Un tocco di Capello e l’Inghilterra è servita

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1973: il tempio di Wembley vide il trionfo del calcio all’italiana. Gli inglesi avevano definito la Nazionale azzurra una squadra “di camerieri”. Ma Capello fece ammutolire lo stadio: i “camerieri” lo avevano domato con astuzia pari alla superiorità tecnica.


1973: i “messicani” di Valcareggi, giunti secondi dietro il Brasile di Pelé nei Mondiali del 1970 sembrano soffrire di un precoce declino. Ma tra la fallimentare corsa all’Europeo 1972 (eliminati dal Belgio) e quello che sarà lo sfascio di Monaco 74, gli azzurri rialzano inaspettatamente la cresta nel corso del 1973 quando per celebrare una ricorrenza federale (il 75esimo della Figc), viene organizzata una doppia amichevole di lusso, con Brasile prima e Inghilterra poi nei panni degli ospiti d’onore.

Una franca vittoria sui campioni del mondo cinque giorni prima prepara la partita coi Maestri. Il pomeriggio del 14 giugno, al Comunale di Torino, vede gli inglesi attaccare nel caldo opprimente e gli italiani colpire con freddezza, al culmine di giocate di alta qualità. Una invenzione di Rivera per Pulici, sostituto di Riva, porta al primo gol: fulmineo guizzo di Anastasi a ribattere in rete la respinta del portiere. Nel secondo tempo, una stangata di Capello su assist di testa di Pulici confeziona il raddoppio, poi Rivera coglie l’incrocio dei pali con un gran destro in corsa e Shilton deve superarsi su Anastasi. 2-0 e prima vittoria in assoluto contro i Maestri.

Resta un ultimo complesso, la vittoria sul suolo degli eterni avversari. I quali scelgono come data per l’amichevole il 14 novembre, trentanovesimo anniversario della battaglia di Highbury. Si gioca nel tempio di Wembley, questa volta, sotto una pioggerellina fastidiosa.La vigilia della partita è condita da non poche polemiche: gli inglesi avevano definito la Nazionale azzurra una squadra “di camerieri” e il trasparente riferimento al passato di Chinaglia in Inghilterra fornirà al nostro centravanti un formidabile propellente psicologico. L’Inghilterra si presenta stanca e delusa: la clamorosa eliminazione da Monaco 74 patita contro la Polonia ha infiammato la stampa inglese e Alf Ramsey, all’ultma spiaggia, chiede una prova di orgoglio ai suoi “vecchietti” tra cui il trentaduenne Bobby Moore che nel 1966 sollevò la Coppa del Mondo in quella che si rivelerà la sua ultima recita.

Le due formazioni partono negli schieramenti annunciati e pure nelle marcature, al calcio d’inizio, non ci sono sorprese. Da parte italiana Spinosi contro Clarke, Bellugi addosso a Osgood e Facchetti su Channon, come nella gara di giugno a Torino. Quindi, a centrocampo, le coppie Rivera-Bell, CapelloPeters e Benettì-Currie. Burgnich è il libero da parte azzurra, Moore occupa lo stesso ruolo, ma in modo più elastico, come è tradizione del calcio inglese, dalla parte opposta. Sulle punte italiane Mc Farland gioca contro Chinaglia, mentre Riva è controllato da Madeley e su Causio deve impegnarsi subito a fondo Hughes.

I capitani Moore (all’ultima apparizione in Nazionale) e Facchetti con l’arbitro portoghese Lobo

Proprio Causio porta il primo affondo sulla destra, poi Chinaglia è maltrattato da Mc Farland il quale, grazie alla compiacenza dell’arbitro Lobo, può impostare un’azione d’attacco molto pericolosa al termine della quale Bellugi è costretto a trattenere per la maglia Channon sfuggito a Facchetti e pronto al tiro. La risposta degli azzurri è però prontissima, prima con una triangolazione Rivera-Causio-Riva che il cannoniere azzurro non riesce a concludere per l’attenta marcatura di Madeley, poi con una botta di Rivera da lontano, di poco a lato.

Gli azzurri non seguono il ritmo furibondo degli avversari, ma cercano di mantenere le posizioni, di attendere gli avversari in zona. La pressione dei bianchi è ben controllata e gli azzurri trovano spazio con una lunghissima puntata di Bellugi che fallisce il cross anche perché provato da un precedente intervento di Moore. Ancora gli italiani all’attacco tre minuti dopo con una veloce manovra in contropiede Burgnich-Rivera-Riva-Rivera con apertura sulla destra verso Chinaglia che evita un suo avversario ma si allarga un po’ troppo e non può che calciare da posizione piuttosto angolata addosso a Shilton in uscita.

La reazione dei britannici è rabbiosa, e Zoff al 16′ nega a Currie la soddisfazione del gol opponendosi a mani aperte con un gran volo alla staffilata dell’ala destra, sfuggita a Benetti. La partita ha una pausa, gli inglesi sono in difficoltà, perché, costretti a stare coperti per timore del contropiede di Riva e Chinaglia. Non possono attaccare in massa e non vedono come di consueto i difensori larghi sulle ali per proseguire le azioni.

La pioggia fine ed irritante, iniziata a cadere poco prima dell’incontro, complica intanto ulteriormente le manovre dei ventidue. Con il passare dei minuti, gli azzurri si rinchiudono maggiormente nella loro metà campo, lasciando in avanti soltanto le due punte, a tratti solo Chinaglia, visto che Riva sulla sinistra arretra a sua volta. Al 27′, dopo un «buco» di McFarland, va via Chinaglia, ma è messo a terra da Moore.

Si riportano in avanti i bianchi e su un lancio di Bell c’è una deviazione di Osgood che mette in azione Channon: il tiro basso e violento finisce a lato. Sulla successiva offensiva degli inglesi Burgnich porta via bene la palla sulla destra, ma è attaccato e colpito duramente da Osgood. La pressione inglese diventa a tratti ossessionante e su un attimo di incertezza della nostra difesa si inserisce Bell, che calcia con violenza rasoterra: la palla esce sulla destra di Zoff, passando fra le gambe di Burgnich. Gli inglesi concludono il primo tempo all’attacco, ma senza troppi danni per gli azzurri, peraltro costretti a salvarsi più volte in corner.

Il centravanti del Southampton Mick Channon e Fabio Capello

Formazioni immutate e stesso andamento di gioco in apertura di ripresa. Partono gli inglesi a testa bassa, gli azzurri ripartono in contropiede già al 2′ con una manovra Capello-Rivera, il cui cross è respinto alla meglio da Moore. Lo stesso Moore su centro di Benetti sfiora l’autogol, quindi si rovesciano di nuovo in avanti i bianchi e su traversone basso di Currie, Channon in scivolata soffia la palla a Zoff ma mette sul fondo. Spinti dal pubblico gli inglesi insistono, un centro di Madeley dalla destra obbliga Bellugi ad una affannosa ma comunque intelligente deviazione in angolo. Ancora sulla destra va via al 10′ Bell, e Benetti prima “cicca” l’intervento, poi rimedia in extremis con Zoff già in crisi.

Si fanno vivi gli azzurri in contropiede: va via solo Chinaglia, cerca il fallo e lo ottiene, ma Riva sbaglia la botta su punizione. Gli azzurri prendono coraggio, si affacciano con maggior decisione nella metà campo avversaria e al termine di una manovra Benetti-Chinaglia-Rivera-Riva il “bomber” azzurro, smarcato bene dall’ultimo tocco del milanista, calcia con forza obbligando Shilton a una difficile deviazione in angolo. Ancora Rivera sul successivo corner e Chinaglia colpisce con una deviazione di testa la parte superiore della traversa. Insistono gli azzurri e Rivera è platealmente “placcato” da Mc Farland mentre sta proponendo a centrocampo una nuova manovra offensiva. Causio è poi costretto al fallo, al 24′ per fermare Currie sfuggito ancora una volta a Benetti.

La punizione non ha esito, ben più pericolosa la successiva puntata di Hughes sulla cui botta dal limite Zoff è costretto ad una vera prodezza per impedire il gol. Vista l’inutilità degli sforzi delle punte, il c. t. Ramsey al 28 fa uscire Clarke per Kevin Hector, punta del Derby County. La situazione non migliora in quanto ad efficacia per i bianchi, gli azzurri si rifanno vivi in contropiede alla mezz’ora con una manovra sulla destra al termine della quale Benetti centra per Chinaglia, la cui deviazione di testa, molto bella, impegna Shilton in una difficile parata. Dopo questa azione di alleggerimento, riprendono il comando del gioco i padroni di casa, l’assedio alla nostra porta diventa a tratti rabbioso, ma alcuni clamorosi errori di mira impediscono agli uomini di Ramsey di tradurre in gol i loro sforzi.

Zoff è in difficoltà soltanto al 35′ su un centro spiovente dalla destra di Madeley, poi gli azzurri, per evitare ulteriori pericoli, spingono in avanti e al 42′, su contropiede, ottengono il gol della storica vittoria. Si libera bene la difesa poggiando su Capello, il quale a centrocampo controlla e appoggia verso Chinaglia. Il centravanti scatta bene, allarga leggermente per evitare l’intervento di Mc Farland, lo dribbla e calcia forte trasversalmente. Shilton si oppone come può, a mani aperte, e il pallone rimbalza al limite dell’area del portiere, dove Capello, che ha seguito l’azione, lo aggancia e lo mette in rete con un tocco lieve.

Nei minuti rimanenti i padroni di casa provano ad imbastire una trama che possa permettergli di pareggiare, ma la difesa azzurra regge alla perfezione e la gara finisce con la vittoria dell’Italia per 1-0. Per la prima volta nella sua storia, la Nazionale azzurra è riuscita ad espugnare il “Tempio del Calcio”. Una vittoria sì storica ma che autorizzerà Valcareggi a rallentare il ricambio generazionale necessario per affrontare con maggiori chances i Mondiali che si sarebbero tenuti in Germania l’estate successiva. Ma questa è un’altra storia….

Il Tabellino del match
Londra, Wembley Stadium – 14 novembre 1973
INGHILTERRA – ITALIA  0-1
Reti: 86′ Capello
Inghilterra: Shilton, Madeley, Hughes, Bell, McFarland, Moore, Currie, Channon, Osgood, Clarke (dal 74′ Hector),
Peters. Ct: Alf Ramsey.
Italia: Zoff, Spinosi, Facchetti, Benetti, Bellugi, Burgnich, Causio, Capello, Chinaglia, Rivera, Riva.
Ct: Ferruccio Valcareggi.
Arbitro: Marques Lobo (Portogallo)