Brescia 1965/66: quando De Paoli faceva sognare

Quell’anno la squadra del tecnico Gei diede spettacolo sui campi di tutta la penisola. Indimenticabile il 4-0 alla Juventus.

Nella stagione 1965/65, il Brescia aveva vinto alla grande il campionato di Serie B, precedendo sul traguardo il Napoli superfavorito e la giovane Spal, che comunque la seguivano nell’avventura in serie A. Alla grande impresa, chi più chi meno, avevano contribuito i seguenti giocatori, che costituivano la rosa di prima squadra: i portieri Brotto e Cimpiel; i difensori Fumagalli, Mangili, Vasini, Tomasini e Josio; i centrocampisti Rizzolini, Busi, Bianchi, Vicini, Lancini e Lodi; e gli attaccanti Favini, Maestri, De Paoli, Salvi, Pagani e Veneranda.

Assenti dalla massima serie dalla stagione 1946/47, le rondinelle tornavano finalmente a confrontarsi fianco a fianco con le big del calcio italiano, e il presidente Ghidini non badò a spese pur di offrire al pubblico bresciano una squadra capace di battersi testa a testa con le migliori. L’allenatore Gei, infatti, dovette sopportare poche e minori partenze (vennero ceduti il portiere Cimpiel al Verona, l’interno Lodi al Potenza e il difensore Josio alla Salernitana), in cambio di un ricco e nutrito numero di arrivi che lo ponevano in grado di allestire un complesso decisamente competitivo.

Le figurine di Giacomini, Manfredini e Brotto

I nomi? L’acquisto di grido fu senza dubbio quello della mezzala Bruells, un tedesco di 28 anni prelevato dal Modena la cui esplosione era ritenuta imminente. Di due anni più giovane, in forza al Brescia giunse anche la mezzala friulana Giacomini, futuro allenatore di Milan, Torino e Napoli, che l’anno prima, nel Genoa, non era riuscito ad evitare la retrocessione nella serie cadetta. Poi un portiere, il ventisettenne ex potentino Geotti, un terzino, il pari età Vaini sempre dal Potenza, e un mediano, il giovanissimo Beretra che Ghidini riuscì a strappare al Padova. L’acquisto che Gei caldeggiò maggiormente fu però quello del trentenne Enzo Robotti, difensore di grande esperienza con 15 gare azzurre. A campionato inoltrato, infine, giunse un altro illustre vecchietto, l’ex romanista Pedro “Piedone” Manfredini.

Acquisti a parte, però, i fiori all’occhiello della squadra allenata da Gei erano i due esordienti Bianchi e De Paoli, che l’anno prima — in serie B — avevano letteralmente strabiliato. Il primo, soltanto ventiduenne, aveva già pochi capelli in testa ma, come mediano, era una vera forza della natura. Ma ancora più amato dalla folle era De Paoli, un centravanti non più giovanissimo — 27 anni compiuti — reduce da una stagione a dir poco sensazionale (20 reti segnate in serie B, dopo le 16 della stagione precedente). Entrambi, come detto, erano al loro debutto nella massima serie, e a Brescia nessuno sembrava nutrire dubbi sulla loro carriera.

Altri giovani attesi con impazienza erano il diciannovenne Tomasini, che — in seguito — sarebbe arrivato a conquistare uno scudetto con la maglia del Cagliari; il ventenne Salvi, minutissima ala destra destinata a consumare tutta la sua carriera tra le rondinelle; e lo stopper Mangili, difensore, un elemento dal rendimento costante anche se non in possesso di numeri eccezionali. In avvio di stagione, Renato Gei disponeva quindi di una squadra che aveva abilmente amalgamato giovani e anziani. Fra questi ultimi, oltre ai già nominati Manfredini e Robotti, figuravano il portiere Brotto (uno dei protagonisti della promozione), l’ala Pagani e il centrocampista Vicini, futuro ct della Nazionale, che nel Brescia stava concludendo una discreta carriera di calciatore.

I giornali esaltano il 4-0 inflitto ai futuri campioni d’Italia della Juventus

Il 5 settembre del 1965 il Brescia tornava finalmente a calcare i campi della serie A. Il calendario gli permetteva di festeggiare l’evento davanti al pubblico di casa, e le rondinelle non fallirono quell’appuntamento rimandando in Sicilia il Catania battuto per 4-1. La squadra, quel giorno, schierò: Brotto, Fumagalli, Vaini; Rizzolini, Mangili, Bianchi; Salvi, Beretta, De Paoli, Maestri e Giacomini. Ad andare per primo in gol fu l’interno Maestri, che batté Vavassori dopo 25’; e il pubblico del Rigamonti, pochi minuti dopo, letteralmente impazzì al raddoppio di De Paoli, l’idolo locale. Prima del riposo, il Catania accorciò le distanze con Facchin, ma nella ripresa il Brescia dilagò, segnando ancora con De Paoli e, infine, col giovane Salvi.

Partito in maniera a dir poco spumeggiante, il Brescia si rese interprete, quell’anno, di un campionato davvero pregevole, sicuramente il migliore di tutta la sua storia. A quei tempi, il rullo compressore era la grande Inter di Herrera, quella di Sarti e Picchi, Burgnich e Pacchetti, Suarez e Corso. Campione in carica, l’Inter doveva — a fine stagione — riconfermarsi vincitrice, con 4 punti di vantaggio sul Bologna e 5 su uno strepitoso Napoli-matricola guidato da Pesaola e rafforzatosi nientemeno che con Sivori e Altafini, due «mostri» non ancora in disarmo.

E il Brescia? Il Brescia concluse il torneo al nono posto, piazzamento di tutto riguardo corredato, tra l’altro, da tutta una serie di brillanti acuti e di prodezze rimarchevoli. Come quella, incredibile, realizzata alla quattordicesima giornata di andata, un 4-0 rifilato alla Juventus di Heriberto e Catella che, l’anno dopo, sarebbe riuscita ad aggiudicarsi lo scudetto. Quel giorno (era il giorno di Santo Stefano dell’anno di grazia 1965) per i tifosi del Rigamonti le rondinelle fecero davvero primavera, e con due gol per tempo (segnati, tra gli altri, anche dai due stranieri Manfredini e Bruells) il Brescia si aggiudicò quella che, forse, rimane la sua vittoria più bella in assoluto.

A bocca asciutta, nonostante il largo punteggio, rimase invece il beniamino De Paoli, che pure — come già detto — era partito con il piede giusto, tanto che alla decima di campionato si segnalava già ai primissimi posti della classifica cannonieri (8 gol Sormani, 7 gol Mazzola e Altafini, 6 gol De Paoli e Muzzio).

Scriveva ”Il Calcio e il Ciclismo Illustrato” in sede di presentazione di campionato:

«Virginio De Paoli non è più un giovanissimo, anche se si tratterà di un esordiente in serie A. Un esordiente, però, che dovrebbe saper farsi rispettare benissimo: il linguaggio dei gol, in fondo, è lo stesso sia in A che in B, e nel campionato cadetto, nelle ultime due stagioni, De Paoli l’ha fatta da padrone, mettendo a segno almeno venti reti a stagione. Già balzato finanche agli onori della Nazionale A, il centravanti del Brescia difficilmente risentirà dell’emozione dell’esordio. Per tale motivo, se non l’abituale ventina di gol, Virginio dovrebbe essere capace di attribuirsene dodici».

De Paoli, invece, andava addirittura oltre ogni più rosea aspettativa, classificandosi a fine stagione al quinto posto assoluto nella graduatoria dei marcatori con 13 reti, battuto solo dal vicentino Vinicio (25 gol), dal milanista Sormani (21), dall’interista Mazzola (19) e dal napoletano Altafini (14). Un gran campionato, il suo, che a fine torneo gli varrà la cessione alla Juve, dove De Paoli vincerà subito uno scudetto.

Chiusa brillantemente la stagione, il Brescia disputerà un altro paio di campionati nella massima serie. Tredicesimo nel 66-67, il club lombardo dovrà rassegnarsi a retrocedere in serie B nel campionato seguente, il primo del dopoguerra disputato a 16 squadre.

LA STAGIONE DELLE RONDINELLE
1BRESCIA-Catania 4-1 (Maestri, Depaoli, Depaoli, Salvi E.)
2Fiorentina-BRESCIA 2-0
3BRESCIA-Milan 0-3
4BRESCIA-Atalanta 2-0 (Veneranda, Depaoli)
5Napoli-BRESCIA 1-0
6BRESCIA-Sampdoria 1-0 (Bruells)
7Cagliari-BRESCIA 1-0
8BRESCIA-Inter 2-2 (Landini (aut.), Depaoli)
9Foggia-BRESCIA 1-0
10BRESCIA-Lazio 2-1 (Depaoli (rig.), Depaoli)
11Torino-BRESCIA 2-0
12BRESCIA-L.R. Vicenza 1-0 (Bruells)
13Roma-BRESCIA 1-1 (Bianchi)
14BRESCIA-Juventus 4-0 (Bianchi, Manfredini, Bruells, Salvi E.)
15Bologna-BRESCIA 2-1 (Depaoli)
16BRESCIA-Varese 2-2 (Robotti, Bianchi)
17Spal-BRESCIA 0-2 (Colombo Ant. (aut.), Pagani)
18Catania-BRESCIA 1-1 (Rizzolini)
19BRESCIA-Fiorentina 1-2 (Pagani (rig.))
20Milan-BRESCIA 2-1 (Pagani)
21Atalanta-BRESCIA 0-0
22BRESCIA-Napoli 0-0
23Sampdoria-BRESCIA 0-2 (Bianchi, Bruells)
24BRESCIA-Cagliari 0-0
25Inter-BRESCIA 7-0
26BRESCIA-Foggia 4-0 (Depaoli, Pagani, Depaoli, Depaoli)
27Lazio-BRESCIA 0-3 (Bruells, Bianchi, Pagani)
28BRESCIA-Torino 2-1 (Depaoli (rig.), Bianchi)
29L.R. Vicenza-BRESCIA 4-1 (Depaoli)
30BRESCIA-Roma 3-0 (Pagani, Bruells, Carpenetti (aut.))
31Juventus-BRESCIA 3-1 (Pagani)
32BRESCIA-Bologna 0-1
33Varese-BRESCIA 2-0
34BRESCIA-Spal 2-2 (Vaini, Depaoli)
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