Coppa UEFA 1988/89: NAPOLI

Canta Napoli, Napoli Sudamericana


Il calcio italiano torna a dominare in Europa come mai era accaduto in precedenza, portando una squadra in ognuna delle tre finali di Coppa. Il Milan trionfa in Coppa Campioni, la Sampdoria cede al Barcellona in Coppa Coppe, mentre il Napoli riporta la Uefa in Italia dodici anni dopo il successo della Juventus. Ottavio Bianchi riesce laddove nessuno era stato capace: portare uno scudetto e una coppa europea sotto il Vesuvio. Gli dà certamente una mano la squadra straordinaria con Maradona, sublime genio del calcio anche se già sovrappeso e in condizioni fisiche precarie, capace di risolvere le partite con una sola giocata, ma la logica e la razionalità del tecnico bergamasco rappresentano un valore aggiunto fondamentale per le imprese dei campani.

La Coppa vive di un confronto pressoché continuo fra Italia e Germania che vede uscire spesso le nostre formazioni da trionfatrici. Roma, Inter, Napoli e Juventus approdano tutte agli ottavi di finale dove cedono i giallorossi e i nerazzurri. Questi ultimi compiono un’impresa stratosferica andando a vincere a Monaco contro il Bayern per 2-0 la gara di andata.

Partita che consegna alla storia l’indimenticabile galoppata di Nicola Berti, capace di farsi palla al piede 70 metri di campo scavalcando tutti gli avversari che gli si paravano davanti prima di depositare la palla in rete. A San Siro, però, l’Inter di Trapattoni, avviata a battere tutti i record del campionato italiano, si affloscia clamorosamente subendo nei sette minuti che vanno dal 33′ al 40′ del primo tempo le tre reti che fermano il suo cammino europeo.

Nei quarti di finale approdano così Juventus e Napoli, che un sorteggio beffardo pone di fronte. A Torino un Napoli irriconoscibile con Maradona in cattiva serata e un centrocampo, privo di De Napoli, che mostra inedite debolezze viene annichilito da una Juventus perfetta con Zavarov finalmente all’altezza delle aspettative. Bruno e un’autorete di Corradini firmano il 2-0 finale già alla fine di un grande primo tempo della Juve. Copione completamente ribaltato al San Paolo: Maradona non è ancora al meglio, ma la difesa juventina è imbarazzante e soffre terribilmente Careca e Carnevale. A fine primo tempo è già 2-0 per il Napoli, stesso risultato del 90′. Nei supplementari Bianchi toglie l’acciaccato Maradona e inserisce Romano; a un minuto dal termine, Renica in mischia trafigge Tacconi e manda in delirio Fuorigrotta.

La semifinale con il Bayern si preannuncia durissima ma riserva meno patemi: finalmente Maradona offre un contribuito decisivo e trascina i compagni con grande abnegazione nella gara di andata che si risolve a favore dei partenopei (2-0). A Monaco il Napoli è disposto perfettamente in campo, gioca al gatto con il topo e infila il Bayern in contropiede: il 2-2 finale va fin troppo stretto alla squadra di Bianchi. Superato il Bayern, la finale con lo Stoccarda sembra una montagna meno ripida.

Davanti agli 80mila del San Paolo il Napoli è però contratto e parte male subendo un gol dal “paisà” Gaudino con la colpevole partecipazione di Giuliani, che si fa scivolare nel sacco la punizione non irresistibile dell’italo-tedesco. Serve una sterzata perché lo Stoccarda, che era già venuto a Napoli per non prenderle, in vantaggio per 1-0 si rinchiude nella propria area di rigore. Bianchi toglie Corradini e inserisce la verve di Crippa nell’intervallo, ma è una giocata furba di Maradona a dare la svolta. Si invola sulla sinistra, Dieguito, controlla di petto e poi col braccio sinistro liberando un violento tiro mancino sul braccio di Schäfer a pochi passi da lui. Rigore (regalato) e gol dell’argentino. A tre dal termine il vantaggio è siglato da Careca, che su invito da destra di Maradona dribbla anche Carnevale e insacca freddamente.

A Stoccarda il Napoli va subito per la giugulare e legittima il suo successo. Alemao in azione personale dopo scambio con Careca regala l’1-0 ai partenopei dopo 18′. Pareggia Klinsmann, che aveva già firmato per l’Inter, ma un’invenzione di Maradona (assist di testa dal lato corto destro dell’area di rigore verso il centro dell’area) consente a Ferrara di siglare il 2-1 di destro al volo. Chiude i conti Careca nella ripresa per il 3-1 su assist di Maradona lanciato in contropiede e poi gli azzurri preferiscono non infierire regalando due reti ai tedeschi che valgono solo ai fini statistici. La Coppa ha già preso la strada di Napoli.


IL TABELLONE DELLA COPPA UEFA 1988/89

Trentaduesimi di finale
Sedicesimi di finale
Ottavi di finale
Quarti di finale
Semifinali
Finale

CLASSIFICA MARCATORI

Giocatore Reti Minuti Squadra
Torsten Gütschow 7 743 Dresden Dresden
Careca 6 1048 Napoli Napoli
Ulf Kirsten 5 445 Dresden Dresden
Jürgen Wegmann 5 564 Bayern Bayern
Costel Solomon 5 703 AS Victoria Bucuresti AS Victoria Bucuresti
Mike Galloway 5 715 Hearts Hearts
Olaf Thon 5 720 Bayern Bayern
Maurizio Gaudino 5 1095 Stuttgart Stuttgart