Mondiali 2006: ITALIA

Introduzione

Il Mondiale ritorna in Germania dopo 32 anni. L’Italia di Lippi travolta dagli scandali di calciopoli trionfa a sorpresa sulla Francia di Zidane. Deludono le sudamericane mentre il Portogallo di Cristiano Ronaldo raggiunge le semifinali.

Il 7 luglio 2000 l’incontro per decidere chi avrebbe ospitato i Mondiali 2006 si tenne per la sesta volta consecutiva a Zurigo. Le nazioni candidate erano quattro dopo il ritiro della propria candidatura da parte del Brasile, avvenuta tre giorni prima della votazione. Erano previsti tre turni di voto in ognuno del quale veniva eliminata la squadra che aveva ricevuto meno voti. I primi due turni si svolsero il 6 luglio, e l’ultimo il 7 luglio. Il primo a essere eliminato fu Marocco che ottenne solo tre voti su 24; l’Inghilterra venne eliminata al secondo turno con soli due voti.

All’ultimo turno la Germania batté per 12 voti a 11 il Sud Africa, ma il successo della Germania fu macchiato da un tentativo di corrompere un membro della giuria. Infatti la notte prima della votazione, la rivista satirica tedesca Titanic mandò delle lettere a rappresentanti della FIFA, offrendo loro dei doni nel caso avessero votato per la Germania. Il delegato dell’Oceania Charles Dempsey, che supportava la candidatura del Sud Africa, si astenne per “intollerabili pressioni” alla vigilia della votazione. Se Dempsey avesse votato, sarebbe finita 12 – 12, e sarebbe toccato al presidente della FIFA Joseph Blatter, che sosteneva la candidatura del Sud Africa, scegliere quale sarebbe stata la nazione ospitante.

Oltre alla Germania, qualificata d’ufficio come paese ospitante, per la prima volta dopo 20 anni c’erano tutte le grandi nazionali europee: Inghilterra, Olanda, Francia, Italia, Spagna e Portogallo. La Grecia campione d’Europa in carica, non riuscì ad ottenere la qualificazione alla fase finale, e oltre ad essa non si qualificarono Turchia, Russia e Norvegia. Tra le altre escluse illustri figuravano Belgio, Irlanda e Danimarca. Tra le qualificate erano due le debuttanti al Campionato del mondo: la Rep. Ceca (ma se si considera il titolo sportivo ereditato dall’ex-Cecoslovacchia si tratta di un ritorno dopo 16 anni) e l’Ucraina, che aveva conquistato la qualificazione anche grazie ai gol di Andrij Ševčenko.

Nel girone sudamericano oltre alle grandi del calcio sudamericano, Brasile e Argentina, erano presenti alla rassegna tedesca Ecuador e Paraguay. L’altra big continentale, l’Uruguay, era stata sconfitta dall’Australia ai rigori nello spareggio OFC-CONMEBOL.

Sorprese nel raggruppamento africano: a Germania 2006 erano assenti tre grandi del calcio africano: Nigeria e Camerun avevano mancato la possibilità di qualificarsi nell’ultima partita delle qualificazioni africane, mentre il Sudafrica aveva terminato il proprio cammino nelle qualificazioni con un deludente terzo posto nel proprio raggruppamento. Aveva fallito la qualificazione anche il Senegal, protagonista ai Mondiali 2002, dove aveva raggiunto i quarti di finale. Non era presente neanche l’Egitto campione continentale in carica. Quattro delle cinque squadre africane ammesse al Mondiale erano esordienti nella manifestazione: Angola, Costa d’Avorio, Togo e Ghana. L’altra nazionale qualificata era la Tunisia, unica delle grandi storiche del calcio africano.

L’Olympic Stadium di Berlino. L’arena che vide le gesta di Jessie Owens alle Olimpiadi del 1936 fu ristruttrato in occasione dei Mondiali.