Mondiali 1990: GERMANIA

Dietro le quinte del Mondiale

8 giugno

Milano, partita inaugurale Camerun-Argentina 1-0. Tutti aspettano le prodezze di Maradona e degli argentini campioni del mondo ed ecco invece la magìa di Omam-Biyik, che batte il portiere argentino Pumpido con un preciso colpo di testa al 22′ del secondo tempo. Al termine dell’incontro, N’Kono e compagni festeggiano sotto la tribuna dove è presente il loro Presidente, il capo di Stato del Camerun Paul Biya. Ha da oggi inizio un clima di forte simpatia che accompagnerà per l’intera durata del Mondiale i giocatori della squadra africana. 

9 giugno

Palermo, sede del ritiro della nazionale olandese. Scherzo del computer ai danni di Ruud Gullit, lasciato senza pass per il campo da gioco, necessario per poter disputare le partite. Nella sua carta di riconoscimento figurano l’accredito che consente l’ingresso allo stadio, quello che riguarda gli spogliatoi, quello per la sala stampa e, infine, quello per i campi di allenamento. Manca quello più importante… 

10 giugno

Santa Margherita di Pula. I giocatori irlandesi hanno partecipato in mattinata a una messa celebrata sulla spiaggia di Santa Margherita di Pula da Monsignor Boyle, giunto appositamente in Sardegna per dare la benedizione ai “figli d’Irlanda” alla vigilia della partita contro l’Inghilterra. Alla funzione religiosa non erano presenti l’allenatore Jack Charlton, protestante, e il difensore Morris, anglicano. 

11 giugno

Genova, prima fase, partita del girone C: Costarica-Scozia 1-0. Mentre nelle strade della capitale costaricense, al termine dell’incontro, si riversano migliaia di persone per festeggiare la vittoria dei “ticos” (come vengono chiamati i giocatori della nazionale), tra le tribune di Marassi risalta la tristezza della rockstar scozzese Rod Stewart, giunto a Genova con il suo aereo privato per assistere alla partita. “Promuovo solo i tifosi”, questo il suo eloquente commento alla sconfitta inaspettata subìta dalla sua squadra. 

12 giugno

Palermo, prima fase, partita del girone F: Olanda-Egitto 1-1. Continuano le sorprese in questa edizione del Mondiale, dopo quelle suscitate da Camerun e Costarica. Numerose le occasioni da gol sprecate dagli attaccanti egiziani: dopo il gol di Kieft, l’Egitto riusce a pareggiare su rigore a 8 minuti dalla fine. Dopo la partita, ovviamente, numerosi i festeggiamenti al Cairo, ad Alessandria e a Porto Said. 

13 giugno

Napoli, prima fase, partita del girone B: Argentina-Urss 2-0. Sfortunata prova dei sovietici, penalizzati da una clamorosa svista dell’arbitro Fredriksson, reo di non aver concesso, sullo 0-0, un calcio di rigore all’Urss su clamoroso fallo di mano di Maradona nell’area argentina. Il raddoppio dei sudamericani, realizzato da Burruchaga, giunge nel momento di maggior pressione della  nazionale russa. Gravissimo infortunio occorso al portiere argentino Pumpido: frattura di tibia e perone. 

14 giugno

Bari, prima fase, partita del girone B: Camerun-Romania 2-1. E’ Milla a risolvere la partita a favore degli africani: entrato al 15′ della ripresa al posto di Maboang, segna la doppietta che consente al Camerun di superare la Romania di Hagi. Con queste due reti, Milla stabilisce un primato: quello del marcatore più anziano della storia dei Mondiali (38 anni): il record precedente spettava allo svedese Gren, che all’età di 37 anni, 7 mesi e 24 giorni segnò nella semifinale del Mondiale 1958 contro la Germania Ovest (3-1 per la Svezia). 

15 giugno

Udine, sede del ritiro della nazionale sud-coreana. Neanche oggi la Corea modoficherà l’abitudine di allenarsi alle sette del mattino e alle sette di sera. Programma intermedio: ore 12, pranzo; ore 14: conferenza stampa; ore 16: di nuovo a tavola e, dopo l’allenamento, terzo appuntamento con il cibo. Chi soffre di mal di schiena può bere un intruglio a base di olio e cognac, accompagnato da aglio e cipolla. Pare che sia un rimedio molto efficace… 

16 giugno

Cagliari, prima fase, partita del girone F: Inghilterra-Olanda 0-0. Finisce con un pareggio senza gol la partita più temuta dal punto di vista della sicurezza pubblica (da una parte gli hooligans inglesi, dall’altra gli ultras orange). Unico brivido allo scadere: al 90′ l’arbitro Petrovic fischia un calcio di punizione di seconda a favore degli inglesi: Gascoigne batte direttamente la punizione e insacca nella porta del portiere olandese Van Breukelen. Gli inglesi esultano invano: l’arbitro, giustamente, annulla. 

17 giugno

Udine, prima fase, partita del girone E: Spagna-Corea del Sud 3-1. Vittoria degli spagnoli, sebbene alla fine del primo tempo il risultato fosse in parità, sospinti da un’eccezionale prova di Michel, autore di una tripletta. Si tratta della prima tripletta di questa edizione del Mondiale. 

18 giugno

Bari, prima fase, partita del girone B: Urss-Camerun 4-0. Non basta ai sovietici un travolgente successo contro il Camerun per approdare agli ottavi di finale: il pareggio tra Argentina e Romania li condanna inesorabilmente. Curioso notare che per il CT del Camerun si tratta di un vero e proprio derby: Valery Nepomniaschiy, infatti, è russo. 

19 giugno

Finale Ligure, campo di allenamento del Costarica. Malumore tra i giocatori costaricensi in procinto di iniziare il lavoro di rifinitura, essendo scomparsa la chiave del magazzino dove sono custoditi i palloni della squadra. Nessuna notizia, inoltre, del personale del campo di Finale. Chiuso in magazzino è rimasto anche il compressore, per cui il personale della squadra ha dovuto gonfiare uno a uno alcuni palloni al seguito della nazionale centroamericana con una pompa da bicicletta. 

20 giugno

Cagliari, vigilia della partita del girone F Inghilterra-Egitto. I giocatori egiziani hanno pranzato molto sobriamente in un albergo di Quartu Sant’Elena: zuppa di verdure, patate fritte, insalata verde e frutta fresca, acqua minerale e niente vino. Nel pomeriggio, dopo un breve riposo, la squadra africana ha visitato, nel capoluogo sardo, una mostra dedicata all’arte egiziana, quindi ha sostenuto una seduta di allenamento nello stadio “Amsicora”. 

21 giugno

Il Ciocco, sede del ritiro dell’Unione Sovietica. Nonostante siano passati alcuni giorni dall’eliminazione nella prima fase del Mondiale, soltanto oggi la nazionale sovietica è partita alla volta della madrepatria, prima in elicottero dal Ciocco a Pisa, poi, da qui, con un volo charter per Mosca. Prima della partenza, tuttavia, si sono verificati momenti di tensione tra i dirigenti russi e i giocatori, che pretendevano il pagamento dei premi pattuiti prima dell’inizio del Mondiale: 30000 dollari a testa in caso di vittoria del titolo, 2000 dollari nel caso, verificatosi, di eliminazione al primo turno. Alla fine i giocatori hanno ottenuto quanto loro promesso. 

22 giugno

Pula, sede del ritiro della nazionale inglese. Continuano le cure prestate al giocatore Bryan Robson a parte della pranoterapista personale Olga Stringfellows per cercare di curare il tendine d’Achille sinistro infiammato. La guaritrice dice di operare “per grazia di Dio” e confida in una pronta guarigione del giocatore in vista della partita con il Belgio. 

23 giugno

Napoli, ottavi di finale: Camerun-Colombia 2-1 (dopo i tempi supplementari). La partita si decide nei tempi supplementari, dopo che i primi 90 minuti si sono conclusi sullo 0-0: è il “solito” Milla, subentrato a M’Fede al 9′ del secondo tempo regolamentare, a decidere il passaggio della nazionale africana ai quarti di finale. Sconcertante l’errore commesso dal portiere colombiano Higuita al 3′ del secondo tempo supplementare, quando, avanzato palla al piede fino a centrocampo, nel tentativo di dribblare Milla, si fa soffiare il pallone da quest’ultimo, lasciando la porta sguarnita per il secondo e decisivo gol camerunense. 

24 giugno

Selva di Fasano, sede del ritiro del Camerun. Pomeriggio dedicato a un’intensa seduta di allenamento, dopo una mattinata trascorsa dal CT Nepomniaschiy nei negozi. Questa la sua motivazione: “Ho promesso a mia figlia delle scarpe italiane”. 

25 giugno

Roma, ottavi di finale, Italia-Uruguay 2-0. Dopo un primo tempo a reti inviolate, la ripresa si rianima con i gol di Schillaci (20′) e, soprattutto, di Aldo Serena (38′) su cross di Giannini. Da notare che oggi Serena festeggia il suo 30° compleanno. 

26 giugno

Rio de Janeiro. Al suo arrivo all’aeroporto brasiliano, la nazionale verde-oro è stata oggi accolta con cartelli di protesta esposti dai tifosi brasiliani, in seguito all’eliminazione subìta ad opera dell’Argentina. Curiosa la “scomparsa” del CT Lazaroni, che si sarebbe dileguato da un’uscita di emergenza dell’aeroporto per evitare le domande della stampa e, soprattutto, i fischi e le proteste dei tifosi. 

27 giugno

Alicudi, Isole Eolie. Manca ancora la corrente elettrica nella minuscola isola siciliana: al che il prete della parrocchia ha fatto sistemare sul sagrato della chiesa un televisore a batteria con un’antenna parabolica di sua invenzione che consente ai suoi fedeli di seguire le partite del Mondiale. Una precisazione: il parroco si chiama Angelo Schillaci ed è parente del giocatore della Nazionale. 

28 giugno

Como. Shopping dei giocatori cecoslovacchi e delle rispettive consorti, che, con il premio per la qualificazione ai quarti di finale (circa 5 milioni a testa), hanno acquistato oggettini d’oro e capi di abbigliamento. Particolarmente gettonato un palloncino-carillon che suona gli inni nazionali delle 24 squadre del Mondiale. 

29 giugno

Cernobbio, sede del ritiro della nazionale cecoslovacca. Il CT ceco Josef Venglos si è lamentato perché l’allenamento è stato disturbato dal continuo passaggio di un aereo da turismo “molto rumoroso”. Tra la comitiva cecoslovacca c’è addirittura chi pensa che il velivolo possa essere un aereo-spia tedesco, inviato da Beckenbauer per carpire i segreti degli avversari in vista della sfida tra Cecoslovacchia e Germania. 

30 giugno

Erba, sede del ritiro della nazionale tedesca. In vista della partita contro la Cecoslovacchia, in programma a San Siro, la delegazione tedesca ha chiesto e ottenuto, per motivi scaramantici, di utilizzare lo spogliatoio del Milan, anche se la squadra di casa sarà proprio la Cecoslovacchia. Niente da fare, invece, per la panchina: Beckenbauer e il suo staff dovranno cambiarla. 

1 luglio

Napoli, quarti di finale, Inghilterra-Camerun 3-2 (dopo i tempi supplementari). Occorrono i tempi supplementari all’Inghilterra per piegare i “Leoni d’Africa”. La vittoria di questi ultimi è quella della sportività: infatti, nonostante la sconfitta, i giocatori camerunensi, al termine dell’incontro, raccolgono gli applausi del pubblico del San Paolo con un trionfale giro di campo. 

2 luglio

Vigilia della semifinale tra Italia e Argentina. Continua a destare sensazione l’imbattibilità vantata dal portiere azzurro Walter Zenga: è da 868 minuti che non subisce reti (il record di Dino Zoff resta lontano: 1143 minuti d’imbattibilità nella porta dell’Italia). Sempre di Zenga è, fino a questo momento, il record d’imbattibilità ai Mondiali: 517 minuti senza subire gol: il primato precedente (500 minuti) spettava all’inglese Shilton, imbattuto da Inghilterra-Francia del 1982 (gol di Soler al 25′) a Portogallo-Inghilterra del 1986 (gol di C.Manuel al 75′) 

3 luglio

Napoli, semifinale Argentina-Italia 4-3 (dopo i calci di rigore). Questa partita non va ricordata soltanto per la promozione dell’Argentina alla finale di Roma, ma anche per una svista compiuta dall’arbitro francese Vautrot, che fa terminare il primo tempo supplementare con oltre cinque (ingiustificati) minuti. Pensare che i giocatori in campo avevano già nelle gambe i 90 minuti regolamentari… 

4 luglio

Torino, semifinale Germania Ovest-Inghilterra 4-3 (dopo i calci di rigore). Battibecchi plateali tra l’arbitro brasiliano Wright e il guardalinee francese Quiniou, che, soprattutto all’inizio dell’incontro, continua a sventolare la bandierina per segnalare alcuni falli di gioco: a un certo punto dell’incontro Wright, persa la pazienza, fa cenno con mimica eloquente che la segnalazione dei falli spetta a lui, non ai guardalinee. Per ribadire che la gestione della partita è di sua competenza, Wright rincara la dose fischiando un fuorigioco non segnalato da Quiniou. 

5 luglio

Yaounde’ (Camerun). Accoglienza trionfale tributata dalla popolazione della capitale camerunense ai propri giocatori, eliminati ai quarti di finale dall’Inghilterra: un corteo di 4 jeep con a bordo la maggiorparte dei 22 giocatori, ha sfilato per le vie di Yaounde’, mentre i tifosi erano accalcati ai bordi delle strade: alcuni di loro, dopo essere riusciti a salire su una delle jeep, hanno provocato la foratura dei 4 pneumatici, costringendo l’ “equipaggio” a salire su un altro automezzo. 

6 luglio

Marino, sede del ritiro della nazionale italiana. In vista della finale per il 3° posto contro l’Inghilterra, il CT azzurro Vicini annuncia ai giornalisti la formazione che scenderà in campo contro Lineker e compagni: sono così tante le novità, da costringere Vicini a leggere la formazione per due volte su un foglietto. 

7 luglio

Bari, finale per il 3° posto, Italia-Inghilterra 2-1. Trascinata da una magistrale partita di Roberto Baggio, l’Italia sale sul podio mondiale, aggiudicandosi la medaglia di bronzo: alla fine dell’incontro, quando il presidente della Fifa Havelange consegna le medaglie ai giocatori italiani, il pubblico del San Nicola saluta i propri beniamini con un coro prolungato di “Campioni! Campioni!”. 

8 luglio

Roma, finale per il 1° posto, Germania Ovest-Argentina 1-0. Al di là del brutto episodio registratosi prima dell’inizio dell’incontro (fischi al momento dell’esecuzione dell’inno argentino, con conseguente imprecazione al pubblico dell’Olimpico da parte di Maradona…), a livello statistico la finale del 1990 va ricordata come la prima volta in cui una finale mondiale venga decisa da un calcio di rigore. L’ultima nazionale a trasformare un rigore in finale era stata sempre la Germania Ovest: fu Paul Breitner, in Germania Ovest-Olanda del 7 Luglio 1974, a pareggiare al 25′ del primo tempo il momentaneo vantaggio olandese, siglato da Neeskens dopo appena due minuti di gioco. 

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