Mondiali 2010: SPAGNA

Nei quarti Germania esagerata

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Thomas Muller sblocca il risultato nel quarto di finale tra Germania e Argentina

A Città del Capo la Germania surclassa l’Argentina di Maradona, mai realmente in partita. La nazionale tedesca sblocca il risultato dopo soli 3 minuti con Müller, che devia in rete di testa un calcio di punizione dal lato sinistro di Schwensteiger. Al 24′, Klose ha la possibilità di raddoppiare, ma il suo tiro, imbeccato dallo stesso Müller, finisce alto. Higuaín al 34′ cerca di impegnare Neuer con un tiro basso e angolato, ma l’estremo difensore para. Al 37′ Tevez va in rete, ma l’azione è viziata dal fuorigioco di ben 4 giocatori albiceleste e l’arbitro annulla. Si va al riposo sull’1-0 per i tedeschi. Nella ripresa Di María ha una buona opportunità, ma il suo tiro si spegne di poco a lato. È l’ultimo sussulto dell’Argentina, che per il resto dell’incontro non riuscirà mai ad impegnare seriamente i difensori teutonici. Al 68′ la Germania raddoppia con Klose, alla centesima presenza in nazionale, che deve solo spingere in rete l’assist di Podolski. Sei minuti dopo, la partita è chiusa: dopo una insistita azione personale di Schweinsteiger, lo stesso centrocampista del Bayern serve il pallone vicino all’area di porta, dove interviene prima di tutti Arne Friedrich, per il 3-0. Il minuto 89 è l’apoteosi tedesca, quando Klose realizza il gol del 4-0. L’Argentina è umiliata, la Germania dimostra una volta di più la sua attitudine ai Mondiali e si proietta in semifinale.

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Olanda-Brasile: il pareggio di Sneijder

Al Nelson Mandela Bay Stadium l’Olanda elimina il favorito Brasile, che finisce anzitempo il secondo mondiale consecutivo. La prima frazione di gara è decisamente a favore degli uomini di Carlos Dunga, fin da subito in partita, mentre gli olandesi sembrano spaesati. Dopo 8 minuti arriva il gol di Robinho, ma l’arbitro annulla per fuorigioco. Al decimo minuto Felipe Melo vede e serve sullo scatto ancora Robinho, perso completamente dalla difesa oranje: l’attaccante colpisce di prima e trafigge Stekelenburg. Dopo il vantaggio è ancora il Brasile ad avere le migliori occasioni con Juan, Kakà e Maicon. Nella ripresa la musica cambia: dopo 8 minuti, sugli sviluppi di un calcio di punizione, Sneijder crossa un pallone da posizione molto defilata; la traiettoria è favorevole a Júlio Cesar, che però trova il disturbo del compagno Felipe Melo, che devia la sfera in porta. Dopo un’occasione per Kakà, al 68′ la svolta dell’incontro: da calcio d’angolo di Robben, spizzato di testa Kuyt, interviene Sneijder, anch’egli di testa, realizzando la rete del vantaggio. Il 2-1 pesa molto sulle gambe e sulla testa dei brasiliani, che al 73′ restano anche in 10, per un fallo di Felipe Melo, che poi mette i tacchetti sulla gamba di Robben, meritandosi l’espulsione. Gli ultimi 10 minuti sono ricchi di ribaltamenti di fronte, con il Brasile che cerca con tutte le proprie forze di trovare la rete del pari e con gli olandesi che sprecano almeno 3 situazioni di superiorità numerica per chiudere definitivamente l’incontro. Dopo 3 minuti di recupero il triplice fischio del giapponese Nishimura estromette la nazionale verdeoro (in maglia blu) e lancia l’Olanda in semifinale.

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Acrobazie tra Suarez e Asamoah nell’emozionante sfida tra Uruguay e Ghana

Per Ghana-Uruguay un finale vietato ai deboli di cuore. Il minuto 120 della gara è il crocevia dei destini di Ghana e Uruguay. Sul punteggio di 1-1, gli africani, all’ultimo minuto, hanno la colossale occasione per la storia, allorché l’arbitro assegna loro un rigore. Asamoah Gyan, incaricato di calciare il penalty, colpisce la traversa. Nei susseguenti calci di rigore, la Celeste è più precisa (e probabilmente caricata dall’episodio precedente) e si impone, raggiungendo l’Olanda in semifinale. I tempi regolamentari si erano conclusi 1-1, con un gol per tempo. Nel recupero della prima frazione passa in vantaggio il Ghana con tiro dalla distanza di Muntari. Al decimo della ripresa, pareggio di Forlán su punizione. I 90 minuti si concludono 1-1. Nei tempi supplementari, accade tutto all’ultimo minuto, come detto. Su punizione dal lato corto dell’area Muslera esce per togliere la palla dalla testa di un ghanese ma respinge male il pallone e il Ghana tira in porta due volte: il primo tiro viene salvato da Suárez sulla linea con una gamba, sul colpo di testa successivo (di Adiyiah) lo stesso Suárez ci mette una mano, sempre sulla linea di porta, impedendo agli africani di segnare. L’arbitro decreta il rigore ed espelle il numero 9 sudamericano. Gyan però sbaglia clamorosamente. Nella lotteria dei rigori, per il Ghana sbagliano Mensah e Adiyiah, per l’Uruguay un solo errore, di Maxi Pereira. Il penalty decisivo è di Abreu, che calcia a “cucchiaio”, superando Kingson. Gli uruguaiani sono in semifinale ai mondiali dopo 40 anni.

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La rete decisiva di Villa in Spagna-Paraguay

Tra Spagna e Paraguay poche emozioni ma molto intense, e concentrate soprattutto in due minuti nel secondo tempo. L’unico reale sussulto nella prima frazione porta la firma del paraguaiano Nelson Valdez, che al 40′ segna un gol, non convalidato per un presunto fuorigioco di Cardozo. Nella ripresa arrivano le più grosse occasioni. Al 58′ l’arbitro concede un calcio di rigore al Paraguay per atterramento di Cardozo da parte di Piqué. Tira lo stesso Cardozo, ma Casillas blocca a terra. Un minuto dopo, per fallo di Alcaraz su Villa, il rigore viene concesso alla Spagna. Xabi Alonso spiazza Villar, ma il direttore di gara fa ripetere a causa dell’ingresso in area di alcuni calciatori spagnoli. Sul secondo tiro, il portiere para, e subito dopo si presenta una nuova occasione per la Spagna per il fallo di Villar su Cesc Fàbregas, atterrato in area. Rigore non concesso, il risultato resta così sullo 0-0. Il gol che decide la partita arriva all’84’ minuto: Iniesta porta avanti il pallone in azione personale per una ventina di metri, poi premia con un passaggio sulla destra lo scatto di Pedro, il cui tiro finisce sul palo, ma viene raccolto dal sempre presente Villa, che controlla, poi tira a sua volta. La sfera colpisce entrambi i pali, danzando sulla linea, prima di finire in fondo al sacco. È il gol decisivo. Dopo 4 minuti di recupero, l’arbitro fischia la fine, decretando la qualificazione spagnola.