Oreste Del Buono: cronache spagnole

27 giugno 1982: Oltre ai delitti c'è qualche castigo

logo82-bar-address-wpGiallo su giallo, sempre più giallo, il Mundial 1982 è arrivato alla seconda fase, realizzando nell’ultima giornata della prima fase due colpi magistrali nel senso del delitto e del castigo. Germania e Austria hanno condotto in porto un 1 a 0 semplicemente vergognoso, senza chiamare a complice l’arbitro, anzi confermandolo impotente più che innocente nei loro confronti. Nel calcio non esiste la possibilità per l’arbitro di ammonire i concorrenti per scarsa combattività, e così la nefanda torta, non si dice di cosa, è stata consumata alla faccia dell’Algeria. Il pubblico spagnolo e la televisione spagnola hanno inveito a lungo contro gli imbroglioni in campo. I giornali, poi, si sono sfogati: non a caso, gli spagnoli sono esperti di corride. Quella di Gijon è stata definita una corrida con i manzi. La federazione algerina ha fatto ricorso, denunciando lo scandalo Non otterrà nulla, figurarsi. «El mundial no vende…», lì mondiale non vende, è il giudizio ricorrente nel senso che si rivela un forno clamoroso, però il mondiale si vende nel senso che quasi nessun risultato è veramente pulito, veramente al di sopra di qualsiasi sospetto. Uno, comunque si, e proprio l’ultimissimo della prima fase. L’incontro Spagna e Irlanda del Nord, in cui la favorita squadra spagnola non ha avuto in dono dall’arbitro quel terzo rigore consecutivo a favore che le sarebbe stato indispensabile se non per vincere, per almeno impattare. L’arbitro ha espulso un irlandese, ha tollerato il gioco iniziale d’intimidazione degli spagnoli, ma gli uomini di Santamaria hanno quasi meno idee e classe degli uomini di Bearzot, e così oltre lo 0 a 1 non sono andati, e sono finiti nel girone 2 abbastanza proibitivo con Germania Federale e Inghilterra. A proposito di gruppi terribili, nessuno batte comunque il girone 3, dell’Italia. Argentina e Brasile sono clienti difficili. L’unica speranza è di riuscire a risultare pure noi di qualche difficoltà per loro. Ma i giocatori azzurri, recuperando una dote difensivista che paiono aver perso in campo, stanno zitti, offesi con i giornalisti, e mandano ad affrontare la stampa l’onesto e coraggioso Bearzot preso in ostaggio all’hotel Majestic e sottoposto a insidiose domande come: «Farà anche questa volta lo staffettone?»… Una domanda che ha provocato una lunga discussione tecnica. «Lo staffettone è pronto di riserva, ma non conviene cambiare la squadra»… «Però un vero staffettone che si rispettasse, potrebbe.,.» eccetera, eccetera. Perdurando il silenzio azzurro, ha parlato anche il presidente della federazione gioco calcio Sordillo, ma non in trasferta come Bearzot, in casa, con offerta di rinfreschi. Sordillo avrebbe potuto dire una sola cosa: «Avete visto che avevo ragione a parlare come ho parlato dopo Braga?…». Invece, coraggiosamente e abilmente si è sforzato di difendere il disinteresse economico dei nostri rappresentanti pedestri. Sordillo è abituato a difendere gente anche con maggiori colpe e a difenderla bene. A un certo punto deve essere stato però assalito da una qualche perplessità su l’assoluto disinteresse dei suoi cari. Infatti, ha usato cinque o sei volte di seguito l’espressione «indubbiamente forse…» «indubbiamente forse…» «indubbiamente forse…». Dato che sono venuto a questo Mundial per imparare, oggi sono più che soddisfatto: ho imparato l’importanza dello staffetta ne e l’indubbiamente forse. Indubbiamente forse lo staffettone potrebbe essere la nostra arma vincente. Vincente chi?