Coppa UEFA 1987/88: BAYER LEVERKUSEN

Finale a sorpresa, ai rigori avanti le “aspirine”


Per la terza volta nella storia della Coppa Uefa giungono in finale due squadre, Bayer Leverkusen ed Español, che non erano mai assurte a tali vette nelle competizioni europee. Un torneo sorprendente, quello conclusosi nel maggio del 1988, che ha perso strada facendo le sue principali protagoniste portando all’atto conclusivo due Cenerentole. E se il livello tecnico della competizione non è stato assolutamente eccelso si può certamente affermare che la finale è stata probabilmente la più palpitante nella storia del torneo.

La rappresentanza italiana formata da Juventus, Milan, Inter e Verona sembra di primissimo piano e pronta anche ad arrivare, fino in fondo, ma come troppo spesso ha abituato si dissolve ben prima dei momenti caldi della competizione. L’ein-plein al primo turno fa ben sperare, ma già la tornata successiva dimezza il contingente vista la contemporanea eliminazione di Milan e Juventus a opera rispettivamente di Español e Panathinaikos, e rischia una clamorosa Caporetto anche l’Inter.

A San Siro nella gara di andata contro il Turun Palloseura si fa infilare da una missile di quel Mika Aaltonen che proprio i nerazzurri acquisteranno subito dopo la partita, individuandone i crismi del campione in sboccio o forse, viste le scarse fortune future del giocatore, concludendo un movimento di mercato volto ad ammansire gli avversari in vista del match di ritorno. Nel freddo della Finlandia i nerazzurri ribaltano il risultato e proseguono la loro marcia. Destinata a durare poco oltre perché l’Español mette in opera una par condicio calcistica estromettendo, dopo il Milan, anche la Beneamata.

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La formazione che fa più strada è il Verona di Bagnoli che vede anche la primavera e la sfida dei quarti di finale contro il Werder Brema. I tedeschi avviati a conquistare la Bundesliga forti di una difesa insuperabile scendono al Bentegodi con il piglio della grande squadra e vincono 1-0 grazie alla rete del gigante Neubarth dominando l’incontro. In Germania sono invece gli scaligeri a sfiorare il colpaccio: alla mezz’ora del primo tempo Sauer beffa Giuliani con un tirocross che si infila in rete con una traiettoria beffarda; sembra la resa per il Verona che invece reagisce e pareggia con Volpecina a inizio ripresa. Lì i veneti iniziano a crederci, raddoppiano le energie e solo la traversa impedisce a Iachini di regalare ai suoi la semifinale.

A metà del penultimo turno una delle due finaliste sembra già certa. Il Bruges supera 2-0 in casa l’Español e sembravere in tasca la qualificazione, senonché i catalani allenati da Clemente mettono in piedi l’inopinata rimonta al Sarrià (lo stadio di Italia-Brasile e Italia-Argentina ai Mondiali dell’82) vincendo 3-0 ai supplementari con gol decisivo di Alonso proprio sul filo di lana, al 120′.

Dalla lotta fratricida tra Werder e Bayer Leverkusen esce invece il numero dei farmacisti che cullano il sogno di posare finalmente un trofeo nella loro bacheca desolatamente vuota.
L’andata al Sarrià è a senso unico. L’Español è sornione ma quando cambia ritmo fa molto male. Da una sortita di Soler sulla fascia sinistra scaturisce il cross che la testa di Losada spedisce in rete con violenza inaudita per l’1-0 poco prima del té. Si pensa che i catalani possano vivere di rendita su quel gol invece imprimono l’accelerazione decisiva a inizio ripresa: al 49′ raddoppia Soler che riprende una doppia respinta su tiri di Losada e Valverde; al 56′ triplica ancora Losada di testa.

Il 3-0 sembra mettere al sicuro i catalani e il primo tempo della gara di ritorno, chiuso sullo 0-0, sembra avvalorare questa teoria. A inizio ripresa Ribbeck lancia però in campo Waas e schiera tre punte e mezzo in attacco (Goetz, Cha Bum, lo stesso Waas e Tita da rifinitore). Le Aspirine passano con Tita che sfrutta un mal consigliato retropassaggio della difesa catalana e beffa N’Kono da due passi. Il brasiliano viene poi sostituito da Tauber che appena entrato va via sulla sinistra e serve su un piatto d’argento la palla del 2-0 a Goetz che incorna con sicurezza. Partita riaperta ed Español sulle ginocchia; a nove minuti dalla fine Cha Bum, 35enne coreano, incorna una punizione da destra di Buncol e rimanda la sfida ai supplementari.
La paura di perdere blocca le due squadre e la logica conclusione arriva ai rigori. Sbaglia subito Falkenmayer per il Bayer e l’Español si porta avanti 2-0. È una nuova illusione perché gli errori in serie di Urkiaga, Zuniga e Losada regalano il primo trofeo ai farmacisti di Leverkusen.


IL TABELLONE DELLA COPPA UEFA 1987/88

Trentaduesimi di finale
Sedicesimi di finale
Ottavi di finale
Quarti di finale
Semifinali
Finale

CLASSIFICA MARCATORI

Giocatore Reti Minuti Squadra
Dimitrios Saravakos 6 216 Panathinaikos Panathinaikos
Kálmán Kovács 6 539 Honvéd Honvéd
Kenneth Brylle Larsen 6 648 Club Brugge Club Brugge
Preben Larsen-Elkjaer 5 577 Verona Verona
Jan Ceulemans 5 840 Club Brugge Club Brugge
Semir Tuce 4 360 Velež Velež
Ramaz Schengeliya 4 406 Dinamo Tbilisi Dinamo Tbilisi
Lars Elstrup 4 503 Feyenoord Feyenoord
Frank Mill 4 522 Dortmund Dortmund
Frank Neubarth 4 566 Werder Brema Bremen
Karlheinz Riedle 4 927 Werder BremaBremen