Pro Vercelli 1908: così nasce un mito

Lunedì 3 agosto 1903 sul “Campo della Fiera” di Vercelli (l’odierna Piazza Mazzini) si disputano due gare di calcio: la Pro Vercelli affronta prima la “Forza e Costanza” di Novara e, a seguire, l’Audace Torino. E’ il battesimo della neonata Sezione Football della Società Ginnastica e Scherma Pro Vercelli.
A portare il calcio a Vercelli è Marcello Bertinetti, studente liceale, spesso a Torino per seguire la Juventus, nelle cui fila militò come calciatore. Bertinetti recluta tutti i giovani che intendono cimentarsi in questa nuova attività sportiva: il numero degli appassionati cresce così rapidamente che viene chiesta l’affiliazione alla Sezione Giuochi della Pro Vercelli. E’ il 1903.
Le gare amichevoli che la squadra disputa, sotto la guida di Marcello Bertinetti, migliorano la qualità del gioco tanto che nel settembre del 1904 la Pro viene invitata a disputare il Torneo Città di Casteggio. Per la prima volta i vercellesi hanno la possibilità di cimentarsi con squadre affermate, come il Milan Cricket Club, e proprio a Casteggio i giocatori decidono di indossare la camicia bianca, destinata a diventare ben presto la gloriosa divisa di gioco.

L’attività calcistica prende consistenza. Addirittura clamorosa la vittoria per 5 a 0 del 17 aprile 1905 sulla Juventus, campione d’Italia di Seconda Categoria. Il presidente, l’avvocato Luigi Bozino, ritiene che sia giunto il momento di partecipare ad un campionato ufficiale.
Nel 1906 la Pro Vercelli partecipa al Campionato di Seconda Categoria con poca fortuna anche perchè due dei suoi giocatori più rappresentativi, Marcello Bertinetti e Giuseppe Servetto, a Torino per motivi di studio, giocano nella Juventus, che supererà la Pro Vercelli nelle eliminatorie.

Nell’anno successivo la Pro accede alla finale di Seconda Categoria. Con l’U.S. Milanese i vercellesi sono bloccati in terra lombarda sul risultato di 1 a 1, ma il ritorno a Vercelli è favorevole: la Pro vince 3 a 1. La vittoria vale il titolo di Campione d’Italia, anche se quello minore.

L’elegantissima Pro del 1904:. In alto da sx: Celoria, Visconti F,, Servetto G., Ara, Milano I, Leone, Sessa, Romussi, Bertinetti, Visconti A., Servetto C.

Nel 1908, la Pro può finalmente giocare su un nuovo campo di calcio inaugurato il 1° gennaio con un incontro, vinto seppur di misura, con l’U.S. Milanese. Nei primi mesi dell’anno, la squadra vercellese si riconferma agevolmente Campione d’Italia di Seconda Categoria, superando nelle eliminatorie piemontesi la Juventus e quindi, nelle finali, l’Andrea Doria di Genova e l’Ausonia Milano.

Aspettando il Campionato di Prima Categoria, la Pro partecipa alla prestigiosa Coppa Bona, organizzata dal Club Sport Veloces di Biella. Dopo aver superato il Criket F.C. di Milano in finale, affronta la Juventus.
Le Bianche Casacche si aggiudicano così l’artistica Coppa d’argento dorato, dimostrando di essere al pari delle migliori squadre italiane. E’ giunto il momento per il sospirato e temuto esordio nel Campionato di Prima Categoria.
La Federazione vieta la partecipazione dei calciatori stranieri così Milan, Genoa e Torino, sono escluse.

Il torneo ufficiale ha inizio il 1° marzo: a Vercelli è di scena la Juventus ed è solo pareggio per 1 a 1, con gol di Fresia per la Pro. Ma nella seconda partita a Torino avviene l’incredibile: dimostrando “quell’agilità e quell’abile gioco d’assieme che l’hanno in questa stagione resa imbattibile”, la Pro ottiene una netta vittoria per 0 a 2. Doppietta di Carlo Rampini, noto come Rampini I, la fantastica mezzala sinistra che sarà protagonista di tanti incontri con la maglia della Pro e della Nazionale. Nella terza giornata scende a Vercelli l’U.S. Milanese; caratterizzata da “gioco vivo, movimentato e talora violento”, la gara finisce con un nulla di fatto. Il 5 aprile si va in trasferta ad affrontare l’Andrea Doria: nonostante l’assenza del portiere titolare Innocenti, sostituito da Sassi, la superiorità delle Bianche Casacche è netta. Infatti la vittoria per 1 a 2 a favore della Pro è merito di una notevole prestazione di tutta la squadra, con due splendide reti di Ara e del solito Rampini I. Ma tra le mura di casa la squadra non riesce proprio a vincere: infatti alla quinta giornata l’Andrea Doria a Vercelli impone un pareggio per 1 a 1.

Diventa determinante l’ultimo incontro che si disputa a Milano il 3 maggio, contro l’U.S. Milanese. E nell’Arena, tifo infuocato, la Pro dimostra tutta la sua vigoria fisica, evidenzia una netta superiorità e schiaccia la squadra avversaria nella sua metà campo; la porta è presa d’assalto, il portiere De Simoni è costretto ad esibirsi in interventi prodigiosi. Ma nulla può allorché su un magistrale colpo di testa (è la sua specialità) di Annibale Visconti la palla prima colpisce il palo e poi entra beffarda in rete.
“La Gazzetta dello Sport” riporta: “…disgrazia vuole che ad un certo momento la palla battendo su uno dei pali verticali del goal vada inaspettatamente a cadervi lentamente, con profondo dolore del povero De Simoni che non si meritava certo tanta malchance”.
Un traguardo che sembrava irraggiungibile diventa così realtà: la Pro Vercelli conquista il suo primo titolo di Campione d’Italia, mettendo in mostra una superiorità schiacciante riconosciuta anche dagli avversari e dai giornali dell’epoca.

Al ritorno a Vercelli, la squadra è accolta alla stazione ferroviaria dalla folla festante, con tanto di banda: per le vie della città si snoda un corteo, con in testa il presidente Bozino che apre impettito la parata, mentre davanti i bambini ballano tra due ali di folla festante. Fra i giocatori, però, mancano Marcello Bertinetti e Carlo Rampini: hanno perso il treno alla stazione di Milano e non possono così essere presenti ai festeggiamenti.

Conscia della propria forza, la Pro Vercelli ritiene di potersi inserire fra le grandi squadre che si stanno battagliando per la conquista della Palla Dapples. Si tratta di un trofeo istituito nel 1903 dal dirigente genoano Henry Dapples, già centravanti dei rossoblu. La coppa si disputava in gara secca tra la squadra detentrice e la sfidante, secondo regole piuttosto pittoresche. La competizione assunse ben presto un valore tale da essere considerata “molto più che un titolo di campione d’Italia”.

L’immagine ritrae un momento di Juventus-Pro Vercelli. Dovrebbe trattarsi della gara dell’8 marzo 1908 quando i bianchi vinsero 2-0 al “velodromo” di Torino (doppietta di Rampini I)

Il 15 novembre 1908 la Pro Vercelli sfida il Milan e lo supera per 2 a 0 e così l’ambito trofeo viene portato per la prima volta a Vercelli, dove ritorna ancora due volte, nel mese di dicembre, in seguito alle gare disputate e vinte contro la Juventus. Poche sono le squadre italiane che possono vantare tra i propri successi sportivi la conquista di questo prestigioso trofeo, che sarà disputato fino al 1909: Genoa, Andrea Doria, Milan, Torino, U.S. Milanese, Juventus.
Ecco i componenti della leggendaria Pro: portieri: Innocenti, Sassi;
difensori: Binaschi, Giuseppe Servetto;
mediani: Ara, Leone, Milano I;
attaccanti: Bertinetti (capitano e allenatore), Fresia, Milano II, Rampini I, Annibale Visconti.

Sono gli atleti che, nell’Italia dell’epoca, hanno fornito una delle più forti squadre di football della storia del calcio italiano.