Coppa Campioni 1974/75: BAYERN MONACO

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Bis tedesco, nella finale di Parigi hooligans scatenati


La storia

Il Bayern si presenta al via della 20a edizione della Coppa dei Campioni con sei freschi campioni del mondo nelle proprie fila, con Dettmar Cramer come nuovo allenatore, e con i favori del pronostico per la vittoria finale. Il ruolo di squadra da battere e la pressione che questo comporta non reca alcun disturbo ai bavaresi che avanzano come un carro armato fino all’atto conclusivo. Esentati dal primo turno, i campioni in carica disputano un nuovo derby con una squadra tedesca orientale negli ottavi, il Magdeburgo, superata di misura sia in casa che in trasferta con tutti e cinque i gol bavaresi segnati da Gerd Müller. Nei quarti Beckenbauer e soci superano i sovietici dell’Ararat Erevan e in semifinale sono posti di fronte ai francesi del Saint Etienne, che cinque anni prima avevano eliminato i tedeschi al primo turno con un’incredibile rimonta (3-0), dopo aver perso l’andata 2-0 a Monaco.

Questa volta non ci sono sorprese e il Bayern consuma la sua vendetta che lo proietta in finale, dove è atteso dallo “squalo” Joe Jordan e dal suo Leeds United, il cui cammino è stato più problematico, avendo dovuto incontrare avversari come l’Anderlecht e il Barcellona. A Parigi purtroppo la violenza fa la sua comparsa per la prima volta in una finale di Coppa dei Campioni. Molti tifosi del Leeds arrivano alla partita già ubriachi e dopo aver seminato il panico nelle zone circostanti il Parco dei Principi. Quando l’arbitro francese Kitabdjian annulla un gol a Lorimer scoppiano violenti scontri che vedono coinvolti i supporter inglesi e la polizia francese.

Nel corso dell’incontro, con il risultato ancora fermo sullo 0-0, l’arbitro non concede un evidente rigore per il Leeds dopo un netto fallo di Beckenbauer su Clark e scatena ancora di più le ire degli hooligans. In un cupo scenario di violenza in cui il calcio sembra ormai relegato ai margini, prosegue una partita brutta e nervosa, in cui non mancano falli cattivi a incendiare un contesto già di per sé molto caldo. Dopo soli due minuti Bjorn Andersson, difensore svedese del Bayern, è messo fuori combattimento da un tackle assassino di un avversario e sul finire del primo tempo anche Hoeness, già in condizioni precarie, deve abbandonare il campo. Al suo posto entra Klaus Wunder, che va a fare il centravanti con Gerd Müller arretrato a centrocampo.

Il bomber tedesco sorprende tutti, disputando una ripresa tatticamente perfetta, in cui mette in mostra una visione di gioco sorprendente per la sua fama di satanasso dell’area di rigore. Alla fine il Bayern, aiutato dalla fortuna, trionfa imponendosi più con la forza di volontà e con l’esperienza che con la classe. Negli ultimi venti minuti Roth e Gerd Müller sigillano la vittoria, mentre i tifosi del Leeds proseguono i loro misfatti all’interno e all’esterno dello stadio. A causa degli incidenti, il club inglese verrà punito dall’Uefa con una squalifica dalle competizioni internazionali.

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L’uomo-simbolo: Franz Beckenbauer

Franz Beckenbauer è stato il più forte giocatore tedesco di sempre. La classe, l’intelligenza e il carisma da leader lo hanno fatto primeggiare in qualsiasi posizione.
Aveva iniziato come centravanti nelle giovanili del Monaco 1860 prima e del Bayern poi, salvo spostarsi a terzino al debutto in prima squadra con il Bayern a diciassette anni nella stagione ’62-63 e poi a mediano.
La classe è sublime, la personalità è in rilievo e seppure giovanissimo Franz si impone come “kaiser” del suo club e pure della Nazionale, che arriva seconda al Mondiale del 1966. Poco dopo la Coppa del Mondo il Ct tedesco Helmut Schön gli troverà la collocazione ideale nella posizione di libero, di cui Beckenbauer offre una interpretazione rivoluzionaria: anziché limitarsi a spazzare l’area di rigore, diventa il primo regista della squadra, di cui governa il gioco con lanci lunghi di geometrica precisione.
Conquista cinque titoli nazionali (4 con il Bayern e 1 con l’Amburgo), 3 Coppe dei Campioni, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Coppa delle Coppe, 4 Coppe di Germania e 2 Palloni d’Oro, oltre a un campionato del Mondo e un Europeo con la Nazionale.

Sullo 0-0, l’arbitro non concede un evidente rigore per il Leeds dopo un netto fallo di Beckenbauer su Clark

Le Italiane: Lazio

La Lazio, rappresentante italiana designata dopo la vittoria del suo primo scudetto, non può partecipare a causa della squalifica inflittale dall’Uefa in seguito agli incidenti scoppiati prima, durante e dopo la partita di Coppa Uefa giocata contro l’Ipswich Town l’anno precedente. La Lazio dovrà aspettare 25 anni, prima di calcare il palcoscenico della Coppa Campioni. Poiché per regolamento il titolo non è trasferibile, nessuna squadra italiana prende parte a questa edizione della manifestazione.


IL TABELLONE DELLA COPPA CAMPIONI 1974/75

Primo Turno

Bayern Monaco qualificato d’ufficio come detentore della Coppa agli ottavi di finale
Magdeburgo qualificato per sorteggio agli ottavi di finale
Vllaznia rinuncia per l’autarchia del governo albanese 
Lazio squalificata dall’UEFA per un anno dalle coppe europee

Squadra 1 Totale Squadra 2 Andata Ritorno
Hvidovre Danimarca 1 – 2 Polonia Ruch Chorzów 0 – 0 1 – 2
Jeunesse d’Esch Lussemburgo 2 – 5 Turchia Fenerbahçe 2 – 3 0 – 2
Hajduk Spalato Jugoslavia 9 – 1 Islanda Kevflavik 7 – 1 2 – 0
Saint-Étienne Francia 3 – 1 Portogallo Sporting Lisbona 2 – 0 1 – 1
Universitatea Craiova Romania 3 – 4 Svezia Åtvidaberg 2 – 1 1 – 3
Valletta Malta 2 – 4 Finlandia HJK Helsinki 1 – 0 1 – 4
VÖEST Linz Austria 0 – 5 Spagna Barcellona 0 – 0 0 – 5
Feyenoord Paesi Bassi 11 – 1 Irlanda del Nord Coleraine 7 – 0 4 – 1
Viking Norvegia 2 – 6 URSS Ararat Yerevan 0 – 2 2 – 4
Levski-Spartak Bulgaria 1 – 7 Ungheria Újpesti Dósza 0 – 3 1 – 4
Leeds Inghilterra 5 – 3 Svizzera Zurigo 4 – 1 1 – 2
Celtic Scozia 1 – 3 Grecia Olympiakos 1 – 1 0 – 2
Slovan Bratislava Cecoslovacchia 5 – 5 (g.f.c.) Belgio Anderlecht 4 – 2 1 – 3
Cork Celtic [1] Irlanda Cipro Omonia

[1] Cork Celtic fu qualificato automaticamente agli ottavi di finale a causa della rinuncia dell’Omonia, ritiratasi a causa della situazione politica di Cipro

Ottavi di Finale
Squadra 1 Totale Squadra 2 Andata Ritorno
Ruch Chorzów Polonia 4 – 1 Turchia Fenerbahçe 2 – 1 2 – 0
Hajduk Spalato Jugoslavia 5 – 6 Francia Saint-Étienne 4 – 1 1 – 5 (d.t.s.)
Bayern Monaco Germania 5 – 3 Germania Est Magdeburgo 3 – 2 2 – 1
Cork Celtic Irlanda 1 – 7 URSS Ararat Yerevan 1 – 2 0 – 5
Újpesti Dósza Ungheria 1 – 5 Inghilterra Leeds 1 – 2 0 – 3
Anderlecht Belgio 5 – 4 Grecia Olympiakos 5 – 1 0 – 3
Feyenoord Paesi Bassi 0 – 3 Spagna Barcellona 0 – 0 0 – 3
HJK Helsinki Finlandia 0 – 4 Svezia Åtvidaberg 0 – 3 0 – 1
Quarti di Finale
Squadra 1 Totale Squadra 2 Andata Ritorno
Ruch Chorzów Polonia 3 – 4 Francia Saint-Étienne 3 – 2 0 – 2
Bayern Monaco Germania 2 – 1 URSS Ararat Yerevan 2 – 0 0 – 1
Leeds Inghilterra 4 – 0 Belgio Anderlecht 3 – 0 1 – 0
Barcellona Spagna 5 – 0 Svezia Åtvidaberg 2 – 0 3 – 0
Semifinale
Squadra 1 Totale Squadra 2 Andata Ritorno
Saint-Étienne Francia 0 – 2 Germania Bayern Monaco 0 – 0 0 – 2
Leeds Inghilterra 3 – 2 Spagna Barcellona 2 – 1 1 – 1

Finale
28 maggio 1975 – Parco dei Principi, Parigi
BAYERN MONACO – LEEDS 2-0
Reti: 71′ 1-0 Roth, 81′ 2-0 Müller
Bayern Monaco: Maier; Beckenbauer, Schwarzenbeck, Dürnberger, Andersson (Weiss 4); Zobel, Roth, Kapellmann; Hoeness (Wunder 42), Müller, Torstensson
CT: Cramer
Leeds: RStewart; Reaney, F.Gray, Madeley, Hunter; Bremner, Giles, Yorath (E.Gray 80); Lorimer, Clarke, Jordan
Ct: Armfield
Arbitro: Kitabdjian (Francia)

CLASSIFICA MARCATORI

Gol Giocatore Squadra
5 URSS Eduard Markarov Ararat Ararat
5 Germania Gerd Müller Bayern Monaco
4 Svezia René Almqvist Atvidaberg Åtvidaberg
4 Spagna Manuel Clares Barcellona
4 Spagna Carles Rexach Barcellona
4 Inghilterra Allan Clarke Leeds Utd
4 Scozia Peter Lorimer Leeds Utd
4 Jugoslavia Jurica Jerković Hajduk Spalato Hajduk Spalato
4 Austria Willi Kreuz Feyenoord
4 Paesi Bassi Lex Schoenmaker Feyenoord
4 Francia Hervé Revelli Saint-Etienne Saint-Étienne