Mondiali 1990: GERMANIA

Negli ottavi fuori Olanda e Brasile

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Contro l’Uruguay ancora Schillaci a rete

Negli ottavi ci tocca l’Uruguay, fattosi avanti grazie alla propensione a invischiare l’avversario colpendo spesso e volentieri con durezza. Mancandogli Donadoni, Vicini si cautela sul piano atletico, spostando Berti all’ala per inserire De Agostini in mediana. In avanti, i “dioscuri del gol”, Baggio e Schillaci. Il primo tempo scorre via liscio, tra il predominio di gioco degli azzurri e scarsi pericoli per il portiere Alvez. Nella ripresa, per incrementare la forza d’urto contro i coriacei (e scorretti) avversari, Vicini inserisce il panzer Serena in luogo di Berti. La squadra ha un’impennata. Alvez deve volare a neutralizzare una gran punizione di De Agostini, poi è costretto a piegarsi ai voleri di Schillaci, servito al limite dell’area da Serena e lesto a esplodere una imprendibile bomba di sinistro. Costretti a tentare il recupero, gli uomini di Tabarez offrono spazi agli azzurri, che sfiorano il raddoppio e poi lo colgono con Serena, imperioso nel trasformare di testa una morbida punizione di Giannini. L’Olimpico in trionfo celebra i suoi eroi.

I nodi del Brasile vengono al pettine nel big match degli ottavi con l’Argentina. Il modulo a cinque difensori di Lazaroni produce solo uno sterile dominio, per la povertà propositiva del trio di centrocampo Dunga-Alemão-Valdo e il narcisismo di Muller in avanti. Salvata da tre pali, l’utilitaristica Argentina è in agguato: Diego, fischiatissimo come ormai è uso e generosamente picchiato, si accende all’improvviso: ipnotizza tre difensori attirandoli a sè con una diabolica finta, poi inventa un corridoio celeste per Caniggia, che parte a razzo, si beve Taffarel e deposita in porta. Il massimo risultato col minimo sforzo. Per Sebastião Lazaroni, una fine ingloriosa.

Il Camerun vive un nuovo, esaltante Milla-day contro la Colombia. Match piatto come l’elettroencefalo-gramma di un armadio a muro. Nei supplementari, il nonno d’Africa inventa un fulminante siluro mancino, per poi beffare la “modernità” di Higuita: il portiere-spettacolo tenta un dribbling al monumento, venendone trafitto senza pietà.

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Camerun-Colombia: Milla beffa Higuita

La Cecoslovacchia ha il compito più facile, con la Costa Rica della saetta Medford che ha speso tutto passando il turno: davanti al torreggiare del terribile Skuhravy (tre gol), si arrende.

Appassionante lo scontro tra tedeschi e olandesi a San Siro. Si parte a randellate, sedate dall’energico Loustau, che espelle dopo ventun minuti Rijkaard e Völler, impegnati in una rissa per una entrata del tedesco su Van Breukelen; l’olandese allieta la promenade verso gli spogliatoi irrigando con imponenti spruzzi di saliva la cespugliosa nuca del centravanti tedesco (fino a quel momento all’asciutto). Quando il calcio riprende il sopravvento, Klinsmann si abbatte come un turbine sulla difesa olandese. Gli risponde un ottimo Gullit, che dovrà uscire, mentre perdura la latitanza di Van Basten. La bilancia del match pende dalla parte dei tedeschi: Klinsmann insacca nella ripresa su cross da sinistra di Buchwald, poi Brehme inventa un arcuato destro angolatissimo dal limite dell’area. Inutile il rigore di Koeman per fallo di Kohler su Van Basten. Dopo la pessima prima fase, l’Olanda esce con dignità.

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Germania-Olanda: il deprecabile gesto di Rijkaard

Di malinconica pochezza il confronto tra rumeni e irlandesi, un deserto arido su cui spunta come un fiore la prodigiosa parata di Bonner su Timofte nella lotteria dei rigori. Jack Charlton entra nella storia: la sua squadra è tra le prime otto del mondo.

Movimentata la sfida tra Jugoslavia e Spagna, con sprazzi di splendido calcio, specie per le prodezze dei raffinati Stojkovic e Susic. Jugoslavi in vantaggio nel finale grazie a una prodezza di Stojkovic su assist di testa di Katanec, quattro minuti più tardi il bomber Salinas chiude una bella percussione di Martin Vazquez beffando Ivkovic da pochi passi. Nei supplementari Stojkovic fissa il risultato con una punizione alla sinistra di Zubizarreta,

Bella a tratti la sfida tra Belgio e Inghilterra. Gli uomini di Thys tengono il pallino del gioco, colpiscono un palo con Ceulemans, subiscono un gol di Barnes ingiustamente annullato dall’arbitro. Ennesimi supplementari, dove una semirovesciata di Platt su assist di Gascoigne castiga Preud’homme.

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David Platt evita all’ultimo minuto la lotteria dei rigori