Mondiali 1994: Italia-Bulgaria 2-1

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Roby Baggio ci porta in Paradiso

Di nuovo, e per due volte, con Roberto Baggio. Di nuovo, ed è la terza volta nel dopoguerra, Italia in finale. Dove volevamo e dove pensavamo si potesse, la nazionale di Sacchi è arrivata. Ha spiantato la Bulgaria nei quattro minuti centrali del primo tempo, incidendo la pietra dura della storia con Roberto Baggio, centrando un palo con Albertini tra le due prodezze dello juventino, mancando di un capello il terzo gol con Maldini. L’Italia avrebbe potuto chiudere la partita in meno di 40′ e giocare a risparmiarsi. Invece, ha subito un rigore (giusto) di Stoichkov, ha rischiato di vedersene sanzionare un altro contro, per fallo di mano in area di Costacurta, ha sofferto troppo fino a un quarto d’ora dalla fine, quando è apparso chiaro che la Bulgaria non ci avrebbe neppure provato più.

Stavolta l’arbitro non ha danneggiato l’Italia. Neanche in occasione dell’ammonizione di Costacurta, che priverà il centrale della seconda finale in meno di tre mesi (dopo quella di Atene con il Milan), Quiniou è stato censurabile. Dispiace per l’Italia perchè senza Costacurta la difesa è un’ altra difesa. Si può sperare nel miracoloso recupero di Baresi? Non crediamo. Sarebbe già consolante rimettere in piedi Dino e Roberto Baggio, ma per quest’ultimo la diagnosi parla di stiramento e la finale di Pasadena si allontana. Così si spiega l’uscita dal campo in lacrime.

L’avvio, in un’atmosfera tutta italiana, è molto contratto: Iankov marca Roberto Baggio a uomo, la Bulgaria è attendista con la palla e raccolta senza. Il primo tiro verso la porta è di Donadoni, fuori, quello in porta di Kostadinov, parato da Pagliuca. I bulgari tengono larghe le due punte Stoichkov e Kostadinov per gli inserimenti dei centrocampisti. Buono il lavoro di Roberto Baggio per Casiraghi al 12′. Bello lo sganciamento di Mussi al 14′, anche se l’Italia è evidentemente legata. Manca movimento sulle fasce e davanti, così spesso i centrocampisti non sanno chi servire o, quando lo fanno, trovano la difesa bulgara già piazzata. Il pressing degli azzurri è appena accennato, si vede che nessuno intende sprecare una goccia d’energia. Il vantaggio dell’Italia è prima di tutto una stupefacente invenzione di Roberto Baggio, poi un episodio che indirizza la partita. L’azione parte da sinistra dove Baggio vince un contrasto con Iankov e in vantaggio su Houbtchev lo salta in destrezza e poi, prima che la palla tocchi terra, la accarezza con un destro interno a rientrare sul quale il portiere Mikhailov si allunga invano.

Duello tra Mussi e Stoichkov

Duello tra Mussi e Stoichkov

Non passa un minuto e Albertini si costruisce due occasioni: sulla prima, centra il palo dopo il servizio di Baggio (22′, c’è anche una deviazione di Mikhailov); sulla seconda, inventa un pallonetto dal limite che solo l’abilità del portiere bulgaro riesce a vanificare. E’ il momento di insistere. Così, da angolo, Donadoni allarga palla ancora ad Albertini sul centro destra, stavolta. Il centrocampista crea un assist per Roberto Baggio che si stacca dal suo marcatore, si allarga e cerca una torsione meravigliosa. Ancora il destro, di interno pieno, disegna un tiro diagonale che finisce la sua corsa nell’angolo alla destra di Mikhailov. L’Italia potrebbe raddoppiare ancora con Baggio e con Donadoni. Riesce proprio tutto agli azzurri: il pressing è più aggressivo e, soprattutto, si vedono le ripartenze veloci sulla riconquista della palla in zona alta.

E’ una superiorità che potrebbe essere assoluta, ma basta un’ incertezza di Benarrivo, a sinistra, al 37′, per produrre un tiro che Balakov esegue da sinistra dopo un rimpallo su Mussi. Fuori di poco. Come spesso capita, da partita ipoteticamente chiusa si passa a partita riapertissima: è sempre Balakov che semina tutti al limite dell’ area avvolgendo la palla in un dribbling eccellente: saltano Berti, Mussi, viene superato Costacurta di slancio, a bloccarlo non riesce neppure Pagliuca, cui non resta che il placcaggio. Rigore netto e giusto che Stoichkov non sbaglia spiazzando il portiere azzurro. L’episodio accade proprio quando migliore è la qualità del gioco dell’Italia e quando sarebbe necessario non sprecare energie.

Giancarlo Padovan -Il Corriere della Sera del 14/07/1994

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13-7-1994, New York (MO)
Italia-Bulgaria 2-1
Reti: 21’ e 25’ R. Baggio, 44’ Stoichkov rig.
Italia: Pagliuca, Mussi, Benarrivo, Albertini, P. Maldini, Costacurta, Berti, D. Baggio (55’ Conte), Casiraghi, R. Baggio (71’ Signori), Donadoni. Ct: A. Sacchi.
Bulgaria: Mihailov, Kiriakov, Zvetanov, Yankov, Ivanov, Hubchev, Kostadinov (71’ Yordanov), Lechkov, Sirakov, Stoichkov (78’ Guenchev), Balakov. Ct: D. Penev.
Arbitro: Quiniou (Francia).

LE PAGELLE

PAGLIUCA 6
E’ il simbolo della nazionale: il mondiale su e giù , come le montagne russe del luna park. Anche in

una giornata vincente, è in agguato l’ episodio jellato: rigore provocato su Sirakov.
MUSSI 6
Sacchi riprova la scommessa, ma ad alzare la posta c’ è la variabile Stoichkov, pronto a creare
problemi. Mussi, per prendere coraggio, cerca qualche avanzata in proprio, per farsi inseguire.
Co imputato, con Berti, nella distrazione che propizia il rigore del 2-1.
COSTACURTA 7
Il mondiale più bello finisce al 16′ della ripresa, per un’ ammonizione che lo impietrisce. Destino
del suo anno migliore e più sfortunato: dopo quella di Coppa dei campioni, salterà la finale
mondiale per l’ eccessivo zelo di Quiniou. Anche ieri, però , è stato il nuovo Baresi.
MALDINI 7,5
Lui ad Atene c’ era e cerca di ricordarlo a Stoichkov fin dall’inizio. L’idea bulgara, però , è inserire
Kostadinov nelle pieghe della difesa, in profondità : Maldini vigila. E’ in grande ripresa fisica e
Sacchi ne avrà bisogno per una finale in salita senza il recupero di Baresi.
BENARRIVO 6,5
orrebbe correre, sempre e comunque, sulla spiaggia verde del prato, come al Bagno Lendenusa di
tanti anni fa a Brindisi. Poco importa che davanti ci sia Letchkov, dipinto all’ inizio come il babau
pelato. E’ così che Benarrivo nasconde qualche sbavatura difensiva.
BERTI 6
Sacchi gli chiede di sopportare un’ altra giornata di caldo e di lavoro nella terra di nessuno che sta
fra i reparti. In ripresa, torna l’ anarchico ragionato: bene in avvio, poi un calo ma un buon finale.
ALBERTINI 7
Deve mettere ordine fra tutte le ruggini di un Mondiale arrivato alla sesta partita. In un torneo così equilibrato e tattico, gli scacchi del centrocampo sono in mano sua e Demetrio varia le mosse: un tiro sul palo, l’assist del raddoppio.
D. BAGGIO 6
Affonda le radici venete nel terreno del Giants Stadium: podismo, contrasti, potenza atletica
spianata in faccia agli avversari. Si arrende solo a un risentimento muscolare, che adesso spaventa
in prospettiva. Sacchi sa che Dino è insostituibile.
DONADONI 7
Ha il compito di far dimenticare pure la polemica Signori, appostato a sinistra nella cerniera di
centrocampo. L’ inizio è con il motore ingolfato: forse più di altri ha brutti ricordi di Italia ’90.
Ma quando la squadra sale, è lui a spingere forte.
R. BAGGIO 9
Decisivo. La perla arriva al 21′, quando ripete in orizzontale il gol capolavoro fatto in verticale
contro la Cecoslovacchia a Italia ’90. Uno, due uomini saltati, la palla a trovare l’angolo lontano.
Uno striscione in tribuna gli dice: Roby, Valentina ti ama. Anche Iankov gli dimostra affetto,
seguendolo in ogni parte del campo, prima di essere punito anche dal secondo colpo.
Esce tenendosi una gamba e seminando inquietudine in vista della finale.
CASIRAGHI 6
Torna a fare l’ ariete offensivo, per aprire gli spazi nell’ ostrica della difesa bulgara. Compito
difficile, perchè gli avversari presidiano sempre almeno in cinque. E’ il solito catalizzatore di falli
subiti, ma pecca di scarsa velocità (gambe più intuito) quando nel finale del primo tempo spreca il
contropiede del 3 0 e del k.o. definitivo.
SIGNORI s.v.
Sostituisce Baggio e può giocare da punta, ma tenendo anche d’ occhio i ripiegamenti. Entrare in
una squadra stanca non lo aiuta, ma è lo stesso gioia.
CONTE 6,5
Al posto di Dino Baggio deve coprire da centrale e non, come contro la Spagna, a destra. Lo fa da
gregario, ma utilmente.