Mondiali 1994: BRASILE

Dietro le quinte del Mondiale

17 giugno

Chicago, prima fase, partita del girone C: Germania-Bolivia 1-0. Questa partita va ricordata principalmente per due motivi. Primo: era dal 1974 che la squadra campione non vinceva al debutto. Secondo motivo d’interesse: al 34′ della ripresa, il CT boliviano Azkargorta sostituisce Ramallo con il giocatore più rappresentativo e conosciuto della squadra sudamericana, vale a dire “El Diablo” Etcheverry, diavolo di nome e di fatto. Infatti, dopo soli 3 minuti, l’arbitro Brizio lo espelle per aver assestato un calcione a Matthaus a palla ormai lontana. 

18 giugno

Dublino, vigilia di Eire-Italia. Almeno la metà dei 650 pub dublinesi sono rimasti chiusi per lo sciopero proclamato dai 3000 baristi che chiedono un aumento di stipendio: nei locali della capitale erano stati allestiti, nei giorni scorsi, dei maxi-schermi per permettere ai tifosi irlandesi di assistere alle partite del Mondiale. 

19 giugno

Orlando, prima fase, partita del girone F: Belgio-Marocco 1-0. Sfortunata prestazione dei giocatori africani, puniti da un gol di Degryse (in verità avvantaggiato da una “papera” del portiere Azmi) e bloccati sia dalle parate di Preud’homme che da due traverse colpite dalle punte marocchine. Tra il Marocco figura anche Abdellah Nacer, in forza nella squadra belga del Bruges dopo dei trascorsi nel Waregem. 

20 giugno

Orlando. Non destano più preoccupazione le condizioni di salute del capo della polizia di Orlando. Tom Hulburt, presente allo stadio per la partita giocata ieri tra Belgio e Marocco, è stato messo k.o. da una violenta pallonata scagliata da un difensore belga mentre stava dando le raccomandazioni ai suoi agenti. 

21 giugno

Oak Brook, sede del ritiro della nazionale boliviana. Nonostante la sconfitta subìta nella partita inaugurale da parte della Germania, i giocatori boliviani non sembrano essersi persi d’animo e, anzi, danno segni di ottimo umore coinvolgendo gli ospiti dell’hotel in cui alloggiano con lezioni di calcio: soprattutto i bambini americani apprezzano il simpatico gesto. 

22 giugno

Pasadena, prima fase, partita del girone A: Stati Uniti-Colombia 2-1. “Storica” vittoria della nazionale allenata da Milutinovic: si tratta del secondo successo riportato dagli Stati Uniti in una fase finale del Mondiale dopo quello, davvero clamoroso, riportato nel 1950 contro i “maestri” inglesi. Nota di colore: l’arbitro, l’italiano Baldas, ha dovuto cambiare la propria divisa perché si confondeva con quella dei giocatori statunitensi. 

23 giugno

New York, prima fase, partita del girone E Italia-Norvegia: 1-0. Per l’Italia peggio di così questa partita non poteva iniziare: al 21′ del primo tempo, infatti, il norvegese Leonhardsen, approfittando di un errato fuorigioco della difesa italiana, si trova a tu per tu con il portiere azzurro Pagliuca, che tocca la palla fuori dall’area di rigore. L’arbitro Krug non può che espellere Pagliuca, entra Marchegiani, il CT Sacchi sacrifica Roberto Baggio: al 24′ della ripresa un altro Baggio, Dino, regala all’Italia il gol di una vittoria ad un certo punto davvero insperata… 

24 giugno

San Francisco, prima fase, partita del girone B: Brasile-Camerun 3-0. I “Leoni d’Africa” nulla possono contro Romario e compagni: nonostante la sconfitta, un giocatore camerunese può festeggiare per un record da lui oggi battuto. Milla, con i suoi 42 anni, diventa il giocatore più anziano a giocare in una fase finale del Mondiale. 

25 giugno

Orlando. Due tifosi messicani sono stati arrestati per aver rubato delle magliette in un negozio nei pressi di Disneyworld. Uno dei due, mentre gli agenti gli stavano mettendo le manette ai polsi, si è dimenato dicendo di essere uno dei giocatori del Messico: tuttavia l’espediente del ladro non ha incantato i poliziotti, che lo hanno portato immediatamente alla centrale di polizia. 

26 giugno

Oak Brook, sede del ritiro della nazionale boliviana. La squadra boliviana alloggia in un complesso costruito dalla catena di ristorazione Mc Donald’s, che, per dovere di ospitalità, ha offerto ai giocatori sudamericani la fornitura gratuita dei propri prodotti per tutta la durata della loro permanenza. 

27 giugno

Pasadena, sede del ritiro della nazionale rumena. Dopo aver chiuso in testa alla classifica il proprio girone eliminatorio, i giocatori della Romania hanno ottenuto una giornata di completo relax insieme alle propri mogli. Ghorghe Popescu, per la prima volta negli Stati Uniti, si è recato nella celebre spiaggia di Santa Monica e ha affermato: “La sabbia è come quella rumena, ma di uguale c’è solo quello…”. 

28 giugno

San Francisco, prima fase, partita del girone B: Russia-Camerun 6-1. Più che il risultato tennistico con cui i russi surclassano la squadra africana, a destare stupore è che 5 delle 6 reti russe siano state segnate da uno stesso giocatore: nessuno, prima della performance di Oleg Salenko, aveva fatto così tanti gol in una sola partita dei Mondiali. La rete della bandiera del Camerun viene segnata da Milla, che, così, diventa il giocatore più anziano (42 anni) ad aver segnato in un Mondiale. 

29 giugno

Washington, prima fase, partita del girone F: Arabia Saudita-Belgio 1-0. Il gol segnato da Owairan al 6′ del primo tempo permette alla squadra araba di accedere agli ottavi di finale: nella storia dei Mondiali di calcio è, questa, la seconda volta che una squadra asiatica riesce a superare il primo turno di una fase finale: il precedente era stato quello del 1966, quando fu la Corea del Nord a qualificarsi per gli ottavi di finale. 

30 giugno

Dallas, prima fase, partita del girone D: Bulgaria-Argentina 2-0. La squadra argentina è visibilmente scossa dalla squalifica comminata a Maradona per uso di sostanze dopanti: i bulgari, dopo essere passati in vantaggio con Stoichkov, riescono addirittura a raddoppiare in inferiorità numerica (espulsione di Ivanov) di cui non sanno approfittare gli argentini. 

1 luglio

L’importatore in Arabia Saudita della casa automobilistica svedese Volvo ha promesso in regalo una “850 Sedan” a ciascun giocatore della compagine asiatica come premio per aver centrato la qualificazione agli ottavi di finale. Pensare che la federazione calcistica dell’Arabia Saudita aveva già provveduto a premiare i suoi con una Mercedes… 

2 luglio

Medellin. Increscioso episodio di cronaca nera in Colombia: il difensore della nazionale colombiana Andres Escobar è stato ucciso all’uscita di un ristorante di Medellin come punizione per aver segnato un’autorete nella partita persa a sorpresa dai colombiani contro gli Stati Uniti. Ad ucciderlo sono stati i colpi di pistola sparati da tre uomini e una donna. 

3 luglio

Dallas, ottavi di finale, Svezia-Arabia Saudita 3-1. Finisce la favola della squadra saudita, comincia quella degli svedesi: considerando le edizioni del dopoguerra, quello del 1994 è il miglior piazzamento dal 1958 (finale persa contro il Brasile): negli ultimi 36 anni, gli scandinavi non si erano neanche qualificati per la fase finale (1962, 1966, 1982, 1986), erano stati eliminati al primo turno della fase finale (1970, 1978, 1990), mentre nel 1974 erano usciti al secondo turno. Addirittura, a Italia 90 si erano registrate tre sconfitte in tre partite. 

4 luglio

San Francisco, ottavi di finale, Brasile-Stati Uniti 1-0. Doppio record raggiunto dall’arbitro francese Quiniou: da una parte, dirigendo questa partita, è diventato il quarto arbitro della storia ad aver collezionato sette presenze nei Mondiali, proprio come avevano fatto prima di lui il belga Langenus (1930-1934-1938), il gallese Griffith (1950-1954-1958) e lo spagnolo Gardeazabal (1958-1962-1966); dall’altra parte, con le due espulsioni comminate nella gara odierna al brasiliano Leonardo (gioco violento) e allo statunitense Fernando Clavijo (doppia ammonizione), Quiniou diventa l’arbitro più severo nella storia dei Mondiali, avendo espulso 5 giocatori in 7 partite, distanziando così l’inglese Ellis e il tunisino Jouini fermi a quota tre. 

5 luglio

Boston, ottavi di finale, Italia-Nigeria 2-1 (dopo i tempi supplementari). Incredibile rimonta della nazionale italiana, sotto di un gol fino a 2 minuti dal 90′. Dopo la rete segnata da Amunike al 26′ del primo tempo e dopo l’ingiusta espulsione comminata dall’arbitro Brizio a Zola (appena entrato in campo al posto di Signori) al 30′ della ripresa, sembrava proprio finita per la nazionale azzurra, capace, tuttavia, prima di pareggiare a 2 minuti dal 90′ e, infine, di segnare il gol del 2-1 su rigore, sempre con Roberto Baggio, al 12′ del primo tempo supplementare. Da notare che l’Italia ha giocato in pratica i due tempi supplementari in 9 contro 11: oltre all’espulsione di Zola, Mussi è rimasto fermo per crampi. 

6 luglio

Sofia. Sono continuati fino a oggi i festeggiamenti per la vittoria riportata ieri dalla nazionale bulgara contro il Messico (3-1 dopo i calci di rigore), successo, questo, che consente alla Bulgaria di accedere ai quarti di finale. L’euforia traspare dalle parole del Presidente della Repubblica, Scheliu Schelev (“Niente può ora impedirci di qualificarci per le semifinali…”), che ha ordinato alla radio di Stato di svegliare stamattina i bulgari con le note dell’inno nazionale. 

7 luglio

Calì (Colombia). Il presidente del club di calcio America di Calì, Pedro Chang Barrero, ha rassegnato le sue irrevocabili dimissioni al consiglio di amministrazione della società, in segno di protesta nei confronti dell’omicidio del giocatore Andres Escobar. 

8 luglio

Siviglia (Spagna). Alla vigilia della partita dei quarti di finale tra Spagna e Italia, il barbiere più famoso dell’Andalusia e, soprattutto, di Siviglia, Cristobal Colòn Delgado, lancia un’offerta allettante ai numerosi turisti italiani presenti in città: barba e capelli gratis in caso di vittoria spagnola; in caso di vittoria italiana, il barbiere di Siviglia avverte: “Gli italiani si tengano alla larga dal mio rasoio…”. 

9 luglio

Boston, quarti di finale, Italia-Spagna 2-1. Ormai gli ultimi minuti della partita possono essere definiti, oltre che “zona Cesarini”, anche “zona Baggio”. Contro la Nigeria, Baggio aveva pareggiato a due minuti dalla fine, oggi il gol della vittoria, quando la partita era sull’1-1 e quando ormai ci si stava preparando ai tempi supplementari, la rete azzurra giunge a 3 minuti dal 90′. Veementi proteste spagnole per una gomitata rifilata da Tassotti a Luis Enrique in area azzurra. 

10 luglio

Traunstein (Germania). In seguito alla sconfitta rimediata dai tedeschi nella gara dei quarti di finale contro la Bulgaria (1-2), un tifoso della città bavarese di Traunstein ha sporto denuncia contro l’arbitro dell’incontro, il colombiano Josè Torres Cadena, per aver annullato un gol (sembrato regolare) di Voeller. Motivazione della denuncia: “incapacità generale” e “infamia di gol”. Ora si aspetta di vedere se la magistratura di Monaco aprirà o meno un fascicolo sul caso-Cadena… 

11 luglio

Sofia (Bulgaria). I sanitari dell’ospedale cittadino hanno dimesso la mamma del giocatore Stoichkov, colpita da malore durante la partita vinta dalla squadra bulgara contro i tedeschi. Alla signora è stato vietato di assistere alla gara di semifinale che dopodomani figlio e compagni disputeranno contro l’Italia. 

12 luglio

Los Angeles, sede della Commissione disciplinare della FIFA. Dopo aver visionato i filmati relativi a Italia-Spagna, i membri della Commissione hanno deciso di squalificare per 8 turni il giocatore italiano Mauro Tassotti, reo di aver sferrato una gomitata al giocatore spagnolo Luis Enrique. Il gesto di Tassotti non era stato visto nè dall’arbitro Puhl, nè dai due guardalinee. Si tratta della prima squalifica comminata a un Mondiale in seguito alla visione dei filmati televisivi. 

13 luglio

New York, semifinale Italia-Bulgaria 2-1. Dopo una gara faticosissima, giocata in un caldo infernale (36°), al fischio finale dell’arbitro Quiniou Roberto Baggio viene sommerso dagli abbracci di compagni (Dino Baggio, Albertini, Tassotti) e dirigenti (Gigi Riva in testa) e non sa trattenere una profonda commozione, scoppiando in lacrime. Nota di colore: un peruviano, sostenitore del Brasile, si è presentato ai cancelli dello stadio newyorkese, avvolto nella bandiera brasiliana: peccato che la semifinale Brasile-Svezia si disputasse a Pasadena, a migliaia di chilometri da New York… 

14 luglio

Sofia (Bulgaria). Il Parlamento bulgaro ha votato un decreto legge per poter insignire la nazionale di calcio, giunta alle soglie della finale, della massima onorificenza dello Stato, ovvero l’ordine “Stara Planina”, solitamente conferita a capi di Stato esteri o ad altre personalità distintesi per servizi resi alla Bulgaria. 

15 luglio

Italy (Texas). In data odierna alcuni telegiornali americani hanno mandato in onda un servizio su un’inchiesta condotta nella cittadina texana di Italy (1750 abitanti) in merito a Sacchi e a Roberto Baggio: nessun residente intervistato ha mai sentito nominare nè il CT, nè il fantasista azzurro. 

16 luglio

Los Angeles, campo di allenamento della nazionale italiana. Alla vigilia della finale tra Italia e Brasile, giunge un’insperata notizia dal campo di allenamento: Franco Baresi giocherà la partita di finale, a distanza di pochi giorni dall’infortunio al menisco occorsogli nella partita contro la Norvegia. 

17 luglio

Los Angeles, finale per il 1° posto: Brasile-Italia 3-2 (dopo i calci di rigore). Al di là degli errori dal dischetto di Baresi, Massaro e Roberto Baggio, che regalano al Brasile il suo quarto titolo mondiale, la partita va ricordata anche per un episodio curioso, avvenuto alla mezzora del secondo tempo: il mediano brasiliano Mauro Silva si stacca dal centrocampo, avanza e fa partire un gran tiro da 30 metri circa: Pagliuca, colto di sopresa, cerca di bloccare la sfera che, però, gli sfugge e che, quando ormai sembra entrare in porta, colpisce la parte interna del palo ritornando tra le braccia del portiere italiano. Pagliuca non può far altro che accarezzare la palla e rinviarla, non prima, però, di averle dato un bacio… 

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