I giocatori più giovani nella storia dei Mondiali

Cosa c’è di più bello che rappresentare il proprio paese nella massima competizione calcistica del mondo? Per molti ragazzi, è un sogno irraggiungibile. Ma per alcuni, è stata una favola incredibile.
Andiamo a scoprire chi sono stati i calciatori più precoci a calcare i campi dei Mondiali di calcio.


1 . Norman Whiteside (17 anni, 40 giorni)
Irlanda del Nord – Jugoslavia; 17 giugno 1982

Norman Whiteside è stato un giovane prodigio del calcio nordirlandese, paragonato spesso alla leggenda George Best, che lo aveva scoperto per il Manchester United. Ma la sua carriera fu segnata da infortuni che lo costrinsero a smettere prematuramente, non prima però di aver lasciato il segno nella storia dei Mondiali.

Whiteside aveva giocato solo due partite in prima squadra per i Red Devils (diventando il più giovane goleador di sempre del club) quando Billy Bingham lo convocò per i Mondiali 1982 con l’Irlanda del Nord. Whiteside stabilì il record di giocatore più giovane a partecipare al torneo nella prima partita della sua nazionale (la prima dopo 24 anni di assenza) ma non riuscì a festeggiare con una rete. Si guadagnò invece un cartellino giallo, diventando di conseguenza anche il più giovane ammonito nella storia dei Mondiali.

Contro ogni pronostico, quell’Irlanda del Nord arrivò ai quarti di finale, battendo per 1-0 la Spagna padrona di casa e superando il girone, prima di arrendersi alla Francia guidata da Michel Platini. E anche se Whiteside non trovò il gol in quell’edizione, le sue prestazioni convinsero Ron Atkinson a dargli il posto da titolare per tutta la stagione successiva, che vide Whiteside diventare il più giovane finalista di Coppa di Lega (contro il Liverpool) e il più giovane marcatore in finale di FA Cup (in un replay contro il Brighton).

L’Irlanda del Nord e Whiteside tornarono ai Mondiali del 1986, dove Norman riuscì a segnare contro l’Algeria in un pareggio per 1-1. Purtroppo, a dieci anni dal suo precoce esordio ai Mondiali, Whiteside dovette dire addio al calcio a causa di una serie di infortuni al ginocchio che rovinarono gli ultimi anni della sua carriera all’Everton. A soli 26 anni, chiuse la sua carriera con 39 presenze e nove gol con l’Irlanda del Nord.


2 . Samuel Eto’o (17 anni, 98 giorni)
Camerun – Italia; 17 giugno 1998

Esattamente lo stesso giorno in cui il Whiteside fece il suo debutto 16 anni prima, Samuel Eto’o esordì ai Mondiali nella sconfitta per 3-0 del Camerun contro l’Italia. Per Eto’o, però, non era la prima volta con la maglia del Camerun: aveva già esordito in nazionale il giorno prima di compiere 16 anni, il 9 marzo 1997, e avrebbe poi partecipato ad altre tre edizioni dei Mondiali.

Nel 1998, il suo tempo in campo fu limitato a soli 24 minuti contro gli Azzurri di Cesare Maldini, ma all’edizione 2002 arrivò carico di trofei: due Coppe d’Africa consecutive e una medaglia d’oro olimpica. Tutti si aspettavano che Eto’o trascinasse i suoi compagni a eguagliare il miracolo del 1990, quando il Camerun raggiunse i quarti di finale. Invece, il suo unico gol contro l’Arabia Saudita (vittoria per 1-0) non bastò a evitare l’eliminazione al primo turno, anche se i Leoni Indomabili si rifecero l’anno successivo, arrivando secondi nella Confederations Cup del 2003 dopo aver battuto il Brasile per 1-0 con una rete proprio di Eto’o. Quel gol gli valse il trasferimento al Barcellona, dove avrebbe poi conquistato la Champions League.

Eto’o è il miglior marcatore di sempre del Camerun (56), ma solo due di questi gol sono stati realizzati ai Mondiali. Dopo la rete del 2002, nel 2010, aprì le marcature nella sfida decisiva contro la Danimarca, persa poi per 2-1. Nel 2014, altre tre sconfitte e Eto’o decise di appendere le scarpette al chiodo, dopo 116 presenze in nazionale, il terzo dato più alto nella storia del Camerun.


3 . Femi Opabunmi (17 anni, 100 giorni)
Nigeria – Inghilterra; 12 giugno 2002

La Nigeria uscì dal torneo del 2002 con l’amaro in bocca, dopo aver subito due battute d’arresto contro Argentina e Svezia che la estromisero dalla competizione. Ma nell’ultima sfida contro l’Inghilterra, terminata a reti inviolate, Femi Opabunmi si guadagnò un posto nella storia come il terzo giocatore più giovane di sempre a calcare il palcoscenico mondiale.

L’ala destra si era messa in luce l’anno prima, brillando ai Mondiali under 17 con una serie di gol e assist, tra cui una tripletta all’Australia e il pallone di bronzo come terzo miglior giocatore del torneo.

Sarebbe potuto essere l’avvio di una carriera da sogno, con le grandi squadre europee come Manchester United, Arsenal e Lione che si contendevano il suo cartellino, ma purtroppo nel giro di quattro anni Opabumi dovette dire addio al calcio per un problema agli occhi che degenerò in glaucoma, rendendolo cieco da un occhio.


4 . Salomon Olembé (17 anni, 184 giorni)
Camerun – Austria; 11 giugno 1998

Prima che il già citato Eto’o facesse il suo esordio mondiale, Salomon Olembé aveva già scritto la storia del Camerun. A soli 16 anni, era diventato il più giovane leone indomabile a calcare i campi della Coppa del Mondo (e il secondo di tutti i tempi), dopo aver impressionato nella sua prima partita in nazionale giocata nel leggendario stadio di Wembley contro l’Inghilterra.

Olembé non si era fermato lì. Nella sua stagione d’esordio con il Nantes in Ligue 1, aveva confermato il suo talento e la sua fama alla sua prima Coppa d’Africa, pochi mesi prima del Mondiale 1998. Al suo debutto nella competizione continentale, aveva servito un assist vincente ad Alphonse Tchami, che aveva segnato l’unico gol nella vittoria contro i padroni di casa del Burkina Faso.

Il suo ingresso al 65’ contro l’Austria era stata il preludio a due titolarità nelle successive sfide del Camerun, seguite da altre 3 presenze nell’edizione del 2002. In totale avrebbe collezionato 66 presenze con la sua nazionale e avrebbe fatto parte della squadra vincitrice di due Coppe d’Africa di fila nel 2000 e nel 2002. A livello di club, è ancora ricordato con affetto come uno dei protagonisti del Nantes che vinse la Ligue 1 nella stagione 2000-2001, oltre ai due successi consecutivi nella Coupe de France.


5 . Pelé (17 anni, 234 giorni)
Brasile – URSS; 15 giugno 1958

E concludiamo con Pelé, il re dei record, il giocatore che ha stabilito molti primati irraggiungibili nella fase finale dei Mondiali. Chissà cosa avrebbe potuto fare se non avesse subito un infortunio al ginocchio che lo aveva costretto a saltare le prime partite nell’edizione del 1958 in Svezia. Ma quando scese in campo contro l’URSS, dimostrò tutto il suo precoce talento fornendo l’assist per il secondo gol di Vavá nel 2-0 finale. Da lì in poi, il brasiliano dominò la fase a eliminazione diretta.

Con il suo gol solitario nella vittoria per 1-0 sui quarti di finale contro il Galles, diventò il marcatore più giovane nella storia della Coppa del Mondo. Con la sua tripletta nella semifinale vinta per 5-2 dalla Seleção sulla Francia, si aggiunse la medaglia di più giovane marcatore di una tripletta nella storia della Coppa. Infine, grazie alla sua doppietta nella finale vinta per 5-2 contro i padroni di casa della Svezia, risulta ancora oggi il più giovane marcatore in una finale mondiale, a soli 17 anni e 249 giorni. Le immagini di un ragazzo di 17 anni che piange di gioia sulle spalle dei suoi compagni di squadra dopo il trionfo sono ancora oggi iconiche.