Mondiali 2002: BRASILE

Continua lo scandalo arbitri

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Brasile-Inghilterra 2-1: i verdeoro vanno avanti nonostante l’espulsione di Ronaldinho

Dopo la sbornia coreana si riparte con una classica, tra Brasile e Inghilterra. Il miglior attacco del torneo, quello brasiliano, soffre per tutto il primo tempo contro la miglior difesa, quella inglese. Sono anzi proprio i bianchi a passare in vantaggio, quando Owen sfrutta uno svarione di Lucio per freddare Marcos. Proprio a pochi istanti dall’intervallo, però, Ronaldinho prende palla a centrocampo, avanza fino all’area di rigore spargendo il panico intorno a sé e serve Rivaldo, che con un sinistro chirurgico pareggia. Ad inizio ripresa si decide il match, quando Seaman si addormenta su una apparentemente innocua punizione dalla trequarti di Ronaldinho. La parabola che termina nell’angolino lo trova troppo lontano dai pali. Nemmeno l’espulsione dello stesso Ronaldinho scompone il Brasile, che si difende con ordine e porta a casa la nona semifinale della sua storia. Lascia invece il mondiale un’altra grande come l’Inghilterra. La sconfitta da parte di un avversario di grido come il Brasile attenua la delusione degli uomini di Eriksson. Gli uomini di Scolari continuano con fiducia: battere gli inglesi ha sempre portato fortuna, ci riuscirono nel 1962 e nel 1970 e alla fine fu un trionfo.

Germania-Stati Uniti 1-0: Ballack ha appena battuto Reyna. I bianchi sono in semifinale

 

La Germania onora il pronostico battendo gli Stati Uniti e centrando la qualificazione alle semifinali. I tedeschi vincono grazie ad un perentorio colpo di testa di Michael Ballack su cross di Ziege, arrivato nel finale di un primo tempo dominato per larghi tratti dagli americani. La squadra di Bruce Arena non mostra timori reverenziali nei confronti dei più quotati avversari e per una mezz’ora buona mette in affanno la difesa tedesca. A salvare Voeller ci pensa Oliver Kahn, che nega il gol per due volte a Donovan (17’ e 30’), prima di dire no a Lewis. La Germania esce dal guscio raramente, ma appena ha l’occasione giusta non perdona. Nella ripresa Stati Uniti avanti tutta e dopo sei minuti, sul colpo di testa di Berhalter, Kahn e (un braccio di) Frings salvano in qualche modo la porta della Germania. Reyna prova il gran numero con un pallonetto da 50 metri e l’ultimo tentativo di Sanneh muore sull’esterno della rete. L’unica folata offensiva dei tedeschi arriva al terzo di recupero, con Bode che si divora il raddoppio in contropiede, ma per gli americani sarebbe stato davvero troppo.

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Anche la Spagna trova il suo Moreno nei panni dell’egiziano Al-Ghandour

 

Tocca poi alla Spagna, far fronte allo spauracchio coreano. La tensione è a mille perché per entrambe la semifinale sarebbe un traguardo storico. La prima per la Corea (e per un’asiatica in generale) e un ritorno per la Spagna, che manca tra le prime quattro dal 1950. Anche per questo motivo i novanta minuti regolamentari regalano ben poche emozioni, con gli spagnoli che reclamano per un gol annullato non si sa perché. Ma non siamo ancora al peggio, che viene raggiunto nel primo tempo supplementare. Azione di Joaquín sulla destra e cross per Morientes che insacca, mentre però l’arbitro egiziano Al-Ghandour si affretta ad annullare perché la palla è uscita. Decisione subito smentita dal replay. Con le energie al lumicino, la maggiore tecnica degli iberici spicca nettamente, ma l’ultimo tentativo, con una girata di Morientes, si stampa beffardamente sul palo. La Spagna si deve guadagnare la qualificazione nuovamente dal dischetto, sperando ancora in Casillas. E invece i coreani fanno cinque su cinque e l’errore di Joaquín costringe la Spagna alla resa.

Turchia-Senegal 1-0. I turchi centrano un traguardo storico. Nella foto, Omar Daf e Basturk

Non sarà il Senegal la prima nazionale non europea o sudamericana ad entrare fra le prime quattro. Fattori esterni decidono che questo onore tocchi alla Corea… Il Senegal di Abdul Karim, l’allenatore Bruno Metsu convertito all’Islam, prova a vincere, pur senza cercare troppo la porta dell’attento Rustu, ma l’asso dalla manica lo tira fuori Senol Gunes, ct turco, quando capisce che deve togliere l’inguardabile Hakan Sukur per mettere dentro Ilhan Mansiz. Succede al 22′ della ripresa e 27 minuti dopo il bomber ripaga la fiducia a scoppio ritardato del suo tecnico con una rete che significa la certezza di sfidare di nuovo il Brasile, per un posto in finale e per cercare la rivincita del match del primo turno, ricordato per un rigore inesistente concesso ai sudamericani e per la sceneggiata di Rivaldo. Al Senegal non bastano le manovre di Fadiga, Bouba Diop, Camara e Diouf, meno pericolose del solito.