Coppa UEFA 1990/91: INTER

Trapattoni riporta in vetta i nerazzurri


Dopo le triplette delle compagini spagnole (Valencia ’62 e ’63, Real Saragozza ’64) e di quelle inglesi (addirittura sei successi in fila fra il 1968 e il 1973) anche l’Italia cala il tris con il successo dell’Inter, che segue quelli di Napoli e Juventus. Per i nerazzurri è la prima conquista assoluta in Coppa Uefa e cade 26 anni dopo l’ultimo trionfo europeo, firmato dalla Grande Inter del Mago Herrera. C’è un altro grandissimo allenatore, in questa occasione, sulla panchina milanese: Giovanni Trapattoni. Il tecnico di Cusano Milanino è al termine del suo ciclo nerazzurro e dopo aver regalato al club lo scudetto dei record nel 1989 arriva ora alla conquista della Coppa Uefa. È un’Inter tedesca nel suo motore, con Matthäus, Brehme e Klinsmann freschi campioni del mondo ancora una volta sugli scudi. Oltre alla vittoria nerazzurra, è Grand’Italia per tutto l’arco del torneo che culmina nuovamente in un derby fratricida fra Inter e Roma.

Le nostre quattro rappresentanti approdano tutte ai quarti di finale. Il sorprendente Bologna, che arranca in campionato ed è destinato alla retrocessione, si trasforma in Europa (bellissime le rimonte contro Heart of Midlothian e Admira Wacker), ma quando si trova di fronte ai lusitani dello Sporting Lisbona deve alzare bandiera bianca anche a causa di numerose assenze. L’Atalanta invece, dopo le ottime imprese contro Dinamo Zagabria e Colonia, finisce fuori a testa alta nel derby contro l’Inter. La Roma di Ottavio Bianchi mette in evidenza uno scatenato Rudi Völler decisivo contro l’Anderlecht con un gol nella gara di andata (3-0) e autore di una memorabile tripletta nel fango di Bruxelles (3-2). Le due italiane sopravvissute approdano così in semifinale dove viene fortunatamente evitato il derby.

Per l’Inter c’è l’ostacolo Sporting Lisbona, per i giallorossi la rivelazione danese Bröndby. Le gare di andata in trasferta rispecchiano il tipico copione italico, con le nostre formazioni concentrate soprattutto a non prenderle. Trapattoni, a Lisbona, lascia fuori una punta (Serena) per infoltire il centrocampo con l’inserimento di Pizzi. L’Inter si copre, lo Sporting produce poco o nulla e trova sulla sua strada un grande Zenga che inchioda il risultato sullo 0-0.

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Voller risolve il match di ritorno contro i danesi del Broendby

Stesso copione anche per la Roma contro un avversario nettamente inferiore. Lo 0-0 alla fine è positivo ma osando un po’ di più si poteva portare a casa l’intera posta. Gli incontri di ritorno certificano il derby italiano in finale. L’Inter lascia palleggiare lo Sporting e quando decide di accelerare fa il vuoto. Alla fine è 2-0 e dopo 19 anni i nerazzurri si ripresentano in una finale europea. La Roma si complica invece la vita dopo aver segnato immediatamente con Rizzitelli. Arretra troppo il baricentro e subisce il pareggio dei danesi su autorete di Nela a poco più di mezz’ora dal termine. I giallorossi buttano il cuore oltre l’ostacolo e su un campo molto pesante trovano la zampata decisiva con Rudy Völler all’87’. È il decimo gol del tedesco nel torneo, quello che vale la finale.

Si comincia a San Siro dove i capitolini si presentao erigendo una diga nella propria metà campo. L’Inter, priva di fini palleggiatori, vive sull’impeto dei corazzieri tedeschi e tenta di aggirare il muro giallorosso. Costruisce diverse occasioni, ma la mira è sempre imprecisa. Il bunker di Ottavio Bianchi resiste per un tempo; se nella prima frazione la Roma aveva tentato di alleggerire la pressione con qualche contropiede, nella ripresa offre il fianco all’incedere nerazzurro e ai travolgenti sprazzi di Klinsmann e Berti. Il primo gol nasce da un’azione di Serena sulla destra, con passaggio smarcante per Berti che viene abbattuto da Comi in area di rigore. Matthäus, che tre giorni prima in campionato aveva sbagliato il rigore contro la Samp che lanciava i doriani alla conquista del primo scudetto chiudendo la porta in faccia all’Inter, spiazza Cervone con un tiro forte e preciso. Al 67′ è la volta di Berti che ribatte in rete un tiro che Klinsmann si era procurato con un’arrembante fuga sulla sinistra.

Per la gara di ritorno l’Olimpico è stipato e fa segnare il nuovo record d’incasso (oltre 4 miliardi). Un pubblico eccezionale cerca di spingere la Roma al miracolo e i giallorossi mettono in campo tutto quello che hanno. Non basta, però, perché l’Inter si difende benissimo (Ferri magistrale su Völler) e non concede occasioni. Solo una grande giocata di Rizzitelli con dribbling su Paganin e diagonale secco di sinistro riaccende le speranze dell’Olimpico quando però è troppo tardi. L’Inter torna su un trono europeo dopo oltre un quarto di secolo.


IL TABELLONE DELLA COPPA UEFA 1990/91

Trentaduesimi di Finale
Sedicesimi di finale
Ottavi di finale
Quarti di finale
Semifinali
Finale

CLASSIFICA MARCATORI

Giocatore Reti Minuti Squadra
Rudi Völler 10 1078 Roma Roma
Iouri Tishkov 6 426 Torpedo Moskva Torpedo Moskva
Jorge Cadete 6 898 Sporting Sporting
Lothar Matthäus 6 1122 Internazionale Internazionale
Fernando Gomes 5 868 Sporting Sporting
Bent Christensen 5 930 Brøndby Brøndby
Nicola Berti 4 1010 Internazionale Internazionale