Coppa UEFA 1984/85: REAL MADRID


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L’ombra del giallo sul ritorno delle Merengue


Il Real Madrid torna ad alzare un trofeo europeo diciannove anni dopo la conquista della sua sesta Coppa dei Campioni nel 1966, ma su questo trionfo rimane una macchia indelebile che difficilmente verrà cancellata.

Dopo anni di delusioni e risultati mediocri in questa manifestazione, finalmente l’Italia dà segni di risveglio e porta una sua rappresentante, l’Inter, fino alle semifinali. Mentre la Fiorentina viene affondata (addirittura 2-6 in Belgio) dall’Anderlecht al secondo turno, i nerazzurri di Ilario Castagner arrivano fino al penultimo atto del torneo dopo un cammino pieno di difficoltà e imprese memorabili. Già alla prima tappa Rummenigge e compagni sono chiamati alla rimonta nei confronti del non irresistibile Sportul Studentesc e proprio Kalle segna il gol qualificazione a sei minuti dal termine della gara di ritorno. Ostica anche la seconda avversaria, i Rangers Glasgow, che dopo essere capitolata a Milano (3-0) tenta la rimonta impossibile sfiorandola solamente (3-1).

Contro l’Amburgo negli ottavi serve un rigore di Brady a Milano, nella gara di ritorno, per passare ai quarti dove l’avversario è il Colonia. Lo striminzito 1-0 (gol di Causio) di San Siro della partita di andata spinge i tedeschi a toni ottimistici e proclami che invece caricano l’Inter. L’Express, quotidiano di Colonia, il giorno dell’incontro di ritorno titola: “Arrivederci Inter”. Gli uomini di Castagner invece regalano una delle migliori prestazioni esterne nella storia del club, guidati dalla classe Brady e dalla potenza di Rummenigge. 3-1 il risultato che non ammette repliche grazie al gol di Marini con un preciso esterno destro in apertura e alla doppia esplosione di Kalle prima con un potente destro, poi con una stupenda torsione di testa.

Si arriva così alle semifinali che oppongono l’Inter al Real Madrid, una classicissima d’Europa. A San Siro il Real fa solo atto di presenza mentre i nerazzurri, consci dei pericoli del ritorno al Bernabeu, tentano di mettere più fieno possibile in cascina. Un rigore di Brady e un diagonale di Altobelli danno il vantaggio per 2-0, ma i nerazzurri recriminano per le innumerevoli occasioni gettate al vento.

Al Bernabeu va in scena il fattaccio: al ventinovesimo del primo tempo, dopo che Santillana aveva già portato in vantaggio i madridisti, Bergomi si accascia al suolo nell’area di rigore interista colpito da una biglia che prontamente Zenga raccoglie e consegna a un fotografo italiano posizionato dietro la sua porta. L’arbitro scozzese Bob Valentine non si accorge di nulla perché dava le spalle a Bergomi curandosi di Giuseppe Baresi anch’egli finito a terra in un contrasto. A fine primo tempo Dall’Oglio, accompagnatore dell’Inter, recapita la biglia all’arbitro ma viene invitato da questi a consegnarla al commissario Uefa, lo svizzero Gunther Schneider.

Immediatamente l’avvocato Prisco presenta reclamo, intanto la partita va in porto con il 3-0 per il Real che ribalterebbe lo 0-2 di Milano. Il risultato viene omologato subito dopo il termine della partita perché non esiste la prova che Bergomi sia stato colpito da quella biglia. Nove giorni dopo, in appello davanti alla Uefa, l’Inter presenta un filmato che proverebbe l’accaduto ma il massimo organo europeo si rifiuta di visionare la videocassetta e conferma il risultato del campo. La decisione appare come una compensazione per il famoso fatto della lattina fasulla (come ammise Mazzola anni dopo) che colpì Boninsegna nella Coppa Campioni del 1971-72 e che portò alla ripetizione della gara con il Borussia Mönchengladbach.

In finale, a sorpresa, approdano anche gli ungheresi del Videoton che riportano in auge il calcio danubiano. Il Real Madrid, che tra la gara di andata e quella di ritorno con l’Inter aveva sostituito in panchina Amando con Molowny, è però formazione di ben altra fattura e travolge i magiari, approfittando anche delle loro numerose assenze, nella gara di andata per il 3-0 firmato Michel, Santillana, Valdano che di fatto chiude i giochi. La mano di Molowny si vede subito soprattutto nella gestione della coppia Santillana-Butragueno, la bandiera e il nuovo che avanza. I due non si parlavano prima dell’arrivo del nuovo tecnico, ora invece vanno abbastanza d’accordo e sul campo dialogano che è un piacere. La gara di ritorno è poco più che una formalità, ma il Videoton giustifica comunque la sua presenze in finale diventando la prima squadra ungherese a vincere al Bernabeu, grazie a un gol di Màjer all’86’.


IL TABELLONE DELLA COPPA UEFA 1984/85

Trentaduesimi di finale
Sedicesimi di finale
Ottavi di finale
Quarti di finale
Semifinali
Finale

CLASSIFICA MARCATORI

Giocatore Reti Minuti Squadra
József Szabo 8 1020 Videoton Videoton
Edin Bahtic 7 804 Željezničar Željezničar
Gary Bannister 6 348 QPR QPR
Marco van Basten 5 390 Ajax Ajax
Karl-Heinz Rummenigge 5 450 Internazionale Internazionale
Mark McGhee 5 517 Hamburg Hamburg