Il piccolo Amsterdam che espugnó San Siro

Nell’edizione ‘74/75 della Coppa Uefa, la seconda squadra della città olandese eliminò l’Inter dopo aver espugnato la “Scala del Calcio” al termine di una partita senza esclusioni di colpi.

La favola rossonera dell’Amsterdam FC, la seconda squadra della città olandese, fondata il 20 giugno 1972, durò appena dieci anni. In questi due lustri, il piccolo club d’Olanda centrò l’exploit di maggior prestigio in Coppa Uefa, battendo l’Inter a San Siro per poi eliminarla pareggiando in casa il match di ritorno. Un sorprendente quinto posto nel campionato olandese 1973/74 fu il lasciapassare per l’Europa. Guidati da Pim Van der Meent, ex difensore dalla carriera calcistica priva di sussulti, i rossoneri di Amsterdam superarono agevolmente l’esordio europeo a spese dei modesti maltesi dell’Hibernians, trovando l’Inter di Luisito Suarez nel turno successivo. Il gruppo nerazzurro era composto da alcuni veterani (Mazzola, Bertini, Boninsegna, Giubertoni e Facchetti) e parecchi giovani di belle speranze (Oriali, Bordon, Bini, Moro, Nicoli e Muraro). La cessione di Mauro Bellugi al Bologna aveva indebolito la difesa.

Il 23 ottobre ’74, gli olandesi compirono l’impresa, sbancando la “Scala del Calcio” nell’incontro d’andata. A decidere la sfida contro i nerazzurri fu una doppietta di Nico Jansen, detto “Ringhio”, attaccante di 21 anni e 188 centimetri di altezza. Le cronache del tempo definirono “western” la partita. Il match fu caratterizzato da colpi fuori ordinanza, dall’uno e dall’altro versante, compreso quello rifilato dall’allenatore interista al medico della squadra olandese. Pessima fu la prestazione dell’Inter. Senza lucidità, scarsamente incisivo in avanti e piuttosto incerto nel reparto arretrato, l’undici nerazzurro venne infilzato due volte da Jansen davanti a 20 mila spettatori attoniti. La retroguardia interista andò in bambola, soprattutto Facchetti a cui era stata affidata la marcatura dell’autore dei due gol. Nella ripresa, Suarez provò a dare più velocità alla fase offensiva, inserendo Muraro al posto di un soporifero Adelio Moro.

Acrobazie nerazzurre nell’area olandese

I tentativi dei padroni di casa s’infransero davanti ad una saracinesca di nome Jan Jongbloed, portiere della nazionale arancione vicecampione mondiale in carica ed elemento di spicco della matricola olandese. Jongbloed parò di tutto. “Mentre ero proteso in tuffo – racconterà ai giornali ricordando l’impresa di San Siro – avevo la sensazione di poter fluttuare a mezz’aria in eterno se solo lo avessi voluto. La percezione estrema del concetto di libertà: questo è ciò che mi ha regalato il ruolo di portiere. Non esiste nulla di meglio al mondo”. A poco più di un quarto d’ora dalla fine, Jongbloed respinse anche un rigore di Boninsegna, che fu lesto poi a ribattere in rete. Un gol che non evitò ai milanesi il clamoroso ko contro la matricola di Amsterdam che nel finale sprecò persino il penalty del 3-1, calciato alto da Theo Husers. Il migliore in campo? Jongbloed, “portiere macchietta e tabaccaio part-time ad Amsterdam”, secondo la definizione di Gianni Brera.

I giocatori olandesi uscirono da San Siro con lo scalpo interista tra le mani. La vigilia a base di rum e coca cola non era pesata sul rendimento dei rossoneri. In tribuna, Cor Visser, pubblicitario del quotidiano Het Parool, fu tra i pochissimi a gioire in quella serata meneghina. Due settimane dopo, nel match di ritorno, l’Amsterdam inchiodò il risultato sullo 0-0, capitalizzando la vittoria dell’andata. La sorprendente eliminazione dalla Coppa Uefa rappresentò per l’Inter il primo tassello di una stagione deludente, conclusasi con un anonimo nono posto in campionato, peggior piazzamento degli ultimi 17 anni. Roberto Boninsegna fu tra i pochi a salvarsi in quella annata, autore di nove gol, parecchi dei quali decisivi.

La rete su rigore di Boninsegna

I rossoneri d’Olanda superarono anche gli ottavi di finale di coppa, eliminando i tedeschi del Fortuna Düsseldorf grazie ad una doppietta di Husers e un’autorete di Kriegler. Il ritorno, in terra di Germania, fu una pura formalità, con Jongbloed e compagni capaci di bissare il successo, imponendosi 2-1 (rete decisiva del solito Jansen nel finale). Il sogno europeo della matricola dei Paesi Bassi s’interruppe al cospetto di un’altra squadra teutonica, il Colonia, vincitore di goleada in casa (5-1) e di misura in Olanda (3-2), sospinta dal grande Dieter Muller. Uscire dalla competizione continentale dopo aver eliminato un’italiana ed una tedesca fu comunque un ottimo risultato per una squadra con appena tre anni di attività agonistica sulle spalle e bollata ad inizio stagione come una vera e propria matricola.

Nella stagione ‘74/75 non mancarono per l’Amsterdam anche le soddisfazioni in campo nazionale: su tutte la netta vittoria nella stracittadina contro l’Ajax (4-2). Nico Jansen conquistò inoltre la maglia della nazionale olandese, sia pur per una sola presenza in carriera, prima di trasferirsi a Rotterdam ed indossare la casacca del Feyenoord. I dirigenti dell’Amsterdam FC incarnavano il vero spirito rivoluzionario e di contestazione di fine anni 60, talmente fuori dagli schemi da far saltare un incontro con l’amministrazione cittadina.

Quel sodalizio calcistico inglobava al suo interno una parte importante delle realtà organizzate che avevano contribuito a far crescere il voetbal in terra d’Olanda. C’era di tutto nella tifoseria rossonera: la media borghesia, la classe lavoratrice moderata ed i comunisti, tra cui molti reduci della resistenza antinazista. Retrocesso in B nel 1978, due anni più tardi l’Amsterdam decise di abbandonare lo Stadio Olimpico e trasferirsi nel più piccolo Sportpark Sloten. Il club venne sciolto il 18 maggio 1982, un mese prima di tagliare il traguardo del decennale di attività.

Testo di Sergio Taccone, autore del libro “Racconti Rossoneri, storie di puro milanismo” (Urbone Publishing)

 

FC AMSTERDAM: LA STORICA IMPRESA DI SAN SIRO

Milano, 23 ottobre 1974 – andata sedicesimi di finale
Inter – Amsterdam 1-2
Reti: 12’ e 52’ Jansen, 73’ Boninsegna
Inter: Bordon, Fedele, Oriali, Giubertoni, Facchetti (57’ Bini), Mariani, A. Mazzola, Bertini, Boninsegna, Moro (57’ Muraro), Nicoli. Allenatore: Suarez
Amsterdam: Jongbloed, Flinkevleugel, Bianchi, Husers, Fransz, Koopman, Otto, Dekker, Jansen (87’ Visser), Van der Merkt, Van der Lem (74’ Meijer). Allenatore: Van der Meent
Arbitro: Taylor (Inghilterra)
Spettatori 20.000 circa