Ascesa e declino del Trofeo Berlusconi
Dal 1991 al 2015, il Trofeo Berlusconi ha segnato le estati del calcio italiano tra scaramanzie, rivalità Milan-Juventus e una maledizione che terrorizzava i vincitori.
Dal 1991 al 2015, il Trofeo Berlusconi ha segnato le estati del calcio italiano tra scaramanzie, rivalità Milan-Juventus e una maledizione che terrorizzava i vincitori.
Dopo la sconfitta di Firenze, la terza consecutiva, la squadra di Trapattoni si ritrovò ad un solo punto dalla zona retrocessione.
9 novembre 1986: la storica vittoria del Napoli di Maradona contro la Juventus a Torino che segnò la fine del dominio bianconero e l’inizio di una nuova era del calcio italiano. Riviviamo quella partita leggendaria.
Nel maggio 1991 il Genoa di Bagnoli battè la Juventus 2-0 garantendosi un insperato quarto posto ed estromettendo la squadra di Maifredi dalle Coppe europee.
Il trionfo mondiale dell’Italia nel 1982 sembrava presagire una stagione trionfale per la Juventus. Ma il calcio sa essere beffardo, e la prima giornata di Serie A regalò una clamorosa sorpresa al Ferraris contro la Sampdoria.
Si conclude con l’ennesimo scudetto il decennale di Trapattoni. La Roma di Eriksson e del cannoniere Pruzzo perde sul traguardo un titolo già vinto
Torino, 1905. La Juventus conquista il suo primo scudetto grazie a due improbabili eroi: Jack Diment e James Squair. Due giovani scozzesi il cui viaggio in Italia si trasformerà in una leggenda calcistica.
Il 21 agosto 1983, allo stadio Curi, il Perugia sconfisse la Vecchia Signora nella partita d’esordio di Coppa Italia. Una rete entrata nella storia del club umbro.
Quando il famoso “Stile Juventus” venne sacrificato sull’altare del berlusconismo
Quinto scudetto consecutivo per la Juventus, stavolta al fotofinish precedendo l’Ambrosiana-Inter e la Fiorentina. Capocannoniere Enrique Guaita della Roma con 28 gol. Cade un’altra grande: la mitica Pro Vercelli.
Quarto scudetto consecutivo per la Juventus, sempre seguita dall’Ambrosiana-Inter e dalla rivelazione Napoli. Capocannoniere ancora Felice Borel della Juventus con 31 reti. Retrocedono le storiche Genova 1893 e Casale assieme al Padova.
I bianconeri finirono in fondo al girone piemontese nel campionato 1912-13. Ma si salvarono grazie a un «capolavoro di diplomazia»: la Federazione autorizzò l’iscrizione al gruppo… lombardo nella stagione successiva. Di qui partì la rinascita: nel torneo 1913-14, la squadra si sarebbe piazzata al quarto posto assoluto.
Indimenticabile Juve, quella di Platini e Boniek. Che più di altre toccò le corde emotive del tifo per essere oggi rimpianta dai tifosi della Signora del calcio italiano come l’ultima, … Leggi tutto
Per la stagione 1994/95 rivoluzione alla Juve: Bettega vicepresidente esecutivo, Lippi allenatore. E poi: Paulo Sousa, Deschamps, Jarni, Ciro Ferrara. Battendo il Milan a San Siro arriva lo scudetto dopo una lotta infinita col Parma, affrontato anche in Coppa Uefa e Coppa Italia.
Una stagione di riscatto spettacolare nata dalle delusioni di Atene. Platini, capocannoniere del campionato, trascina i bianconeri sulla strada del gol e dei trionfi: nazionali e internazionali.
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