Torino 1992/92: L’UEFA sfiorata per un palo

Per i granata la finale UEFA del 1992 è l’apice di un triennio eccezionale che porta la squadra dalla serie B a contendere la seconda coppa europea all’Ajax. Retrocesso in serie B al termine della stagione 1988/89, il Torino passa di mano a Borsano che costruisce subito una squadra in grado di risalire in A con Fascetti in panchina ed in campo tra gli altri Marchegiani, Policano, Romano, Muller e Cravero. Nel maggio 1990, con la vittoria per 3-0 sul Messina, il Torino di Borsano rientra nella massima serie e saluta il vecchio Comunale: dalla stagione successiva si sarebbe giocato al Delle Alpi.

Nel campionato 1990/91 la squadra, guidata nel frattempo da Mondonico e con giocatori del calibro di Martin Vazquez e Fusi, chiude il campionato al quinto posto, piazzamento che vale il pass per la Coppa Uefa. La ciliegina sulla torta è la Mitropa Cup, che il Toro si aggiudica superando al Delle Alpi il Pisa per 2-1 dopo i tempi supplementari.


Trentaduesimi di finale

Chi ben comincia è a metà dell’opera. Con questo presupposto l’ambiente granata decide di non snobbare alcun impegno di Coppa, fosse anche la modesta rappresentativa islandese del KR Reykjavik incontrata nel primo turno. Nel freddo del nord Mussi e Annoni regolano gli avversari con un 2-0. C’è dunque al ritorno la possibilità di un tranquillo esordio davanti al pubblico amico del Delle Alpi. I granata non si lasciano sfuggire l’occasione per una goleada: 6-1 il punteggio finale con uno Scifo (due reti per il belga) in gran spolvero a guidare con mano sicura la squadra.

19.09.91 - KR REYKJAVIK - TORINO 0-2 (0-1)
02.10.91 - TORINO - KR REYKJAVIK 6-1 (2-1)

Sedicesimi di finale

I sedicesimi di finale riservano ai granata un avversario da prendere con le molle, i portoghesi del Boavista, squadra che ha appena elimiato l’Inter detentrice della Coppa Uefa. Nel match di andata dopo appena un minuto il Toro passa già in vantaggio con un gol di Lentini e con l’aggiunta di un altro gol di Annoni il ritorno non costituirà un problema per la rocciosa difesa impostata da Mondonico. Risultato a reti bianche e Toro che va avanti.

24.10.91 - TORINO - BOAVISTA 2-0 (1-0)
06.11.91 - BOAVISTA - TORINO 0-0

Ottavi di Finale

Il sorteggio Uefa propone al Toro il temutissimo AEK Atene, in testa alla classifica greca e che nel turno precedente ha fatto fuori nientemeno che lo Spartak Mosca. I granata disputano una partita da applausi, un 2-2 con un’unica sbavatura nel finale che gli costa un prestigioso successo. La partita di ritorno, tutt’altro che scontata, vede ancora protagonista Casagrande, che ad inizio ripresa inzucca di testa e regala il passaggio del turno.

27.11.91 - AEK - TORINO 2-2 (1-2)
11.12.91 - TORINO - AEK 1-0 (0-0)

Quarti di Finale

L’avversario successivo è il BK Copenaghen, reduce da un clamoroso 6-3 complessivo contro il Bayern Monaco. Nella partita di andata disputata nella capitale danese i granata ottengono uno straordinario 2-0 permettendosi persino il lusso di fallire un calcio di rigore. Casagrande e Policano pongono il loro sigillo d’autore su una storia che lascia al match di ritorno lo spazio della formalità. L’1-0 per il Toro regala al popolo granata l’intrigante sfida contro il monumento Real Madrid.

04.03.92 - BK 1903 - TORINO 0-2 (0-1)
19.03.92 - TORINO - BK 1903 1-0 (1-0)

Semifinali: il Toro abbatte il Real

Il Bernabeu, uno stadio che è un mito, un’arena dove risulta difficile per chiunque uscirne indenne. Giocare contro il Real Madrid significa confrontarsi con una leggenda del calcio mondiale tale da incutere timore agli avversai. Non cosi per il Toro, benchè la sfida abbia i caratteri della corrida come dimostrano le frequenti risse, le provocazioni in campo e sugli spalti. Mondonico schiera una squadra votata all’attacco e viene premiata dalla rete del vantaggio di Casagrande nella ripresa. Di li a poco Hagi e Hierro, in soli cinque minuti, ribaltano la situazione. Finisce 2-1, con il Toro in dieci uomini ma con la consapevolezza di potercela fare.

Al ritorno il Delle Alpi si presenta vestito a festa. Il cuore granata batte a mille, la curva Maratona suona la carica. Niente a invidiare con il tifo madrilista, il clima è ancora più caldo che nel match di andata. Ne verrà fuori una serata indimenticabile con una squadra magica capace di ribaltare con un secco 2-0 lo sfavorevole verdetto dell’andata.
Serve un gol per la qualificazione e dopo nemmeno sette minuti i granata passano con un’autorete di Rocha. L’atmosfera è rovente ma il Toro è maturo, gestisce la situazione pur correndo qualche pericolo. A tredici minuti dalla fine l’apoteosi: Fusi insacca il 2-0. Al fischio finale dello svizzero Galler il Torino raggiunge un obiettivo mai centrato nella sua storia, la finale di una competizione europea di cosi alto valore.

01.04.92 - REAL MADRID - TORINO 2-1 (0-0)
15.04.92 - TORINO - REAL MADRID 2-0 (1-0)

LA DOPPIA FINALE CON L’AJAX

Nell’altra semifinale intanto, l’Ajax di Van Gaal si è imposto dopo un serratissimo confronto sul Genoa di Aguilera e Skhuravy – allenato da Bagnoli – in un’altra epica doppia sfida. L’Ajax di Van Gaal è una squadra che sta rinnovando il valore della propria scuola, rimessa in linea coi tempi, dopo i fasti eccelsi degli anni ’70. Il tecnico olandese avrebbe poi raccolto una striscia ragguardevole di successi internazionali: una Coppa dei Campioni nel 1994-1995, seguita da una Supercoppa Europea e una Coppa Intercontinentale. Tra i tulipani, brilla la stella di Dennis Bergkamp, talentuosissimo attaccante che poi passerà all’Inter, senza però dimostrare per intero il suo immenso valore.

Arrivano da tutta Italia i tifosi del Toro per la finale contro l’Ajax. In quella serata si registra una dimostrazione pratica di cosa voglia dire quel sentimento particolare che è la fede granata. La partita risulta difficilissima. Gli olandesi sono una compagine che attua il pressing e presenta un parco giocatori invidiabile. Per due volte l’Ajax va in vantaggio, per due volte il Toro trova la forza di reagire. Al 14′ passa l’Ajax con una rete di Jonk, un tiro da oltre venticinque metri che trova Marchegiani impreparato. Dopo aver sprecato un paio di buone occasioni, il pareggio del Torino si concretizza a 17 minuti della ripresa, quando Mussi percorre un corridoio che lo porta fino al limite dell’ area, quando Scifo che piazza un tiro velenoso che Menzo smanaccia consentendo a Casagrande il tap vincente. Alla mezz’ora Scifo sbaglia un retropassaggio, Annoni preso in contropiede si fa infilare da Bergkamp che, in area, Benedetti stende. Rigore netto che Worral assegna senza dubbi e Pettersson trasforma. Sarebbe finita per tutti ma non per il Torino e, soprattutto, per Casagrande che cerca e trova un dialogo stretto con Lentini, si catapulta in area, sbilancia Blind e depone oltre Menzo. Una grandissima rete.

13 maggio 1992 la marcia trionfale del Toro sui terreni di tutta Europa trova in Olanda in casa dell’Ajax l’ultimo ostacolo da superare. I primi tiri in porta del match sono di Martin Vazquez, subito fuori, e al 14′ parato da Menzo. Per venti minuti buoni niente occasioni. All’improvviso, e’ il 23′ , si accende l’Ajax. Tutto nasce da un angolo, sulla parabola alta Pettersson va a catturare la palla sopra tutti e la gira in porta. Sulla linea c’ e’ Fusi che argina con il petto. Il Torino reagisce: Lentini lascia sul posto Silooy e pianta un pallone in area sulla testa di Casagrande che da fermo colpisce sicuro, solo il palo infatti salva Menzo. C’e’ subito l’Ajax in avanti all’ inizio di ripresa, quando Winter ha la palla buona in area ma Fusi gliela rimpalla: quella buonissima e’ sui piedi di Pettersson e Marchegiani ribatte col corpo. Prendono piu’ consistenza in avanti gli olandesi, il Torino non arretra ma contiene. L’Ajax tiene di piu’ la palla ma il Torino la gioca meglio. Al 28′ tocca a Mussi spingersi in avanti e dal limite far partire un tiro che, deviato da un avversario, sbatte sul palo con Menzo in controtempo. La passione degli olandesi si accende sulle gradinate, sembra finita per tutti, invece per il Torino non finisce mai perche’ su una palla vagante in area, che nessuno dell’ Ajax caccia via, Sordo trova una girata che puo’ spaccare la partita e invece scuote la traversa e torna in campo.
Il match finisce con uno score incredibile di 3 legni per il Toro e fine gara il portiere dell’Ajax Menzo li andrà a baciare riconoscendo così il provvidenziale aiuto ricevuto dalla sorte. Tutto questo non basta per portare a Torino la preziosa coppa, ma il ricordo di un anno ricco di successi rende comunque orgogliosi gli appassionati granata che hanno vissuto un esaltante capitolo della propria storia.

29.04.92 - TORINO - AJAX 2-2 (0-1)
13.05.92 - AJAX - TORINO 0-0