Top Players: Svezia

Non è tra le nazionali big al mondo, eppure il talento non è mai mancato in terra svedese: Nordhal, Liedholm, Nordqvist e ovviamente Sua Maestà Ibrahimovic

C’è stato un tempo in cui la Svezia era una delle nazionali di maggior prestigio in Europa, una nuova scuola calcistica, per giunta zeppa di fenomeni, che sembrava avviata a scrivere pagine di gloria nella storia del football scandinavo e non solo. Avvantaggiati per non aver dovuto patire le traversie che si abbatterono in Europa a causa della Seconda Guerra Mondiale, gli svedesi seppero approfittare della situazione, forti d’una cultura che privilegiava ancora il romanticismo del dilettantismo, ormai praticamente scomparso altrove.

Il guaio fu che, all’apice dell’ascesa (finale Mondiale del ’58), i gialloblu non riuscirono a centrare quel successo tanto meritato; storia, questa, che si è ripetuta ciclicamente. Eppure il calcio in Svezia, contrariamente a quanto si possa pensare, non è solo una questione fisica. Innumerevoli sono stati, infatti, i talenti puri che hanno dato lustro alla nazionale.

Il primissimo successo del calcio svedese fu il Bronzo olimpico nel 1924, medaglia bissata nel ‘48 a Londra, dove i gialloblu vinsero l’Oro, affermandosi così sul piano internazionale. Dopo la seconda medaglia di Bronzo del ’52, nel 1958 l’organizzazione dei mondiali di calcio dette la spinta ad uno straordinario gruppo per sfiorare la storica affermazione. Solo il Brasile fermò la corsa dei padroni di casa che dovettero accontentarsi di un comunque storico secondo posto.

La sconfitta in semifinale nell’Europeo casalingo del 1992 gettò le premesse per affrontare, due anni dopo, il mondiale americano nel quale, però, ancora una volta i brasiliani, arrestarono, questa volta in semifinale, la corsa dei sorprendenti svedesi che chiusero terzi, come nel ‘50, rimandando ancora l’appuntamento con la storia.

PORTIERI

Thomas Ravelli

Difficile è la scelta del nostro portiere, vista la caratura dei due migliori interpreti. Per quello che ha dato alla nazionale, però, è giusto affidarci all’eterno Thomas Ravelli: 143 presenze che ovviamente ne fanno il recordman tra gli svedesi. Un Europeo e due Mondiali sulle spalle. Ad Usa ’94 dette il suo contributo nel drammatico quarto di finale contro i rumeni, parando due rigori. Un monumento.

Ronnie Hellström

Sembra paradossale ma i gradi di secondo vanno a Ronnie Hellström, considerato da molti il più grande portiere svedese di sempre: la sua sfortuna, però, è stata quella di non vincere alcun trofeo. Resta il fatto che negli anni ‘70 è stato uno dei migliori nel ruolo, tanto da piazzarsi sesto nella corsa al Pallone d’Oro del ‘78.

DIFENSORI

Orvar Bergmark

Come terzino destro scegliamo Orvar Bergmark, miglior calciatore svedese nel ’58 anno in cui si distinse brillantemente in quel fantastico gruppo che contese al Brasile la Coppa del Mondo. Al termine della manifestazione fu eletto nella Top 11 del torneo, e dire che all’epoca giocava in seconda divisione!

Erik Nilsson

A sinistra invece Erik Nilsson colonna del Malmoe, dove fece incetta di trofei. I suoi successi più prestigiosi, però, li colse in nazionale, centrando l’Oro Olimpico nel ’48 e il Bronzo quattro anni dopo. Insieme allo svizzero Bickel è l’unico giocatore al mondo ad aver disputato i Mondiali sia prima che dopo la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1950 era il capitano di quel gruppo di “dilettanti” che sfiorò la finale Mondiale, tanto da meritarsi il premio quale miglior giocatore svedese. Nel 2003 fu inserito nella Hall of Fame del calcio svedese come Bergmark.

Björn Nordqvist

Al centro scegliamo Björn Nordqvist difensore di spaventosa longevità agonistica. Con la Svezia, infatti, giocò tre Campionati Mondiali, collezionando ben 115 presenze. Miglior calciatore svedese nel ‘68, dopo aver vinto due campionati e una coppa con la maglia del Norrkoping si trasferì al PSV vincendo coppa e campionato olandese. Le sue ferree e implacabili qualità difensive gli garantirono nel 2004 l’ingresso nella Hall of Fame.

Åke Johansson

Partner di Nordqvist è Åke Johansson, leader difensivo del Norrkoping e della nazionale che con lui in campo non perse mai. Sicuro, autoritario, elegante, fu eletto miglior giocatore svedese nel ‘57. L’anno seguente al Mondiale il C.T. George Raynor non Io fece mai scendere in campo, commettendo quello che in seguito fu definito “il più grande errore del calcio svedese di tutti i tempi”: pare che Garrincha sapendolo seduto in panca tirò un sospiro di sollievo. È stato uno dei liberi più forti del suo tempo in Europa.

Roland Nilsson

Di gran valore anche le riserve. A destra pesano come un macigno le 116 presenze (terzo “all rime” in graduatoria) di Roland Nilsson, terzino destro di quella Svezia che chiuse terza ad Euro ‘92 e Usa ‘94. Elemento tanto affidabile quanto inesauribile. Col Goteborg oltre a tre campionati vinse pure la Coppa Uefa del 1987. mentre nel ‘96 fu eletto miglior giocatore svedese dell’anno.

Bengt Gustavsson

Sul lato opposto adattiamo Bengt Gustavsson che in realtà era il classico centromediano metodista. Insuperabile nel gioco aereo, è stato calciatore dell’anno nel ‘53 e modello di educazione e professionalità. Anche lui finalista in Svezia nel ‘58. Giocò nell’Atalanta per cinque stagioni consecutive. anche quando, da vice campione del mondo, aiutò i nerazzurri a risalire in A dopo la retrocessione per illecito.

Glenn Hysén

I due centrali difensivi, invece, sono Glenn Hysén, libero vecchio stampo, raccolse successi in patria col Goteborg vincendo la Coppa Uefa ’82, primo storico successo dì una squadra svedese in Europa, e affermandosi come uno dei migliori difensori europei. Alla Fiorentina ebbe poca fortuna, ma al Liverpool ritrovò se stesso.

Patrik Andersson

Non si può non citare anche Patrik Andersson, difensore di classe ma sfortunato, sempre in lotta con i guai fisici. Protagonista con la maglia del Bayern con cui vince la Champions nel 2001 pur sbagliando uno dei rigori nella finale contro il Valencia.

CENTROCAMPISTI

Kurt Hamrin

Il centrocampo della Svezia può contare su indiscutibili fuoriclasse. Iniziamo dalle fasce dove troviamo due micidiali esterni. A destra l’Uccellino Kurt Hamrin, ala dallo scatto irresistibile e dal dribbling mortifero. Fisico minuto ma bagaglio tecnico di prim’ordine. Superava gli avversari come se fossero birilli. I suoi 190 gol in serie A ne fanno l’ottavo marcatore di sempre del nostro campionato (dato al 2022). Vinse la Coppa dei Campioni con il Milan e in Nazionale fu argento ai Mondiali del 1958. Tra le migliori ali d’attacco di sempre.

Lennart Skoglund

Dal lato opposto Lennart Skoglund, genio folle che col piede sinistro era in grado di fare qualunque cosa. Spese la sua carriera in Italia vincendo due Campionati con l’Inter dov’era il beniamino dei tifosi grazie al suo repertorio fatto di finte e strepitose invenzioni. In nazionale giocò sia i Mondiali del 1950 che quelli del 1958. L’unico avversario che non riuscì a dribblare fu l’alcool che lo uccise prematuramente, alimentandone, però, la leggenda.

Nils Liedholm

Regista di centrocampo non può che essere il Barone Nils Liedholm. Faro della manovra svedese e di quella del Milan dove giocò per buona parte della sua carriera. Tecnica sopraffina, eleganza e savoir-faire in campo. La sua visione di gioco era impareggiabile come la sua maestria nel dettare i tempi della manovra. Emblematici gli applausi liberatori dei milanisti al suo primo passaggio sbagliato dopo anni! Con la Nazionale vinse la medaglia d’Oro alle Olimpiadi del ‘48 senza contare il secondo posto ai Mondiali del ‘58 dove firmò l’illusorio 1-0 in finale sul Brasile.

Bo Larsson

Sette campionati, quattro coppe nazionali, primo calciatore a vincere per due volte il premio quale miglior giocatore svedese, tre volte bomber dell’anno in Svezia. Sono questi gli impressionanti numeri di Bo Larsson, leggendario centrocampista gialloblù che giocò ben tre campionati del mondo (1970-1974-1978). Bravo e completo in tutte le fasi del gioco. Celebre l’affermazione del C.T. svedese Georg Ericson: “Quando scelgo i convocati inizio da Larsson e dopo passo agli altri”.

Jonas Thern

Le riserve dei due centrali sono il possente Jonas Thern, calciatore svedese dell’anno nel 1989, faceva della forza e della concretezza le sue armi migliori, perno del centrocampo gialloblù sia ad Euro ’92 che ad Usa ’ 94. Indossò la maglia della nazionale in 75 occasioni, buona parte della quali da capitano. Giocatore senza fronzoli dal rendimento sempre costante.

Fredrik Ljungberg

Caratteristiche diverse aveva invece Fredrik Ljungberg, trottolino inesauribile, capace di ricoprire tutti i ruoli del centrocampo. Giocatore tecnico, rapido e intelligente. Eccezionale nelle incursioni a rete. Uno dei migliori giocatori di sempre dell’Arsenal, in nazionale ha giocato tre campionati europei e due mondiali racimolando 75 presenze e 15 gol.

Roger Magnusson

Sull’out destro l’imprevedibilità di Roger Magnusson il “Garrincha svedese”. Ubriacante ala destra dal dribbling inarrestabile. È stato la fortuna dei suoi partner d’attacco ai quali serviva assist al bacio. Spese i suoi anni migliori con l’Olympique Marsiglia, vincendo due campionati e due coppe di Francia.

Tomas Brolin

A sinistra invece lo sfortunato Tomas Brolin perla svedese a Italia ‘90. Tecnica sopraffine, abile nel passaggio smarcante come nel dribbling. Indimenticato a Parma, un terribile infortunio ne condizionò la carriera.

ATTACCANTI

Gunnar Nordahl

Punto di riferimento per l’attacco non poteva che essere il “Pompiere” Gunnar Nordahl, un’autentica macchina da gol (è il terzo bomber di sempre in serie A, dato al 2022). Classico centravanti di sfondamento, Nordahl era un autentico ciclone che si abbatteva sui malcapitati difensori spazzandoli via come ramoscelli. Fisico da granatiere al quale abbinava una progressione inarrestabile. Oro alle Olimpiadi del ‘48 dopo il quale arrivò il trasferimento al Milan, dove segnò caterve di gol, vincendo cinque Scudetti e due Coppe Latine (l’antesignana della Coppa dei Campioni). Esempio di correttezza e di far play. 43 gol con la Svezia in sole 33 presenze, lo status di professionista gli precluse, però, maggiori fortune.

Zlatan Ibrahimović

Partner d’attacco di Nordhal è, ovviamente, Zlatan Ibrahimović. Attaccante di classe purissima, capace di colpi d’alta scuola in ciascun fondamentale. Cattivo, antipatico ma un vincente con gli occhi della tigre. Tra i giocatori più forti e longevi di sempre, croce e delizia per tifosi, compagni e allenatori che si affidano, però, sempre e comunque alle sue giocate. Sicuramente il miglior calciatore svedese di sempre.

Gunnar Gren

Veniamo alle riserve: spedire in panca Gunnar Gren è una vera e propria ingiustizia, per un campione del suo calibro. Oro alle Olimpiadi del ’48, Argento ai Mondiali dieci anni dopo. Gren era un mezz’ala tecnica dalla superba visione di gioco. Insieme a Liedholm e Nordhal formò il leggendario “Gre-No-Li”, il trio delle meraviglie, sinonimo di spettacolo c gol che fece le fortune del Milan.

Henrik Larsson

L’ultimo posto a disposizione se lo aggiudica Henrik Larsson attaccante di straordinaria efficacia sotto porta, capace di prendere parte a ben sei fasi finali tra Europei e Mondiali (106 presenze e 37 reti in totale) Idolo incontrastato per i tifosi del Celtic che lo chiamavano “God”. Un miracolato vista la tremenda frattura di tibia e perone che avrebbe potuto costargli la carriera. Leggendari i suoi dreadlocks biondi esibiti fino al 2001.

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