Coppa UEFA 1989/90: JUVENTUS

Zoff guida i bianconeri al loro secondo successo


Prima del successo del Napoli, nelle precedenti 30 edizioni del torneo – Coppa delle Fiere compresa – il calcio italiano si era portato a casa il trofeo solo in due circostanze: Roma 1960-61 e Juventus 1976-77. In un colpo solo con i successi di Napoli e, in questa edizione, Juventus il Belpaese eguaglia il bottino degli oltre trent’anni precedenti avviando un dominio che contraddistinguerà tutto il decennio degli anni Novanta.

Quella che si impone in questo torneo è l’ultima Juventus di Dino Zoff, tecnico serio e preparato che ha consentito alla Vecchia Signora di tornare a sollevare qualche trofeo dopo gli anni magri del post Platini. Nonostante il successo in Coppa Uefa, bissato da quello in Coppa Italia, il portiere mundial sarà costretto a lasciare la Juventus nelle mani del profeta del calcio champagne, Gigi Maifredi, al termine di questa stagione. La squadra di Zoff non è tra le più competitive sulla carta, ma il tecnico modella il gioco su misura per gli uomini che si trova a disposizione e ottiene i massimi risultati.

La difesa non è eccezionale ma Tacconi copre le spalle e i buchi dei compagni in una delle migliori stagioni della sua carriera; Galia, Alejinkov e Marocchi sono gli uomini di quantità di un centrocampo magari povero di fantasia ma tremendamente solido; Rui Barros varia su tutto il fronte con le sue serpentine mettendosi al servizio della coppia Schillaci-Casiraghi. Totò fa le prove generali per le Notti Magiche, Pierluigi a soli 21 anni è la sorpresa della manifestazione. I bianconeri incontreranno in finale la Fiorentina, in un clima abbastanza teso per l’imminente passaggio di Baggio dai viola alla Vecchia Signora.

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Le altre due italiane si fermano prima della ripresa primaverile delle ostilità: la cenerentola Atalanta non supera neppure un turno, arenandosi di fronte allo Spartak Mosca, mentre il Napoli detentore del titolo subisce un brusco stop dal Werder Brema, che passa al San Paolo (2-3) e dilaga in Germania (5-1). Per la Juventus il torneo inizia in discesa e con sette vittorie consecutive la formazione di Zoff fa capire che per alzare il trofeo bisognerà fare i conti anche con lei. Gornik Zabrze, Paris St. Germain, Karl-Marx-Stadt vengono passati di un fiato e contro l’Amburgo, in Germania, arriva il settimo sigillo dietro fila grazie alla coppia gol Schillaci-Casiraghi. A Torino, la Juve si rilassa dopo il gol di Galia e subisce nel finale l’uno-due tedesco che pone fine alla serie magica dei bianconeri.

In semifinale è ancora una volta Italia-Germania: la Juventus pesca il Colonia e la Fiorentina, che al primo turno si era salvata ai rigori contro l’Atletico Madrid, se la vedrà con il Werder Brema dopo aver affidato la panchina a un altro uomo di Spagna come Ciccio Graziani, subentrato a Bruno Giorgi. La Juventus domina la partita di andata al Comunale dando anche spettacolo ed è in vantaggio per 3-0 (Rui Barros, Casiraghi, Marocchi) a dieci minuti dal termine quando all’improvviso cede di schianto. Il Colonia va a segno due volte nel finale quando sale in cattedra Littbarski, ponendosi in una posizione più vantaggiosa in vista del ritorno. In Germania la Juve punta a non prenderle, stoico Dario Bonetti in posizione di libero, e resiste fino alla fine elevando un monumento a Tacconi che al 91′ compie una prodigiosa parata su staffilata ravvicinata di Steiner.

E’ derby italiano in finale perché la Fiorentina di Graziani piega il Werder grazie all’1-1 in trasferta marchiato Nappi e protegge lo 0-0 a Perugia dove è costretta a giocare vista l’indisponibilità del Franchi a causa dei lavori in vista di Italia ’90. Il primo round va in scena a Torino e per un tempo si registra un monologo viola. Galia dà l’immediato vantaggio ai padroni di casa, ma pareggia subito l’ex juventino Buso di testa. Nappi e Di Chiara sono imprendibili per De Agostini e Napoli in evidente difficoltà e i viola sfiorano più volte il vantaggio fermati da un gigantesco Tacconi. Nell’intervallo Zoff si fa sentire dai suoi e dagli spogliatoi esce una Juve trasformata. La Fiorentina, prevedibilmente, perde d’intensità e la Juve ne approfitta cinicamente con Casiraghi e De Agostini (da fuori area di destro con Landucci non immune da colpe) che fanno 3-1. Il ritorno si gioca ad Avellino. Tacconi dice di no a tutte le sortite viola, il neojuventino Baggio non incide più di tanto e alla fine il sincero e genuino abbraccio dei giocatori bianconeri a Dino Zoff è la fotografia del trionfo della Vecchia Signora.


IL TABELLONE DELLA COPPA UEFA 1989/90

Turno Preliminare
Trentaduesimi di finale
Sedicesimi di finale
Ottavi di finale
Quarti di finale
Semifinali
Finale

CLASSIFICA MARCATORI

Giocatore Reti Minuti Squadra
Falko Götz 6 614 Köln Köln
Karlheinz Riedle 6 685 Bremen Bremen
Enzo Scifo 5 675 Auxerre Auxerre
Emilio Fenoll 4 180 Valencia Valencia
Jean-Christophe Thomas 4 299 Sochaux Sochaux
Pierluigi Casiraghi 4 516 Juventus Juventus
Nico Claesen 4 598 Antwerp Antwerp
Luc Ernes 4 684 Liège Liège
Wynton Rufer 4 900 Bremen Bremen
Salvatore Schillaci 4 1044 Juventus Juventus