1878: Everton F.C.

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Big Five, le Cinque Gran­di, era il nomignolo che fino a pochi anni fa rag­gruppava i cinque club più gloriosi e più in­fluenti del calcio inglese. Tra que­sti, l’Everton. Che poi tale appar­tenenza fosse ormai quasi usurpa­ta, visti gli sviluppi recenti e lo spostamento degli equilibri di po­tere, questo è un altro discorso. Il dato di base è comunque che l’Everton fa parte piena della storia del football britannico, e che una Premiership senza i “Toffees” sa­rebbe incompleta.

Lo dimostra la storia, lo dimostra la lista di cam­pioni che hanno vestito la maglia blu, lo dimostra la maestosità di uno stadio che è cambiato parec­chio ma che conserva ancora mol­te caratteristiche di quelle che sca­vano un solco nella fantasia, e di conseguenza nella memoria. Alcu­ni nomi? Dixie Dean, il supercannoniere degli anni Venti, e poi Tommy Lawton (218 reti in 206 partite, tra anni Trenta e Quaran­ta), il portiere Ted Sagar (463 pre­senze in campionato), Jimmy Ga­briel, Alex Young, Roy Vernon, Brian Labone, Ray Wilson, Alan Ball e Howard Kendall, eroi del titolo del 1970, e poi Bob Latchford, Joe Royle, Andy Gray, Neville Southall.

Di alcuni di loro parleremo, altri invece resteranno fuori, penalizzati dal numero… ec­cessivo di grandi nomi che hanno fatto parte di quella che venne uni­versalmente riconosciuta come “School of Science”, l’Accademia delle scienze calcistiche, per via del delizioso tipo di calcio giocato dai “Toffees” nel 1938-39, anno del quinto successo in campiona­to. Per arrivare fin lì, naturalmen­te, le vicende erano state molto va­riegate, sin dal 1878, anno della fondazione.

A far nascere il club furono i rappresentanti di una par­rocchia metodista, la St. Domingo, che diedero vita a una scuola e successivamente alla squadra, che iniziò a giocare su uno spiazzo nell’angolo sud-est dello Stanley Park, il celebre parco cittadino. Nell’arco di un anno la popolarità della squadrina, impegnata contro avversarie locali, crebbe al punto tale che furono tanti i giocatori provenienti da altre zone della città che entrarono a farne parte, e fu al­lora deciso di cambiarne il nome, per staccarsi dalla pura rappresen­tatività di una parrocchia e cresce­re.

Il nome Everton venne scelto nel novembre 1879 nel corso di una riunione svoltasi all’hotel Queens Head, situato nella Village Street, una via laterale della Ever­ton Road, a poca distanza dalla The Ancient Everton Toffee House e da una torre che, guarda caso, fi­gura ancora oggi nello stemma della società. Non è nemmeno un caso, naturalmente, che i giocatori vengano chiamati “Toffees”, ovve­ro dolcetti, se si pensa alla pastic­ceria (Toffee House) di cui sopra.

La prima partita venne giocata il 20 dicembre 1879 e vinta 6-0 sul St. Peter, con maglie a striscie bianche e blu. Due anni dopo ven­ne un cambiamento di colori, per evitare la confusione dovuta al fat­to che a tutti i giocatori nuovi era stata concessa la possibilità di in­dossare le divise delle loro ex squadre, il che aveva reso l’Everton una sorta di Arlecchino collet­tivo: per evitare di acquistare ma­glie nuove, fu deciso di tingere di nero (con successiva aggiunta di una striscia rossa) tutte quelle dei giocatori, e nacque così il sopran­nome Black Watch.

Nelle stagio­ni successive la fantasia cromatica si sfogò nella scelta del color sal­mone con pantaloncini blu, poi maglie rosse con bordi blu e pan­taloni neri, infine la livrea attuale, stabile dal 1901. Nel 1888 l’Everton venne ammesso come mem­bro fondatore della neonata Foot­ball League, che vinse per la pri­ma volta nel 1891. Il periodo d’o­ro dell’Everton fu a cavallo tra gli anni Venti e anni Trenta, quando i “Toffees” conquistarono tre titoli inglesi (1928, 1932, 1939) e una FA Cup (1933), portando alla ri­balta le straordinarie doti di Dixie Dean, il centravanti acquistato di­ciottenne il 16 marzo del 1925 per 3000 sterline dal Tranmere Rovers, club del circondario.

Wil­liam Randolph Dean (odiava il nomignolo Dixie) nell’anno del ti­tolo, il 1927-28, stabilì un imbatti­bile primato della Football Lea­gue, segnando 60 reti in 29 partite di Division I, di cui 31 in 15 gare esterne e 29 in 14 al Goodison Park, anche se nella stagione suc­cessiva l’Everton addirittura pre­ cipitò nella Second Division. Po­tente, strepitoso colpitore di testa («certe sue zuccate erano più po­tenti dei calci di punizione di al­tri» ricorda un ex compagno di squadra), determinato, Dean se­gnò 349 reti in dodici stagioni: era il tipico centravanti inglese dell’e­poca, capace di sparare in rete la palla con ogni mezzo.

L’Everton 1887 ritratto con la (presumibilmente) Liverpool Senior Cup

1891: primo titolo di Football League

29 aprile 1933: Dixie Dean e compagni portano in trionfo la FA Cup dopo aver superato per 3-0 il Manchester City