Cuori ingrati ai Mondiali: quando gli stranieri fanno gol

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Da Schnellinger ad Ahn, passando per Falcão, Maradona, Platini e Caniggia: protagonisti  del nostro campionato, osannati dai tifosi, coccolati dalla stampa, una volta smessi i panni del club e vestiti quelli della loro nazionale, hanno fatto piangere l’Italia ai Mondiali con i loro gol.

Il 5 luglio 1982, al Sarriá di Barcellona, gli azzurri inseguivano la qualificazione alla semifinale del Mondiale: per meritarla, dovevano battere il Brasile. A metà ripresa, il centrocampista della Roma spedì un violento sinistro alle spalle di Zoff. Proprio lui, Falcão: adorato nella Capitale e rispettato dovunque. Ci pensò Pablito, pochi minuti dopo, a rimettere le cose a posto e a vendicare il “tradimento” del fuoriclasse brasiliano. Un gol incassato fa sempre male, ma, se lo segna qualcuno che conosci bene, fa anche peggio.

Nel 1986 furono addirittura Diego Maradona e Michel Platini a colpire nel giro di soli 12 giorni quell’Italia che li amava e che li aveva fatti diventare grandi. Nel Mondiale di quell’anno l’Italia difendeva il titolo, ma non era granché. Avrebbe fatto poca strada comunque: che ad aver affossato le nostre speranze siano stati due dei più grandi campioni di tutti i tempi rende forse meno amaro il ricordo. Maradona, il re di Napoli, siglò l’1-1 nella seconda partita del girone, che oltre all’Argentina comprendeva anche Bulgaria e Corea del Sud. Platini, fuoriclasse della Juve e trascinatore della Francia, ci mandò a casa aprendo gli ottavi di finale con un gol dei suoi.

Quattro anni dopo arrivano le notti magiche: l’Italia sogna il titolo e vola in semifinale senza subire una rete. La prima è letale e porta la firma di un altro argentino: Claudio Paul Caniggia, a quei tempi guizzante ala dell’Atalanta. Il suo colpo di testa sorprende Zenga e allunga la partita verso quei rigori che, come accade troppo spesso, chiudono malinconicamente la nostra avventura.

Nel 2002 il traditore è Ahn Jung Hwan, il coreano del Perugia che in serie A aveva segnato cinque gol in due campionati e che ci elimina dal Mondiale nippo-coreano con un mortifero colpo di testa a tre minuti dal termine del secondo tempo supplementare. Per punirlo, Gaucci lo venderà immediatamente.

Quante storie, quante immagini: stranieri che ci hanno fatto esultare nelle coppe europee con le nostre squadre e che ci hanno fatto piangere con le loro Nazionali. C’è chi è riuscito a ferirci prima ancora di approdare in Italia: Passarella (Mondiale ’82), Brehme (Europeo ’88), Nedved (Europeo ’96), Salas (Mondiale ’98) e Trezeguet (Europeo 2000) usarono i gol come biglietto da visita e si trasferirono in Italia pochi giorni dopo la loro prodezza contro gli azzurri.

Uno straniero, però, merita di essere assolto, perché grazie a lui la nostra Nazionale è entrata nella leggenda. Il 17 giugno 1970 si gioca la partita più emozionante ed entusiasmante di tutti i tempi: ItaliaGermania Ovest, semifinale del Mondiale, a Città del Messico. È il giorno dello storico 4-3 per gli azzurri, diventato non solo un film ma anche un vanto per tutti gli italiani, come se ciascuno di noi fosse sceso sul prato dell’Azteca almeno per un minuto. Se sono stati disputati quegli indimenticabili supplementari e se quella sfida è entrata nella storia, il merito è di un tedesco che all’epoca giocava nel Milan: Karl Heinz Schnellinger. All’ultimo minuto dei tempi regolamentari, Schnellinger pareggia la rete siglata in apertura da Boninsegna. L’Italia si dispera, ma mezz’ora dopo, grazie alla marcatura di Rivera, festeggerà la vittoria più epica. Grazie anche a quel gol di Schnellinger, l’unico straniero a cui abbiamo davvero perdonato il tradimento.

AHN – Mondiale 2002 Ottavi: Corea del Sud Italia 2 1 Gol al 117′

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La Corea del Sud attacca sulla sinistra, arriva un cross al centro area: Ahn salta meglio di Maldini e manda la palla nell’ angolino dove Buffon non può arrivare. Il coreano ha giocato nel Perugia, in serie A, dal 2000 al 2002: 30 presenze e 5 gol.

CANIGGIA – Mondiale 1990 Semifinale: Italia Argentina 4-5 dopo i rigori (1-1) Gol al 68′

CANIGGIA – against italy 1990 17.4s – 25.2s (u5d_jmv04k4) 2401

Cross morbido di Burruchaga da sinistra, Caniggia si inserisce tra Ferri e Zenga e con un colpo di testa riesce a scavalcare il portiere e a segnare il gol del pareggio. Claudio Caniggia ha giocato nel Verona (’88-89), nell’Atalanta (’89-92), nella Roma (’92-93) e ancora nell’Atalanta (’99-2000, in B). In A ha disputato 121 partite, segnando 33 gol. Diciassette presenze e una sola rete in B.

MARADONA – Mondiale 1986 – Gruppo eliminatorio: Italia Argentina 1-1 – Gol al 34′

05_06_1986 Argentina v Italy 2m51.8s – 2m57.1s (iDjZnWloPHo) 2401

Maradona riceve palla sul lato sinistro dell’area di rigore e riesce ad anticipare l’intervento dei difensori con una conclusione in diagonale lenta ma precisissima che non dà scampo a Galli. Diego Armando Maradona ha giocato nel Napoli dall’84 al ’91, collezionando 188 presenze e 81 reti.

PLATINI – Mondiale 1986 – Ottavi: Francia Italia 2-0 – Gol al 14′

France vs Italy

Passaggio in verticale che trova Platini lanciato in un inserimento senza palla. Stop immediato e morbida conclusione di destro in diagonale sull’uscita di Galli. Michel Platini ha militato nella Juve dall’82 all’87: per lui, 147 partite e 68 reti nella nostra serie A.

Falcão – Mondiale 1982 – Seconda fase: Italia Brasile 3-2 – Gol al 68′

Brazil 1982 _ Greatest Team Ever _HD_ _Insane Skills _ Goals_ 6m49.8s – 6m56.9s (KxyENH_ODJA) 2401

Falcão riceve palla a 25 metri dalla porta, si avvicina all’area, finta il passaggio sulla destra e tira di sinistro dal limite sul secondo palo: Zoff nulla può. Paulo Roberto Falcão ha giocato nella Roma dall’80 all’85, mettendo insieme 107 presenze e segnando 22 gol nel massimo campionato.

SCHNELLINGER – Mondiale 1970 – Semifinale: Italia Germania Ovest 4-3 – Gol al 90′

schnellinger

Grabowski vola sulla sinistra e crossa al centro. Schnellinger è solo al limite dell’area piccola e di destro in spaccata batte Albertosi. Karl Heinz Schnellinger ha giocato nel Mantova (’63-64, 33 presenze e 2 reti), nella Roma (’64-65, 29 presenze e 1 gol) e nel Milan (’65-74, 222 gare e nessuna rete segnata).