Champions League 1998/99: MANCHESTER UNITED

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Ritorno della Coppa in Inghilterra. Incredibile vittoria sul Bayern nei minuti di recupero


La storia

L’ultima Coppa del secondo millennio finisce nella bacheca dell’Old Trafford al termine di una stagione che ha visto il Manchester United dominare in Inghilterra, in Europa e nel mondo. Erano quindici anni che una squadra britannica non vinceva questo trofeo. Ci riescono i “Fergie Boys”, i ragazzi di Alex Ferguson, giovani talenti cresciuti nel vivaio del Manchester (Beckham, Giggs, Scholes, i fratelli Neville, Butt) e lanciati giovanissimi in prima squadra dal tecnico scozzese.

Dopo un turno preliminare agevole contro l’LKS Lodz, il sorteggio piazza i rossi nello stesso gruppo di Bayern Monaco e Barcellona, con il Bröndby vittima sacrificale. Le prime due partite del girone sono palpitanti e ricche di gol: lo United pareggia in casa 3-3 con il Barça e 2-2 a Monaco contro il Bayern, facendosi rimontare in entrambe le occasioni e denotando difficoltà a gestire il vantaggio. Le prime vittorie arrivano in goleada sui danesi del Bröndby: 11 reti nei due scontri diretti. Al Camp Nou contro un Barcellona sull’orlo dell’eliminazione e con undici infortunati va in scena un’altra partita spettacolare e il risultato è lo stesso dell’andata (3-3). Il Manchester fugge due volte, prima sul 2-1, poi sul 3-2, ma Rivaldo lo riprende prima su punizione e poi con una splendida rovesciata.

Manchester e Bayern appaiati al primo posto si incontrano nell’ultima giornata all’Old Trafford. A meno di risultati clamorosi (sconfitta della Juve in casa con il Rosenborg), il pareggio qualifica entrambi.
E pareggio è. Per lo United nei quarti c’è l’Inter. Il primo tempo travolgente degli uomini di Ferguson all’Old Trafford annichilisce i nerazzurri, che sbandano in difesa e crollano sotto i colpi in alta quota di Yorke, innescato alla perfezione da Beckham. La prima frazione di gioco termina 2-0 ma il Manchester avrebbe potuto segnare altre 2-3 reti. Nella ripresa l’Inter si scuote; Simeone su azione di calcio d’angolo segna di testa ma l’arbitro Krug annulla per una scorrettezza di Galante su Berg. Finisce 2-0. A San Siro lo United cerca di amministrare il vantaggio, snaturando in tal modo le proprie caratteristiche. L’Inter, pur tenendo in mano il gioco, non ne approfitta, anche perché Ronaldo e Baggio sono in cattiva serata, e passa in vantaggio solo al 62′ con Ventola. La partita si riapre, il Manchester non può più fare calcoli ma la reazione è innocua. Zé Elias ha la palla dei supplementari, ma, solo davanti a Schmeichel, ciabatta fuori. Gol sbagliato, gol subito: su un cross di G. Neville, Cole fa la torre per Scholes, che indisturbato batte Pagliuca da pochi metri e chiude il discorso.

La semifinale oppone allo United la Juventus. All’Old Trafford i bianconeri dettano legge per un’ora, ma capitalizzano solo una delle tante occasioni create. Nell’ultimo spicchio di partita la fatica appesantisce gli uomini di Ancelotti. il Manchester si fa sotto e al 92′ Giggs trova la rete del pari sparando un bolide sotto la traversa. A Torino dopo undici minuti la Juve conduce 2-0 con doppietta di Inzaghi. Il Delle Alpi ribolle e pensa già alla quarta finale consecutiva. Il Manchester però comincia ad attaccare una Juventus forse rilassata dal doppio vantaggio e la infila due volte in dieci minuti a cavallo della mezz’ora, approfittando di due distrazioni della retroguardia bianconera. Il Manchester è padrone del campo e conduce in porto la partita segnando con Cole la rete della vittoria.

A Barcellona il Manchester fronteggia il Bayern in quella che passa alla storia come la più incredibile fra le finali di questa manifestazione. I tedeschi controllano la partita per novanta minuti con una condotta di gara perfetta, ma vengono beffati nei minuti di recupero da un diabolico uno-due della coppia Sheringham-Solskjaer, gli attaccanti di scorta del Manchester. Dopo cinque minuti i bavaresi sono già in vantaggio grazie a una punizione di SuperMario Basler, che beffa Schmeichel sul suo palo. Il Manchester, senza Keane e Scholes squalificati, attacca rabbiosamente ma senza ordine e razionalità e la difesa del Bayern, con Matthäus in gran spolvero, ha buon gioco e i tedeschi sono pericolosi in contropiede.

A metà secondo tempo Ferguson rischia il tutto per tutto: entra Sheringham ed esce Blomqvist, con Giggs spostato sulla fascia sinistra e Beckham a destra. Con il Manchester sbilanciato in avanti, le occasioni sono tutte per il Bayern in contropiede ma Schmeichel salva su Effenberg, Scholl con un pallonetto colpisce il palo e Jancker pochi minuti dopo scuote la traversa. A dieci dal termine entra anche Solskjaer, mentre Hitzfeld aveva clamorosamente sostituito Matthäus, tra i migliori.

Quando Collina ordina i due minuti di recupero il Bayern conduce ancora 1-0. Al 91′ corner per lo United; anche Schmeichel si fionda nell’area tedesca e proprio il portiere danese sfiora di testa la palla che finisce sui piedi di Giggs, il cui innocuo tiro viene corretto in rete da Sheringham sul filo del fuorigioco. Passano sessanta secondi e su un altro corner si sviluppa una mischia in area bavarese con Solksjaer rapidissimo a girare sotto la traversa il gol che regala al Manchester la coppa.

L’uomo-simbolo: Ole Gunnar Solskjær

In Inghilterra lo chiamano “Baby Killer Face”, il killer con la faccia da bambino, perché Ole Gunnar Solskjaer dimostra molto meno dei suoi effettivi ventisette anni. Questo centravanti norvegese è uno specialista nell’entrare a partita iniziata e segnare reti decisive. È un vero forno a microonde, entra a freddo, ma si scalda in un attimo. Prima di questa stagione Solskjaer aveva segnato 35 reti nelle 74 partite di Premier League giocate con lo United. A Barcellona regala la Champions League al Manchester esibendo le doti del centravanti d’area: opportunismo, rapidità e senso del gol. Sarà costretto al ritiro al termine della stagione 2006/07, a causa di un infortunio che lo perseguitava dalla stagione 2003/04. In totale con i Reds il suo score recitarà ben 126 reti in 366 partite.

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Le italiane: Juventus e Inter

Per il quarto anno consecutivo la Juventus torna a cimentarsi nella competizione europea per club più importante, mentre l’Inter vi ritorna dopo nove anni. I nerazzurri superano i lettoni dello Skonto Riga nel turno preliminare e capitano in un girone duro, che comprende il Real Madrid campione uscente. Proprio contro i madridisti i nerazzurri esordiscono, sul campo di Siviglia per la squalifica del Bernabeu. Simoni sposa la paura, rinuncia a Baggio e inserisce Milanese. I nerazzurri rinunciano a giocare, nel primo tempo non tirano mai in porta arroccandosi a difesa dello 0-0. Il Real, alla fine, colleziona 18 calci d’angolo contro 0 e nella ripresa con l’Inter in dieci per l’espulsione di Fresi concretizza l’assedio passando con Hierro su rigore e con Seedorf in contropiede.
A Torino le cose non vanno molto meglio: la Juve, che ha avuto un sorteggio meno sfavorevole, impegnata contro il Galatasaray va presto in vantaggio con una magnifica rovesciata di Inzaghi, ma dopo l’espulsione di Peruzzi (fallo di mano fuori area) va in crisi subendo il ritorno dei turchi che si portano in vantaggio prima del pareggio di Birindelli.

Dopo la figuraccia di Siviglia, l’Inter si rimette in carreggiata e arriva a giocarsi il primo posto nella supersfida con il Real a San Siro. Simoni questa volta lancia un’Inter spregiudicata, che impone il proprio ritmo alla partita, ma passa solo a inizio ripresa con molta fortuna: Ronaldo decentrato sulla destra lascia partire un tiro che sbatte su Zamorano a centro area e finisce in rete. Passano solo otto minuti e Seedorf pareggia di testa dopo una grande giocata di Savio sulla sinistra. Tutto da rifare. Simoni azzecca la mossa giusta mandando in campo Baggio, che negli ultimi cinque minuti sigla la doppietta del definitivo 3-1. La vittoria di Graz nell’ultimo appuntamento del girone, con Lucescu in panchina al posto di Simoni esonerato per mancanza di risultati in campionato, garantisce all’Inter il primo posto.

Dopo le difficoltà iniziali contro il Galatasaray, la Juve pareggia le successive tre partite, rischiando spesso la caduta. In Norvegia contro il Rosenborg è salvata dalla strepitosa serata di Rampulla che intercetta un tiro dal dischetto nel finale di partita, in casa con il Bilbao si rivelano provvidenziali gli interventi di Peruzzi. I bianconeri devono così andare a Istanbul per vincere ma senza Del Piero out per tutta la stagione a causa del grave infortunio di Udine, incappa nel quinto pareggio consecutivo facendosi raggiungere dal Galatasaray al 93′, dopo che Amoruso aveva infilato in rete con una splendida girata dalla destra un suggerimento di Zidane. La Signora deve battere il Rosenborg e sperare che l’Athletic Bilbao superi il Galatasaray. Dodici mesi dopo il miracolo si ripete: la Juve finalmente vince e a Bilbao Guerrero affossa i turchi. I bianconeri sono primi nel girone grazie alla classifica avulsa e si qualificano, con grande fatica, per i quarti di finale.

L'Inter esce ai quarti contro il Manchester United. Sopra, Giggs e Zanetti all'Old Trafforf

L’Inter esce ai quarti contro il Manchester United. Sopra, Giggs e Zanetti all’Old Trafford

Qui termina l’avventura dell’Inter, travolto all’Old Trafford dallo scatenato Beckham ma anche penalizzato da una discutibile decisione arbitrale, e incapace di andare oltre il gol di Ventola (pareggiato da Scholes) a San Siro: degna conclusione di una stagione decisamente negativa in casa nerazzurra. La Juventus, arrivata fino ai quarti per grazia divina, deve vedersela con l’Olympiakos. Sulla panchina bianconera siede Carlo Ancelotti, chiamato a Torino con qualche mese di anticipo dopo le dimissioni di Lippi a seguito della grave crisi in campionato, che ha fatto saltare i rapporti tra la squadra e il tecnico. All’andata i greci pensano a non prenderle, ma il loro piano tattico salta in aria quando Inzaghi gira al volo in rete un cross di Davids a dieci minuti dalla fine del primo tempo. Lo scenario tattico non muta nella ripresa e la Juve raddoppia meritatamente con Conte, pescato in profondità da Zidane. Al 95′, un minuto oltre il recupero decretato da Garcia Aranda, si consuma però un’atroce beffa: Peruzzi atterra in area Alexandris e Niniadis amministra il conseguente rigore al 97′, quando non c’è più neanche il tempo di riprendere il gioco.

Ad Atene va dunque una Juve assolutamente non “coperta” dal risultato dell’andata. Dopo poco più di dieci minuti Gogic punisce un’uscita a vuoto di Rampulla, in campo al posto dell’infortunato Peruzzi, insaccando di testa il gol che garantirebbe ai greci la semifinale. Il numero 12 juventino si riscatta però nella ripresa salvando il risultato e Conte, a cinque minuti dalla fine, completa l’opera. Il capitano bianconero, vero specialista in materia, si fa trovare nel punto giusto al momento giusto e infila nella porta sguarnita il pallone carambolato dopo un rimpallo fra Inzaghi e il portiere greco. Un gol significativo, che premia il giocatore maggiormente rivalutato da Ancelotti, dopo che Lippi lo aveva in pratica relegato tra le riserve.

Fra la Juventus e la quinta finale europea consecutiva (quattro di Champions League e una di Uefa) resta solo l’ostacolo Manchester. In Inghilterra la Juventus sembra aver ritrovato lo smalto delle passate edizioni e con le armi del pressing e dell’aggressività sovrasta lo United per un’ora di gioco. Gli inglesi sono irretiti dalla precisione con cui la Juve riesce a far girare il pallone, tenendo saldamente in pugno il controllo dell’incontro. Al 24′ Zidane sulla sinistra allunga per Davids; l’olandese trova un corridoio in verticale per Conte che vi si inserisce perfettamente e supera Schmeichel in diagonale. La magia sembra ripetersi, ma il Manchester ha risorse inesauribili. La Juventus spreca altre occasioni e nell’ultima mezz’ora accusa la stanchezza e soffre molto in difesa per l’infortunio di Montero. Gli assalti del Manchester sono tambureggiami e vengono premiati al 92′ con Giggs, che trafigge Peruzzi con una fiondata sotto la traversa.

A Torino la Juventus incanala subito la partita sui binari ideali portandosi sul 2-0 dopo soli undici minuti, poi però si rilassa e lascia l’iniziativa in mano agli inglesi. Keane e Yorke entrambi di testa rimontano e la Juve appare priva di forze fisiche e mentali per dare un ulteriore strattone. La partita termina con la terza rete dello United di Cole, dopo che il suo gemello Yorke si era portato a spasso la difesa bianconera.

Anche la Juventus si arrende al Manchester. Sopra, la rete di Inzaghi nel match giocato a Torino

Anche la Juventus si arrende al Manchester. Sopra, la rete di Inzaghi nel match giocato a Torino


IL TABELLONE DELLA CHAMPIONS LEAGUE 1998/99

Primo turno preliminare
FK Sileks Kratovo – Club Bruges 1-2 (0-0; 1-2)
ŁKS Łódź – FC Kapaz Gandja 7-2 (4-1; 3-1)
Litex Loveč – Halmstads BK 3-2 (2-0; 1-2)
Grasshopper – Jeunesse Esch 8-0 (6-0; 2-0)
Celtic – St Patrick’s Athletic FC 2-0 (0-0; 2-0)
Kareda Šiauliai – Branik Maribor 0-4 (0-3; 0-1)
Dinamo Kiev – Barry Town FC 10-1 (8-0; 2-1)
Cliftonville FC – FC Košice 1-13 (1-5; 0-8)
Skonto – Dinamo Minsk 2-1 (0-0; 2-1)
Valletta FC – Anorthosis 0-8 (0-2; 0-6)
Beitar Jerusalem – B36 Tórshavn 5-1 (4-1; 1-0)
Dinamo Tbilisi – Vllaznia 4-3 (3-0; 1-3)
HJK Helsinki – FK Yerevan 5-0 (2-0; 3-0)
FK Obilić – ÍBV 4-1 (2-0; 2-1)
FC Zimbru Chişinău – Újpest FC 2-3 (1-0; 1-3)
Steaua Bucarest – Flora Tallinn 5-4 (4-1; 1-3)

Secondo turno preliminare
Rosenborg – Club Bruges 4-4 (2-0; 2-4)
Manchester United FC – ŁKS Łódź 2-0 (2-0; 0-0)
Litex Loveč – Spartak Mosca 2-11 (0-5; 2-6)
Galatasaray – Grasshopper 5-3 (2-1; 3-2)
Celtic – Croazia Zagabria 1-3 (1-0; 0-3)
Branik Maribor – PSV 3-5 (2-1; 1-4 dts)
Dinamo Kiev – Sparta Praga 1-1 (3-1 dcr) (0-1; 1-0)
FC Košice – Brøndby IF 1-2 (0-2; 1-0)
Inter – Skonto 7-1 (4-0; 3-1)
Olympiakos – Anorthosis 6-3 (2-1; 4-2)
Benfica – Beitar Jerusalem 8-4 (6-0; 2-4)
Dinamo Tbilisi – Athletic Club 2-2 (2-1; 0-1)
HJK Helsinki – FC Metz 2-1 (1-0; 1-1)
Bayern Monaco – FK Obilić 5-1 (4-0; 1-1)
SK Sturm Graz – Újpest FC 7-2 (4-0; 3-2)
Steaua Bucarest – Panathīnaïkos 5-8 (2-2; 3-6)

Fase a Gironi: Gruppo A
Dinamo Zagabria – Ajax 0–0
Porto – Olympiakos 2–2
Ajax – Porto 2–1
Olympiakos – Dinamo Zagabria 2–0
Olympiakos – Ajax 1–0
Porto – Dinamo Zagabria 3–0
Ajax – Olympiakos 2–0
Dinamo Zagabria – Porto 3–1
Ajax – Dinamo Zagabria 0–1
Olympiakos – Porto 2–1
Dinamo Zagabria – Olympiakos 1–1
Porto – Ajax 3–0
Squadra P.ti
Olympiakos 11
Dinamo Zagabria 8
Porto 7
Ajax 7

Fase a Gironi: Gruppo B
Athletic Bilbao – Rosenborg 1–1
Juventus – Galatasaray 2–2
Galatasaray – Athletic Bilbao 2–1
Rosenborg – Juventus 1–1
Athletic Bilbao – Juventus 0–0
Rosenborg – Galatasaray 3–0
Galatasaray – Rosenborg 3–0
Juventus – Athletic Bilbao 1–1
Rosenborg – Athletic Bilbao 2–1
Galatasaray – Juventus 1–1
Athletic Bilbao – Galatasaray 1–0
Juventus – Rosenborg 2–0

Squadra P.ti
Juventus 8
Galatasaray 8
Rosenborg 8
Athletic Bilbao 6

Fase a Gironi: Gruppo C
Real Madrid – Inter 2–0
Sturm Graz – Spartak Mosca 0–2
Inter – Sturm Graz 1–0
Spartak Mosca – Real Madrid 2–1
Inter – Spartak Mosca 2–1
Real Madrid – Sturm Graz 6–1
Spartak Mosca – Inter 1–1
Sturm Graz – Real Madrid 1–5
Inter – Real Madrid 3–1
Spartak Mosca – Sturm Graz 0–0
Real Madrid – Spartak Mosca 2–1
Sturm Graz – Inter 0–2
Squadra P.ti
Inter 13
Real Madrid 12
Spartak Mosca 8
Sturm Graz 1

Fase a Gironi: Gruppo D
Brøndby – Bayern Monaco 2–1
Manchester Utd – Barcellona 3–3
Bayern Monaco – Manchester Utd 2–2
Barcellona – Brøndby 2–0
Bayern Monaco – Barcellona 1–0
Brøndby – Manchester Utd 2–6
Barcellona – Bayern Monaco 1–2
Manchester Utd – Brøndby 5–0
Bayern Monaco – Brøndby 2–0
Barcellona – Manchester Utd 3–3
Brøndby – Barcellona 0–2
Manchester Utd – Bayern Monaco 1–1
Squadra P.ti
Bayern Monaco 11
Manchester Utd 10
Barcellona 8
Brøndby 3

Fase a Gironi: Gruppo E
Panathīnaïkos – Dinamo Kiev 2–1
Lens – Arsenal 1–1
Arsenal – Panathīnaïkos 2–1
Dinamo Kiev – Lens 1–1
Arsenal – Dinamo Kiev 1–1
Lens – Panathīnaïkos 1–0
Dinamo Kiev – Arsenal 3–1
Panathīnaïkos – Lens 1–0
Arsenal – Lens 0–1
Dinamo Kiev – Panathīnaïkos 2–1
Panathīnaïkos – Arsenal 1–3
Lens – Dinamo Kiev 1–3
Squadra P.ti
Dinamo Kiev 11
Lens 8
Arsenal 8
Panathīnaïkos 6

Fase a Gironi: Gruppo F
Kaiserslautern – Benfica 1–0
PSV – HJK 2–1
HJK – Kaiserslautern 0–0
Benfica – PSV 2–1
HJK – Benfica 2–0
PSV – Kaiserslautern 1–2
Kaiserslautern – PSV 3–1
Benfica – HJK 2–2
HJK – PSV 1–3
Benfica – Kaiserslautern 2–1
Kaiserslautern – HJK 5–2
PSV – Benfica 2–2
Squadra P.ti
Kaiserslautern 13
Benfica 8
PSV 7
HJK 5

Raffronto delle seconde classificate
Squadra P.ti
Real Madrid 12
Manchester Utd 10
Galatasaray 8
Benfica 8
Lens 8
Dinamo Zagabria 8

Quarti di Finale
Manchester United – Inter 3-1 (2-0; 1-1)
Juventus – Olympiakos 3-2 (2-1; 1-1)
Real Madrid – Dinamo Kiev 1-3 (1-1; 0-2)
Bayern Monaco – Kaiserslautern 6-0 (2-0; 4-0)

Semifinali
Manchester United – Juventus 4-3 (1-1; 3-2)
Dinamo Kiev – Bayern Monaco 3-4 (3-3; 0-1)

Finale
26 maggio 1999 – Barcellona, Camp Nou
MANCHESTER UNITED – BAYERN MONACO 3-1
Reti: 6′ 0-1: Basler; 91′ 1-1 Sheringham; 93′ 2-1 Solskjær
MANCHESTER UNITED: Schmeichel; G.Neville, Stam, Johnsen, Irwin; Giggs, Beckham, Butt, Blomqvist (Sheringham dal 22′ s.t.); Cole (Solskjaer dal 36′ s.t.), Yorke. (Van der Gouw, Brown, Grening, Ph.Neville, May). All. Ferguson.
BAYERN MONACO: Kahn; Babbel, Linke, Matthaeus (Fink dal 35′ s.t.), Kuffour, Tarnat; Basler (Salihamidzic dal 44′ s.t.), Effenberg, Jeremies; Jancker, Zickler (Scholl dal 26′ s.t.). (Dreher, Helmer, Strunz, Daei). All. Hitzfeld.
Arbitro: Pierluigi Collina (Italia)

CLASSIFICA MARCATORI

Gol Giocatore Squadra
8  Andriy Shevchenko Dinamo Kiev
8  Dwight Yorke Manchester Utd
7  Zlatko Zahovič Porto
6  Filippo Inzaghi Juventus
5  Nuno Gomes Benfica
5  Ruud van Nistelrooy PSV