Mondiali 1958: BRASILE

Inizia l'era Pelè

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Nell’esordio contro l’Austria Altafini sigla una doppietta. Qui la rete del 3-0

L’impatto con la Coppa del Mondo avvenne ad Uddevalla l’8 giugno contro l’Austria. Feola, sulla scorta delle indicazioni della preparazione schierò: Gilmar; De Sordi Bellini Orlando Nilton Santos; Dino Didi; Joel Altafini Dida Zagalo secondo il nuovo schieramento a 4-2-4 che i brasiliani avevano assunto dal ’56 analizzando gli insegnamenti della «squadra d’oro» ungherese. Vinse facile 3-0 con reti di Altafini (2) e Nilton Santos, ma il «gordo» non fu soddisfatto della prova degli attaccanti che a suo dire avevano difettato di incisività.

Con l’Inghilterra Feola sostituì Dida con Vavà, centravanti di sfondamento del Vasco de Gama, carente sul piano tecnico, ma forte, coraggioso ed irruente e l’andamento della partita fu alterno. Nella prima frazione prevalsero i brasiliani che non riuscirono a concretizzare il gioco che in due occasioni sfortunate: una prodezza di Mac Donald su girata di testa di Altafini, salvò la porta inglese ed una saetta di Vavà scagliata da 20 metri si infranse sulla traversa. Nella ripresa affiorò la maggior consistenza fisica degli inglesi e Gilmar corse qualche pericolo, ma il risultato rimase inchiodato sullo 0-0. Per i «cariocas» il pareggio assunse i contorni della sconfitta e Feola il giorno appresso invitò i giocatori ad esprimere la propria opinione sulle cause dell’insuccesso nel corso di una riunione alla quale erano tutti presenti.

La discussione fu accesa. Didi, Nilton Santos e Bellini fecero prevalere una linea critica che prevedeva l’allontanamento di Dino Sani, Altafini e Joel in favore di Zito, Pelé e Garrincha e Feola si adattò di buon grado all’invito, poiché segretamente aveva sollecitato questa soluzione e contro l’URSS dal gioco schematico e possente mandò in campo una formazione così composta: Gilmar; De Sordi Bellini Orlando Nilton Santos; Zito Didi; Garrincha Vavà Pelé Zagalo. L’inquadratura definitiva che avrebbe subito una sola variante nell’incontro con il Galles. I primi 5′ di gioco procurarono una girandola di emozioni folgoranti.

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L’incontenibile Garrincha nel match contro l’URSS

Gli «auriverdi» sgusciavano da tutte le parti, già al primo minuto Garrincha ridicolizzava Kutznetsov e sparava contro Jascin ma la palla incontrava il palo nella sua traiettoria; al 2′ ancora Garrincha abbordava l’area dalla destra e serviva Vavà la cui folgore si infrangeva nuovamente sui legni, ma al 4′ Jascin nulla poteva sul tiro di Vavà che squassava la rete e il Brasile passava in vantaggio. Il portiere sovietico ebbe modo in quell’incontro di mettere in vetrina tutte le proprie qualità, poiché gli avanti brasiliani costruirono la bellezza di 12 palle gol che Jascin neutralizzò con immensa bravura. Fu battuto nuovamente da una folgore di Vavà nella ripresa e tanta era l’irruenza e la determinazione del centravanti del Vasco, che sullo slancio terminò a terra e si infortunò piuttosto seriamente. Pelé, che era al debutto nella Coppa del Mondo, si segnalò per la facilità di palleggio, per le rincorse, i dribbling, le frenate repentine, uno spettacolo nello spettacolo, coronato da un servizio perfetto a Vavà della palla del secondo gol. Il giorno dopo la stampa calcistica di tutto il mondo coniava la parola d’ordine di quel mondiale: «Nessuno può battere questo Brasile».

Con il Galles privo di Charles, che era arrivato ai «quarti» vincendo un drammatico incontro con l’Ungheria, Altafini fu chiamato a sostituire l’infortunato Vavà e l’ostacolo fu superato grazie ad una prodezza di Pelé: stretto palleggio in area ad ingannare Williams e sinistro radente che batteva Kelsey. Quello che diverrà «O rey» che già aveva colpito una traversa con un tiro fiondante, fu colto dal pianto nel mentre veniva festeggiato dai suoi e Didi lo consolava come si conforta un ragazzino scoperto a rubare la marmellata. La prestazione con i gallesi era stata inferiore a quella con i russi e la semifinale che vedeva opposti gli «auriverdi» all’undici francese era attesa con grande incertezza poiché i transalpini vantavano il miglior attacco del torneo e la rete di Gilmar era ancora inviolata.

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Pelè seppellito dai compagni dopo la rete contro il Galles