Coppa UEFA: 1972/73: LIVERPOOL

Il sogno di Shankly diventa realtà


Con il Liverpool a iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro della Coppa Uefa, il calcio inglese eguaglia la Spagna al comando della classifica del maggior numero di trionfi in questo torneo a quota 6. Con il grande Bill Shankly in panchina i Reds erano tornati nella massima divisione dopo anni di purgatorio in cadetteria e piano piano si erano issati al vertice del calcio inglese.

Quello che al grande manager scozzese mancava era una coppa europea, traguardo vanamente inseguito per tutta la carriera e sfiorato solo nel 1965-66 quando il Borussia Dortmund sconfisse i Reds nella finale di Coppa delle Coppe. La vittoria nella Coppa Uefa 1972-73 è il coronamento del sogno di Shankly, l’ultimo obiettivo che si era prefisso prima del ritiro, che arriverà puntualmente al termine della stagione seguente.

Nell’estate del 1971 il Liverpool aveva acquistato con un geniale colpo di mercato Kevin Keegan dallo Scunthorpe United per 35.000 sterline, aggiungendo al proprio organico un gioiello a diciotto carati. Fino alle semifinali è quasi un affare privato fra i rossi della città dei Beatles e le compagini tedesche; con l’unica eccezione dell’Aek Atene al secondo turno, il Liverpool incontra solamente formazioni teutoniche come l’Eintracht Francoforte, la Dynamo Berlino e la Dynamo Dresda tutte regolate con relativa tranquillità. Nelle semifinali va invece in scena il derby inglese contro i detentori del trofeo: il Tottenham Hotspur. Una rara incursione di Alec Lindsay all’interno dell’area degli Spurs regala al Liverpool la gara di andata ad Anfield.

A Londra, due settimane dopo, va in scena una gara sconsigliata ai deboli di cuore. Peters apre le marcature per il Tottenham, che cerca di rimanere aggrappato al torneo con i denti, ma subito pareggia Steve Heighway per i Reds con la rete in trasferta che si rivelerà decisiva ai fini della qualificazione alla finale visto che Peters spinge nuovamente avanti i londinesi. È 2-1 per il Tottenham, ma è il Liverpool a fare il passo verso la finale.

Nel ritorno della semifinale tra Liverpool e Tottenham gli Spurs vincono 2-1 ma la finale è dei Reds. Nella foto Clemence anticipa Gilzean

Nel ritorno della semifinale tra Liverpool e Tottenham gli Spurs vincono 2-1 ma la finale è dei Reds. Nella foto Clemence anticipa Gilzean

Il contingente italiano, formato da Cagliari, Torino, Inter e Fiorentina, si assottiglia ben presto: al primo turno cadono i sardi, per mano dell’Olympiakos, e i granata, che lasciano passare il Las Palmas, mentre nelle due tappe successive il Vitoria Setubal si rivela la bestia nera delle nostre formazioni fermando prima la corsa della Fiorentina, poi quella dell’Inter.

La finale per il Liverpool ripresenta lo scontro con una squadra tedesca. Fino all’ultima fermata con i Reds era infatti arrivato il Borussia Mònchengladbach di Hennes Weisweiler, allenatore affascinato dalla scuola olandese del calcio totale molto in voga all’inizio degli anni ’70, che aveva costruito il gioco della sua squadra basandosi su una variante tattica chiamata pressing, un’innovazione assoluta per il calcio tedesco. Vogts, Bonhof, Netzer e Heynckes erano le stelle delle formazione tedesca, tutti nazionali e giocatori dotati di grande intelligenza calcistica che a fine carriera avrebbero conseguito ottimi risultati anche nella posizione di allenatori o dirigenti. Circa venti giorni dopo essersi assicurato il titolo inglese, il Liverpool parte così alla ricerca del primo alloro europeo.

La finale di andata in programma ad Anfield viene sospesa dopo 27′ a causa della pioggia torrenziale, ma questo scorcio di partita risulta utilissimo per Shankly che aveva scelto il piccolo Brian Hall al centro dell’attacco in luogo del gigante gallese John Toshack. Il grande manager dei Reds capì che la difesa del Borussia si sarebbe trovata in difficoltà sui palloni alti, così nella ripetizione della sera seguente schierò Toshack. Fu la mossa decisiva per il doppio confronto: da tutte le zone del campo cominciarono a piovere palloni alti verso il centro dell’area, dove giganteggiava il gallese che smistò due assist invitanti a Keegan per una doppietta fondamentale. King Kevin fallisce poi un rigore ma viene emulato in seguito da Heynckes che si fa ipnotizzare da Clemence. Su corner del fuoriclasse inglese, Larry Lloyd incorna poi il 3-0 definitivo.

Al ritorno fu tutta un’altra musica: Netzer, schierato da libero all’andata, torna a centrocampo e il Borussia gira di nuovo alla perfezione e gioca una partita splendida. Una doppietta di Heynckes nel finale della prima frazione regala ai Reds 45′ di sofferenza. I tedeschi però perdono smalto sfibrati dalla battaglia sull’acqua e la difesa inglese sale in cattedra e tiene alla larga Heynckes e compagni. Termina 2-0 per il Borussia e Shankly e il Liverpool diventano rispettivamente il primo allenatore e la prima squadra inglese a vincere campionato e una coppa europea nello stesso anno.

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 IL TABELLONE DELLA COPPA UEFA 1972/73

Trentaduesimi di Finale
Sedicesimi di Finale
Ottavi di Finale
Quarti di Finale
Semifinali
Finale

CLASSIFICA MARCATORI

Giocatore Reti Minuti Squadra
Jan Jeuring 12 832 Twente Twente
Jupp Heynckes 12 931 Mönchengladbach Mönchengladbach
Petko Petkov 8 535 Beroe Beroe
Martin Chivers 8 845 Tottenham Tottenham
Theo de Jong 7 314 Feyenoord Feyenoord
Abel Fernando Miglieti 7 520 Porto Porto
Henning Jensen 7 819 Mönchengladbach Mönchengladbach
Roberto Boninsegna 6 360 Internazionale Internazionale
Vojin Lazarević 6 450 Crvena Zvezda Crvena zvezda
Ninoslav Zec 6 686 OFK Beograd OFK Beograd