Mondiali 2010: SPAGNA

Germania e Argentina sugli scudi

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Uruguay-Corea del Sud 2-1: Lee Chung-Yong realizza la rete del momentaneo pareggio asiatico

Dopo le 48 partite dei gironi del primo turno, si inizia a fare sul serio, con gli ottavi di finale e le sfide da “dentro o fuori”. Nel primo incontro affrontano una rappresentante della scuola sudamericana, l’Uruguay di Tabárez e una realtà ormai consolidata del calcio asiatico, la Corea del Sud di Huh Jung-Moo. La prima occasione della gara è sudcoreana: Park Chu-Young colpisce il palo dopo soli 4 minuti su calcio di punizione. All’8′ è però l’Uruguay a trovare la rete del vantaggio, con Suárez, che, su cross basso di Forlán, approfitta di una colossale dormita della retroguardia avversaria per realizzare l’1-0 a porta praticamente sguarnita. La Corea del Sud non riesce a rendersi pericolosa durante il primo tempo ed anzi è l’Uruguay ad avere ancora due interessanti occasioni con lo stesso Suárez. Alla ripresa del gioco i coreani riprendono fiducia, mentre gli uruguagi, difesa imperforabile durante tutta la prima fase del torneo, sono meno efficaci. Al 68′ minuto arriva di conseguenza la rete del pareggio, realizzata di testa da Lee Chung-Yong sugli sviluppi di un calcio piazzato e con la complicità del portiere Muslera. L’Uruguay si ributta in attacco, ma soffre le veloci ripartenze degli asiatici. All’80’ minuto Suárez si inventa il gol decisivo, calciando di destro con precisione a girare sul secondo palo appena all’interno dell’area di rigore. La Celeste ritorna ai quarti di finale di un campionato del mondo dopo 40 anni.

Il Ghana intanto tiene ancora in corsa il continente africano battendo 2-1 dopo i tempi supplementari gli Stati Uniti. La nazionale di mister Milovan Rajevac sblocca il risultato dopo soli 4 minuti di gioco con Kevin-Prince Boateng, che sorprende sul suo palo il portiere statunitense Howard, non impeccabile nell’occasione. La squadra nordamericana praticamente non entra in partita e Bob Bradley decide di togliere l’opaco Ricardo Clark con Maurice Edu, che riesce a far cambiare l’inerzia della gara. Kingson, estremo difensore ghanese, è bravo ad opporsi di piede ad una conclusione di Findley. Due minuti dopo è Asamoah ad avere una buona occasione, ma Howard blocca il tiro. Nella ripresa la pressione statunitense si fa più costante. Dopo soli 2 minuti dall’inizio del secondo tempo Feilhaber ha una buona opportunità per il pareggio, ma Kingson para. Il pareggio è nell’aria ed arriva al 62′ minuto su calcio di rigore trasformato da Landon Donovan. I 90 minuti si concludono in parità, si va così ai tempi supplementari. Passano soli 3 minuti ed il Ghana ritrova il vantaggio con un potente tiro dall’interno dell’area di rigore di Asamoah Gyan. La rete è pesante e gli americani accusano il colpo, tuttavia cercano di raddrizzare nuovamente la gara, ma i tentativi sono vani e la difesa africana regge senza particolari problemi. Finisce 2-1 per il Ghana, che, dopo il Camerun 1990 ed il Senegal 2002, è la terza squadra africana ad accedere ai quarti di finale di un Campionato mondiale.

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Lampard fulmina Neuer ma l’arbitro annulla

Al Free State Stadium di Bloemfontein va in scena una grande classica del calcio europeo e mondiale: Germania-Inghilterra. E come già accaduto nel passato (leggasi finale del mondiale 1966), anche questa volta sulla gara pesa un episodio molto importante, un gol fantasma, clamorosamente annullato. La Germania parte fortissimo e dopo meno di un minuto di gioco Özil impegna James, che si salva in angolo. Al 20′, sul lungo rilancio di Neuer, Klose aggancia il pallone, vince il duello fisico con Upson e con un abile colpo batte sul tempo anche James, portando in vantaggio i tedeschi. Dopo la rete, continua la pressione della Germania, che raddoppia al 32′ con Podolski, servito da Müller. L’Inghilterra sembra in balìa dell’avversaria, ma si rianima all’improvviso: Neuer deve sfoderare una parata d’istinto per salvare un tiro ravvicinatissimo di Frank Lampard al 35′, ma non può nulla sul colpo di testa di Upson due minuti dopo. L’1-2 sveglia definitivamente la nazionale di Capello, che al 38′ trova il pareggio con lo stesso Lampard. Il tiro del calciatore del Chelsea finisce sulla traversa, rimbalza almeno mezzo metro oltre la linea di porta, ribatte sulla traversa ed esce. Il gol è assolutamente valido, ma il guardalinee non se ne accorge, l’arbitro non convalida e la Germania resta in vantaggio. Ad inizio ripresa l’Inghilterra sfiora il 2-2 di nuovo con Lampard, che al 52′ coglie nuovamente la traversa. Ma la partita degli inglesi finisce praticamente in quel momento. Nel giro di 3 minuti, tra il 67′ ed il 70′ la Germania colpisce con un micidiale uno-due che porta la firma di Müller. I tedeschi controllano il finale senza patemi, conquistando una larga vittoria, meritata, nonostante il grosso errore arbitrale, che li proietta ai quarti di finale. Per l’Inghilterra di Fabio Capello, una sconfitta tra le più pesanti della sua storia mondiale.

Nel quarto incontro degli ottavi di finale, pronostico rispettato dall’Argentina, che supera 3-1 il Messico al Soccer City di Johannesburg. La nazionale messicana inizia meglio, colpendo al 9′ una traversa con Salcido e sfiorando il palo con Guardado pochi istanti dopo. Il risultato si sblocca al 26′ minuto, con Tévez che realizza di testa in posizione di evidente off-side, tra le veementi e giustificate proteste messicane. Al 33′, con il Messico colpito psicologicamente dall’episodio di pochi minuti prima, arriva il raddoppio albiceleste con Higuaín, abile a rubare palla a Osorio sfruttando un appoggio sbagliato dell’avversario, e a depositarla in rete dopo aver dribblato anche il portiere Pérez. Ad inizio ripresa, dopo 7 minuti, Tévez chiude il conto segnando dalla lunga distanza. Il Messico accorcia le distanze con Javier Hernández al 71′, evidenziando qualche crepa nella difesa argentina. La gara si conclude 3-1, la nazionale di Diego Armando Maradona accede ai quarti dove affronterà la Germania.

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Tutto facile per il Brasile contro il Cile di Bielsa

Al Moses Mabhida Stadium di Durban, l’Olanda si impone come da pronostico sulla Slovacchia, pochi giorni prima giustiziera della Nazionale italiana. Gli slovacchi non mostrano alcun timore reverenziale nei confronti degli Oranje e cercano di giocarsela a viso aperto fin dalle prime battute ma l’Olanda prende presto il controllo del gioco e il gol non tarda ad arrivare: Robben riceve palla ai 30 metri, dribbla un avversario al limite dell’area, e lascia partire un sinistro rasoterra non potente ma molto angolato, sul quale Mucha interviene in ritardo. La ripresa inizia con l’Olanda ancora in avanti: al 49′ Robben ripete l’azione del gol del vantaggio, ma Mucha questa volta riesce a deviare in corner. La Slovacchia ritorna molto pericolosa al 66′, con Stoch che impegna con un tiro di destro Stekelenburg, costretto a deviare sopra la traversa. Un minuto dopo ancora Stekelenburg intercetta una conclusione di Vittek. Al 72′ Kuyt calcia dalla lunga distanza, Mucha ci arriva deviando in corner. All’84’ gli arancioni chiudono però la pratica con Sneijder, che, dopo uno svarione della difesa slovacca ed un’uscita a vuoto del portiere, deve solo spingere in rete a porta praticamente sguarnita, sull’assist di Kuyt. Prima della fine dell’incontro c’è il tempo di assistere al gol della bandiera della selezione di Weiss, su rigore trasformato Vittek e assegnato per atterramento di Jakubko.

il Brasile pentacampione sconfigge con un rotondo 3-0 il Cile di Marcelo Bielsa che paga la superiorità tecnica degli avversari, ma nonostante il passivo, non esce umiliato dal confronto, che per i primi 30 minuti si rivela molto equilibrato, con la retroguardia della Roja che controlla senza troppa apprensione folate verdeoro. Il vantaggio arriva al 34′, quando Juan svetta di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo e sblocca il risultato. Quattro minuti dopo arriva il raddoppio, realizzato da Luís Fabiano, che conclude al meglio una rapida azione di contropiede, su assist di Kaká. Al 59′ arriva il terzo gol: lo realizza Robinho appena dentro all’area di rigore, dopo un ottimo spunto di Ramires. Due soli minuti più tardi ci sarebbe l’occasione per il poker, ma Dani Alves calcia fuori dalla distanza. Il Cile tenta il gol della bandiera, sfiorandolo al 65′ con Valdivia, che calcia poco sopra la traversa. Il legno lo colpisce al 78′ Humberto Suazo sugli sviluppi di un corner. Il Brasile controlla gli ultimi tentativi avversari senza problemi e si assicura la qualificazione al turno successivo.

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Il Paraguay si guadagna la storia contro il Giappone accedendo ai quarti di finale

Paraguay e Giappone scendono in campo al Loftus Versfeld Stadium di Pretoria con la consapevolezza di essere molto vicini all’ingresso nella storia calcistica delle rispettive nazioni. La tensione della posta in palio è evidente e la partita si rivela poco spettacolare; saranno infatti poche le occasioni da rete da entrambe le parti. Dopo circa 20 minuti senza grossi spunti, la partita si anima grazie a Barrios, che dopo uno spunto personale calcia verso la porta nipponica, ma Kawashima para. Risponde immediatamente il Giappone, con Matsui, che calcia dalla distanza ma colpisce la traversa. Nella ripresa la partita è più movimentata ma si registrano poche occasioni, così come nella prima parte di gara, equamente ripartite. L’ultima occasione dei tempi regolamentari porta la firma di Marcus Tulio Tanaka che al 62′ calcia di poco a lato sugli sviluppi di un angolo. Succede poco per la mezz’ora successiva, così, sul punteggio di 0-0, sono necessari i tempi supplementari. Anche nel prolungamento non arriva il gol che sblocca l’incontro. Ai calci di rigore. I paraguaiani sono infallibili e realizzano tutti i 5 tiri dal dischetto, il Giappone sbaglia il terzo con Komano, consegnando la qualificazione alla nazionale sudamericana.

Nell’ultimo ottavo di finale ci pensa ancora David Villa a trascinare la Spagna al successo sul Portogallo. I primissimi minuti sono di marca spagnola: prima Fernando Torres al 2′, poi Villa al 4′, tentano la conclusione a girare, ma in entrambi i casi Eduardo si dimostra all’altezza. L’offensiva spagnola rallenta ed entra in partita anche la squadra portoghese: al 21′ ci prova dalla distanza Tiago Mendes, che impegna Casillas. Lo stesso portiere spagnolo rischia la papera 7 minuti più tardi su tiro di Cristiano Ronaldo, ma Piqué risolve la situazione. Si va al riposo sullo 0-0 dopo un primo tempo sostanzialmente equilibrato. Alla ripresa del gioco, nessuna delle due squadre riesce a prendere il sopravvento, fino al 60′, quando Fernando Llorente, neo entrato, mette subito in difficoltà Eduardo con un colpo di testa. Al 63′ si sblocca il risultato: su passaggio filtrante di Andrés Iniesta, Xavi prolunga di tacco per Villa, in posizione di millimetrico off-side, che tira una prima volta, Eduardo respinge, ma lo stesso Villa è rapido a ribattere sotto la traversa e mettere in rete. Dopo la rete degli spagnoli, ci si attende una reazione d’orgoglio di Ronaldo e compagni, ma è ancora la Spagna a rendersi pericolosa con Sergio Ramos. Il Portogallo non riesce più ad impensierire gli avversari, che controllano agevolmente gli ultimi minuti di gara, assicurandosi la qualificazione ai quarti, dove li aspetta il Paraguay.