L’Avellino-record di Giammarinaro

Guidato dal grande nocchiero Giammarinaro al termine della Serie C 1972-73 l’Avellino conquistò la bellezza di 62 punti su 68 disponibili! È inutile aggiungere che quella cavalcata portò dritti in B i Lupi


Fu un gran campionato, il girone C della Serie C 1972-73, con un vincitore a tre quarti del cammino apparentemente già designato: il Lecce del poderoso bomber Ferrari, autore a fine stagione di 26 gol in 36 partite. Quel Ferrari che sarebbe stato chiamato, qualche anno dopo, nientemeno che a sostituire il reprobo Chinaglia nella Lazio in Serie A.

Insomma: Lecce a tutta birra, con l’obiettivo promozione “impossibile” da mancare dopo qualche tentativo fallito: al punto da licenziare a sorpresa il tecnico Giuseppe Corradi alle prime avvisaglie di flessione di rendimento, sostituendolo con Maino Neri dopo aver invano provato a prendere il “mago del Sud” Oronzo Pugliese (bloccato da un veto della Lega).

Poi, l’Avellino, sei punti di distacco, lancia una volata pazzesca e comincia a rosicchiare punto su punto. Esaltante il ruolino di primavera, col Lecce che arranca e i lupi irpini in prorompente ascesa:

  • 28. giornata. Lecce-Messina 2-1,Avellino-Crotone 3-0 (Lecce 47, Avellino 43, la terza classificata, l’Acireale, è a quota 35!)
  • 29a giornata Cosenza-Lecce 2-1, Trani-Avellino 1-2 (Lecce 47, Avellino 45)
  • 30a giornata Lecce-Salernitana 1-0, Avellino-Frosinone 3-0 con pacifica invasione di campo per portare in trionfo i giocatori (Lecce 49, Avellino 47)
  • 31a giornata Turris-Lecce 1-0, Messina-Avellino 1-2 (aggancio: Lecce e Avellino 49)
  • 32a giornata Lecce-Siracusa 2-1, Avellino-Acireale 2-0 (Lecce e Avellino 51)
  • 33a giornata Frosinone-Lecce 1-1, Avellino-Barletta 1-0 (sorpasso: Avellino 53, Lecce 52).

A quel punto il Lecce è stroncato: la classifica finale dirà Avellino 62, Lecce 59 (e Turris 46: un duello d’un altro pianeta). La squadra era oggettivamente fortissima.

La coppia dei terzini Piaser e Codraro
Piero Fraccapani e Elio Parolini

Guidata dal tecnico Antonio “Tony” Giammarinaro (nato a Tunisi, una carriera spesa quasi interamente nei campi del centro-sud), con l’anziano ex interista Miniussi in porta (suo il record di 859 minuti senza subire reti), i terzini Piaser e Codraro, lo stopper Piccinini, il il libero Fraccapani, i mediani Zoff e Zucchini, l’interno Pantani, il raffinato Nobili, mancino d’origini venezuelane che poi avrebbe fatto la fortuna del Pescara in Serie A.

Bruno Nobili, senz’altro l’elemento più tecnico dell’Avellino 72/73

Infine, un reparto d’attacco basato sull’agilità e la tecnica più che sulla potenza: due ali rapide e ficcanti, Palazzese e Bongiorni, e il centravanti di manovra Desiderio Marchesi, cresciuto nel Milan di Rocco. Non per niente i tre capocannonieri della squadra, tutti a dodici reti, furono quest’ultimo e gli interni Pantani e Nobili.

Una curiosità: tra i bomber del campionato, dietro Ferrari (26 reti), a pari merito a quota 16 chiusero l’altro leccese Carello e il giovanissimo centravanti del Matera Vito Chimenti, che qualche anno dopo sarebbe passato all’Avellino in A, già famoso per la sua “bicicletta” (gol in rovesciata di grande effetto spettacolare).

L’anno dopo, pilotato ancora da Antonio Giammarinaro, l’Avellino si piazzò quattordicesimo conquistando la salvezza. Il primo mattone per l’ascesa verso la Serie A era stato posto. L’11 giugno del ’78, una vittoria in casa della Sampdoria valse alla squadra allora allenata da Carosi la prima storica promozione in Serie A.

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