Il sogno della Lettonia a Euro 2004

Sul cammino che porta alle grandi competizioni internazionali, c’è sempre qualche grande nome che si perde per strada: la Francia che mancò l’accesso ai mondiali del 1990 e 1994, l’Olanda che fallì la qualificazione a quelli del 2002, l’Italia che non riuscì a partire per gli Europei svedesi del 1992. Di queste defaillances approfittano spesso compagini all’apparenza minori, nazionali meno blasonate ma agguerrite che, oltretutto, spesso vengono aiutate da una generazione d’oro di calciatori che, nè prima e nè dopo, saranno in grado di produrre. E’ il caso della Lettonia, sorprendente protagonista dei campionati europei del 2004.

Le qualificazioni che portano a Portogallo 2004 vedono ai nastri di partenza le solite favorite: i campioni d’Europa uscenti della Francia, l’Italia finalista nell’ultima edizione assieme ai transalpini, l’Olanda che vuole riprendersi dopo la mancata qualificazione ai mondiali asiatici, la Spagna che sembra ancora un’eterna incompiuta nonostante l’enorme talento, esattamente come l’Inghilterra. Nel gruppo 4 sono inserite la Svezia, la Polonia, l’Ungheria, la Lettonia e San Marino; non è un girone che entusiasma gli appassionati di calcio, la Svezia appare la logica favorita, mentre per la seconda posizione il duello fra polacchi ed ungheresi sembra lo scontro fra nobili decadute, mentre Lettonia e San Marino sono destinate a chiudere il raggruppamento senza momenti di gloria particolari.

Svezia-Lettonia 0-1

E invece solamente gli svedesi rispettano il pronostico e pure con leggera fatica vincendo il girone con 17 punti, ma la grande rivelazione è la Lettonia: guidati dall’allenatore Aleksandrs Starkovs, gli ex appartenenti all’Unione Sovietica conquistano a sorpresa il secondo posto andando pure a vincere a Stoccolma per 1-0 l’11 ottobre del 2003 e guadagandosi l’accesso agli spareggi contro una delle altre seconde classificate. Lo spareggio sembra essere per i lettoni il traguardo massimo, ma la formazione di Starkovs non ha alcuna intenzione di smettere di stupire l’Europa: l’urna mette di fronte alla piccola squadra in maglia rosso scuro la Turchia; l’esito del confronto appare scontato a favore dei turchi che sono arrivati secondi in un girone che ha promosso l’Inghilterra per un sol punto rispetto agli ottomani. Niente di più sbagliato che sottovalutare la Lettonia che nella gara di andata in casa a Riga batte a sorpresa la Turchia per 1-0 e si appresta a resistere nell’inferno di Istanbul; davanti ai suoi tifosi, infatti, la nazionale turca sa sempre esprimersi meglio, sospinta dal calore di un pubblico caldo ed appassionato.

La prima parte di gara è un incubo per la Lettonia che non riesce ad arginare gli avversari e va sotto per 2-0; sembra finita, il pubblico di Istanbul salta e canta, i lettoni sembrano avere le gomme sgonfie. Invece, nell’ultimo quarto d’ora, la nazionale di Starkovs estrae dal cilindro due conigli che valgono la prima storica qualificazione ai campionati europei: prima Laizans e poi il bomber Verpakovskis ammutoliscono lo stadio e l’intera Turchia siglando le reti che portano il risultato sul 2-2 e la Lettonia in volo per il Portogallo.

La nazionale turca, terza ai mondiali di un anno e mezzo prima in Giappone e Corea del Sud, deve abbandonare la possibilità di ripetersi anche agli Europei dove va invece un’incredula ma orgogliosa Lettonia che sa di partire come cenerentola del torneo, ma consapevole anche di voler vendere cara la pelle. La stella del gruppo è il centravanti Maris Verpakovskis, attaccante della Dinamo Kiev classe 1979 che farà una carriera inferiore alle attese e alle potenzialità tecniche e fisiche ma che resta ancora oggi il miglior bomber della storia della nazionale lettone con 29 reti.

Turchia-Lettonia 2-2

Gli Europei del Portogallo iniziano e la Lettonia viene inserita nel gruppo D assieme a Germania, Olanda e Repubblica Ceca, un girone durissimo per la nazionale di estrazione sovietica, considerata la formazione materasso del raggruppamento ma da non sottovalutare come lo spareggio con la Turchia ha ampiamente dimostrato. Il 15 giugno del 2004 la Lettonia apre il girone D con la sfida alla Repubblica Ceca e sono subito dolori per i cechi: Verpakovskis porta in vantaggio i lettoni alla fine del primo tempo, la Repubblica Ceca va all’assalto nella ripresa ma sbatte contro il muro amaranto e non ce la fa a sfondare; la Lettonia inizia a crederci ma inizia pure a stancarsi, la Repubblica Ceca, che è squadra esperta e smaliziata, cala l’asso negli ultimi venti minuti e prima trova il pareggio con la punta Milan Baros, poi l’altro attaccante Heinz acciuffa la rete della vittoria, finisce 2-1 per i cechi, la Lettonia perde ma esce dallo stadio di Aveiro a testa altissima.

Nella seconda giornata del gruppo, i lettoni affrontano la Germania ad Oporto: i tedeschi all’esordio hanno pareggiato per 1-1 contro l’Olanda e sono costretti a vincere per mantenere intatte le speranze di qualificazione. In attacco per gli uomini di Voller c’è Kevin Kuranyi, centravanti che prima dell’Europeo vale un sacco di soldi e che dopo, a seguito delle deludenti prestazioni, vedrà calare notevolmente le sue quotazioni. Kuranyi sbaglia gol a ripetizione, ma è in generale tutta la Germania a non girare, mentre la Lettonia si difende con ordine, resiste e alla fine porta a casa lo 0-0, un risultato storico per la piccola nazionale che conquista il primo punto della sua vita nella fase finale di una competizione internazionale. A Riga è festa grande, così come nei tifosi gioiosi che sono partiti per il Portogallo; la qualificazione ai quarti di finale degli Europei è difficilissima, gli uomini di Starkovs dovrebbero battere l’Olanda nell’ultima partita, ma ciò che conta nel gruppo lettone è la sensazione di non essere inferiori a nessuno come determinazione e volontà, come orgoglio e personalità, poco importa se l’avventura continentale durerà appena tre partite. Il 23 giugno a Braga, la Lettonia affronta l’Olanda nell’ultimo turno del gruppo D: gli olandesi devono vincere e sperare che la Repubblica Ceca (già qualificata) faccia risultato contro la Germania.

Lettonia-Germania 0-0

L’Olanda parte forte, già nel primo tempo Van Nisterlooy colpisce per due volte la Lettonia, poi nel finale arriva anche il 3-0 di Makaay; troppo forte l’Olanda, troppe le motivazioni degli arancioni per permettere alla Lettonia una controffensiva rilevante. L’Olanda vince e si qualifica pure perchè la Germania perde 2-1 contro la Repubblica Ceca: la classifica finale recita: Repubblica Ceca 9 punti, Olanda 4, Germania 2, Lettonia 1. L’avventura dei lettoni termina così al primo turno, ma nessuno osa criticare gli uomini di Starkovs che hanno fatto bella figura e messo in mostra un gruppo organizzato e capace di competere anche con formazioni più forti ed esperte. La nazionale della Lettonia torna a casa accolta da un grande applauso all’aeroporto di Riga, la squadra ha tenuto alto il nome della nazione, l’Europa è rimasta stupita dalla bella prestazione della compagine nata dalle macerie dell’Unione Sovietica nel 1992.

Il campionato europeo del 2004 viene vinto a sorpresa dalla Grecia che batterà in finale i padroni di casa del Portogallo. Negli occhi degli appassionati resta la bella avventura della Lettonia, la squadra più debole che non ha però sfigurato, anzi, ha pure strappato un punto alla Germania che è la primatista di successi agli Europei (3). Dal 2004, la Lettonia non è più riuscita a qualificarsi nè per gli Europei e nè tantomeno per i mondiali, anzi, le sue prestazioni sono calate come rendimento, a causa anche e soprattutto del ricambio generazionale in un paese che non ha più prodotto talenti e calciatori in grado di competere con le nuove forze del calcio internazionale. In Lettonia, a maggior ragione, oggi quell’avventura del 2004 resta il ricordo più bello di una nazionale piccola e giovane, appassionata, umile e molto orgogliosa.

Testo di Marco Milan