché la stampa, sempre importante in momenti simili, propende decisamente per Maldera, più esperto del giovane della Juve che oltretutto nel campionato è stato poco impiegato.

Nessuna battuta di studio, immediatamente la Francia entra nel clima della partita e prende in contropiede gli azzurri che avevano dato il calcio d’avvio ed erano partiti in avanti bene con Causio. Sul contrattacco, Michel libera Slx sulla sinistra. L’attaccante salta Gentile, poi anche l’accorrente Scirea, resistito al recupero del terzino e da fondo campo centra un pallone rientrante sul quale Zoff non può tentare l’uscita: al centro Bellugi ha una clamorosa incertezza ed il piccolo Lacombe, con una bellissima deviazione di testa infila la palla e fll di montante alla sinistra del portiere azzurro.

Gli uomini di Bearzot si guardano in viso e immediatamente trovano nello svantaggio una spinta per reagire nel modo migliore, cercando la strada del gioco. A destra un Causio vivacissimo ed efficace mette in grave crisi Janvion ad ogni affondo, al centro Paolo Rossi crea pericoli per il lento Tresor e per lo stopper Rio sceso in campo con una vistosa fasciatura al ginocchio sinistro, mentre Bettega si muove molto bene e lesordiente Cabrini si inserisce alla sinistra con efficacia. Tutta la squadra lottava, lo stesso Bellugi si rinfranca dopo lo svarione iniziale e la Francia è costretta a lungo nella propria metà campo. Causio salta in tunnel Janvion, ma iI suo cross è basso e Tresor ribatte.

La Francia si riporta In avanti al 7′, Gentile commette fallo su Michel, lo stesso centrocampista transalpino batte una punizione tagliatasulla quale Janvion si proietta in avanti e di testa, malgrado l’opposizione di Causio, manda di poco a lato. Si portano di nuovo in avanti i nostri, intanto il pubblico, rimasto per un poco in silenzio, per la botta a freddo dei francesi, trova slancio ed è spinto all’entusiasmo proprio dal gioco degli uomini di Bearzot. Al 14′ Antognoni cerca con un cross largo Benetti, il quale si vede ribattuto il primo traversone ma sul secondo tocca a Paolo Rossi; palla appoggiata su Tardelli che a sua volta lascia a Cabrini, la cui botta rasoterra finisce sul fondo.

La Francia è costretta al contropiede, come al 16′, quando parte Michel e ancora Lacombe in elevazione supera Bellugi, ma per fortuna la deviazione termina sul fondo. Sulla reazione degli azzurri una punizione di Antognoni ribattuta dalla barriera: mette al centro Causio per Bettega che tenta la conclusione, ma è stoppato da Tresor. Le repliche del transalpini si fanno sempre più rade, impostate soprattutto su Six, un giocatore dalle notevoli qualità e piuttosto imprevedibile. La pressione degli azzurri non si interrompe, tenta Bettega al 23′ di scattare sulla sinistra, ma è messo a terra e sulla punizione di Causio è ancora Roberto a cercare la deviazione di testa, ma la palla è troppo alta.

Lacombe brucia Bellugi e batte Zoff

Il pareggio si concretizza al 29′ al termine di una azione convulsa e confusa. Lancio di Gentile dalla destra, rimessa al centro di Cabrini, Causio devia di testa la palla contro il montante alto, Tardelli ricaccia la palla dentro ma lo stesso Causio, inavvertitamente, respinge la palla Indietro; Rossi, rapidissimo, interviene e ha Tresor. Galvanizzato, Pablito si lancia ancora in avanti con decisione su suggerimento di Antognoni. Il suo spunto è splendido, come il suo cross, ma Benetti, pur potendo prendere la mira, schiaccia la palla troppo centralmente tra le braccia del portiere.

Nel finale del tempo la partita si fa più aperta, la Francia ritorna in avanti con maggior decisione e gli ultimi minuti offrono brividi su ambo I fronti. Prima Bettega tenta una deviazione in acrobazia su cross di Causio, fallendo di poco il gol e, su rovesciamento di fronte, Scirea è costretto ad un intervento in scivolata su Platini prima che il transalpino punti su Zoff.

Gli azzurri si ripresentano in campo con Zaccarelli al posto di Antognoni e mai cambio è stato più fortunato. Al 7′, dopo una serie di schermaglie a centrocampo, Paolo Rossi difende bene una palla sui tre quarti e lancia Gentile sulla destra. Il cross del terzino, rientrante, sfugge allo stesso Rossi ma è raccolto, al limite dell’area, da Zaccarelli che girato a rete con decisione di mezzo volo. La palla, colpita di destro con forza, si infila bassa sulla sinistra di Bertrand-Demanes. Grappolo degli azzurri attorno all’autore del gol, poi la Francia si riporta con decisione in avanti.

Gli uomini di Bearzot commettono l’errore di chiudersi, favorendo cosi gli avversari, che conquistano una serie di calci d’angolo che danno origine a diverse mischie davanti a Zoff. Il match si fa duro, Rio entra con cattiveria su Paolo Rossi; Tardelli, cerca di vendicarsi su Platini e viene ammonito. I transalpini si portano in avanti in massa, cercando anche il penalty, ma Platini è stato troppo plateale nel gettarsi a terra davanti a Zoff ed è a sua volta ammonito dall’arbitro rumeno Rainea.

Zaccarelli piazza la zampata della vittoria

Alla mezz’ora, gli azzurri capiscono di non poter continuare a difendere soltanto Il 2-1 e spostano il gioco nella metà campo avversarla, grazie soprattutto alla spinta potente di Gentile e di Cabrini sulle fasce laterali. Al termine di un’avanzata condotta da Zaccarelli sulla sinistra, la palla, dopo un batti e ribatti, finisce a Paolo Rossi, il quale però si trova troppo sul fondo e non riesce a concludere. Al 34′ scatta bene in contropiede Bettega saltando con una prodezza Janvion, ma è stoppato da Tresor al momento del cross con Paolo Rossi smarcato al centro dell’area. Riportano in avanti la palla i francesi, Gentile si oppone a Michel che scalcia con frustrazione lo juventino finendo nellelenco degli ammoniti.

Mancano cinque minuti alla fine e i transalpini tentano il tutto per tutto. Prima si fa pericoloso Berdoll con una botta alta alla sinistra di Zoff, quindi un fendente dell’avanzante Bossis termina sul fondo sfiorando il montante della porta azzurra. Ancora due angoli e ancora mischie, una risolta da due interventi acrobatici di Zaccarelli, un’altra con forza da Benetti. Per gli azzurri c’è ancora spazio per trovare la forza e lo spazio di un ultimo contropiede: parte Causio che lancia Zaccarelli, il quale tocca per Paolo Rossi: il centravanti difende bene il pallone, lo allarga a Causio la cui botta trasversale rasoterra è bloccata dal portiere francese. Un ultimo guizzo dei transalpini, Tardelli tampona con un fallo in scivolata Guiliou ma l’arbitro Rainea decide di chiudere il match senza fare calciare la punizione.

Sull’onda della vittoria sapremo poi confermarci contro l’Ungheria e i padroni di casa dell’Argentina, costituendo la rivelazione assoluta della prima parte del torneo. Finiremo purtroppo per spegnerci nel girone semifinale, concludendo con un po’ d’amarezza e qualche rimpianto al quarto posto, superati nella finale di consolazione dal Brasile. Tuttavia, quella partita (e soprattutto il primo tempo) verrà ricordata per aver visto la nazionale azzurra più brillante che abbia mai calcato il palcoscenico mondiale, ancor più di quella campione del mondo quattro anni dopo.

Il Tabellino del match

Mar del Plata, “Estadio Mar del Plata”, 2 giugno 1978, ore 13,45
ITALIA – FRANCIA  2-1
Reti: 0-1: Lacombe 1; 1-1: Rossi 29′; 2-1: Zaccarelli 54
Italia: Zoff (cap.), Gentile, Cabrini; Benetti, Bellugi, Scirea; Causio, Tardelli, P. Rossi, Antognoni (46° Zaccarelli), Bettega. – Commissario tecnico: E. Bearzot
Francia: Bertrand-Demanes; Janvion, Bossis; Michel, Rio, Trésor; Dalger, Guillou, Lacombe (75° Berdoll), Platini, Six (76° Rouyer). – Commissario tecnico: M. Hidalgo.
Arbitro: Rainea (Romania)