La leggenda di Siviglia

La rovesciata di Fischer e la sforbiciata di Trésor, il dolore di Battiston ed il cinismo di Schumacher, lerrore di Six e le lacrime di Stielike, i dribbling di Littbarski e la classe infinita di Platini: tutto questo è la Leggenda di Siviglia


Sono le ore 21 dell’8 Luglio 1982 e allo stadio José Sanchez Pizjuan, casa dell’ FC Sevilla, sta per iniziare la seconda semifinale del Campionato del Mondo di calcio 1982 tra Francia e Germania Ovest per stabilire la squadra che affronterà l’Italia nella finalissima in programma il giorno 11 allo stadio Santiago Bernabeu di Madrid. Platini e Kaltz (a causa dell’assenza di Rummenigge) sono i capitani delle due squadre, l’arbitro è l’olandese Corver. Il bi-Pallone d’oro in carica, Karl-Heinz Rummenigge, non è in grado di partire dal primo minuto per il colpo alla coscia occorsogli nella partita d’esordio contro l’Algeria; Kalle è sostituito non da Hrubesch, come ci si attendeva alla vigilia, ma a sorpresa da Magath, regista dell’Hamburger SV; i telecronisti francesi si domandano se è meglio per loro che giochi un Magath al 100% o Rummenigge al 40%; la partita finirà con il dare un responso netto.

Michel Hidalgo schiera la Francia con Jean Luc Ettori in porta, Bossis e Amoros terzini, Janvion stopper e Marius Trésor libero, a centrocampo ci sono i tre ‘numeri 10’ Genghini, Giresse e Platini, Tigana è il cursore di fascia destra, Didier Six è l’ala sinistra e Rocheteau, in dubbio fino all’ultimo per l’infortunio patito contro l’Irlanda del Nord, è regolarmente in campo nel ruolo di centravanti. In panchina ci sono il secondo portiere Jean Castaneda, poi Lopez, Battiston, Soler e Bellone; rispetto alla partita contro l’Irlanda del Nord Hidalgo tiene in panchina Soler (titolare fisso nelle prime 5 partite) e schiera Six, giocatore più esperto che ben conosce il calcio tedesco visto che gioca a Stoccarda con i due Forster ed Hansi Muller.

Jupp Derwall, allenatore della Germania Ovest, sceglie Schumacher in porta, i due Forster, Bernd e Karl-Heinz come marcatori, Stielike è il libero-regista, Kaltz e Briegel i due esterni, Dremmler è il centrocampista “di fatica”, Breitner e Magath i due interni, e la coppia del Colonia, Pierre Littbarski e Klaus Fischer, gli attaccanti. La panchina della Germania Ovest è davvero super con Franke, Hannes e soprattutto Hansi Muller, Rummenigge e Hrubesch, tre pezzi da novanta da schierare per rivoluzionare eventualmente il settore offensivo. A Sevilla fa più caldo che a Madrid ma la temperatura è in ogni caso più che accettabile.

La Germania parte fortissima, ha più esperienza in questo tipo di partite, e la Francia passa la metà campo nei primi cinque minuti, fino a quando Platini e Giresse si mettono a giocare palla a terra di prima; Amoros gioca a sinistra nella zona dove attacca Littbarski, Bossis rimane a destra e si deve occupare di un mediocre Magath, pertanto ha molto spazio per proporsi in avanti, Giresse, Genghini e Platini evitano intanto con giocate di gran classe il pressing aggressivo dei Tedeschi. Giresse si rende subito pericoloso con un tiro a spiovere dal limite e poi con un passaggio filtrante per Michel Platini intercettato per miracolo da Stielike. Tra i Tedeschi è molto brillante Littbarski (come in tutto il Torneo), Amoros ha sempre bisogno del raddoppio di un compagno per neutralizzarlo.

La partita è davvero bella, le giocate di classe si susseguono in continuazione, e vista con gli occhi di oggi è interessante notare alcune cose:
a) anche per via del caldo, il pressing delle due squadre sia molto meno asfissiante rispetto ad adesso ed i giocatori hanno quella frazione di secondo in più di libertà che permette di poter tentare la giocata di classe;
b) le squadre sono sovente molto lunghe, raramente un difensore centrale avanza oltre la propria trequarti, e raramente viene applicata la tattica del fuorigioco, nei rari casi in cui accade è più per un errore dell’attaccante che per una strategia della difesa;
c) vengono tentati molti più dribbling ed attacchi uno contro uno da parte di tutti i giocatori, non solo da quelli più tecnici, il raddoppio di marcatura è poco frequente;
d) una miriade di falletti e scorrettezze (maglie tirate, falli da dietro, sgambetti) che oggi verrebbero sanzionati automaticamente con un cartellino, non vengono invece mai puniti con l’ammonizione dall’arbitro Corver e tendono a spezzettare il gioco in maniera fastidiosa;
e) i ruoli in campo sono molto meno precisi e definiti; nella Germania ad esempio, a parte Stielike che gioca libero e K.H.Forster che marca fisso Rocheteau, tutti gli altri giocatori partecipano alla manovra d’attacco senza una posizione precisa come siamo abituati a vedere oggi: Briegel parte come terzino sinistro ma spesso si trova in percussione centrale, Dremmler difende a destra quando Kaltz è all’attacco, Bernd Forster gioca praticamente dappertutto e così via.

Dopo un quarto d’ora Platini stende Briegel sui 25 metri: sulla punizione che segue, mentre Ettori sta ancora piazzando la barriera, Breitner tocca per Littbarski che centra in pieno la traversa con un tiro bellissimo. La Germania Ovest prende coraggio e tre minuti dopo Breitner in accelerazione centrale serve in profondità Klaus Fischer che scatta benissimo e si trova solo davanti ad Ettori; il controllo del centravanti del Colonia non è perfetto, si allunga leggermente la palla ed il reattivo portiere francese si getta disperatamente in avanti cercando di anticiparne il tiro… il numero 22 di Hidalgo riesce in effetti a respingere, la palla arriva però sul piede destro di Pierre Littbarski che, appostato al limite dell’area, ha la prontezza di calciare al volo tenendo basso il pallone, che passa tra le gambe di Ettori (che si sta rapidamente rialzando) e termina in rete; uno a zero per la Germania.

La reazione della Francia è inizialmente controllata senza problemi dai tedeschi, Rocheteau in particolare viene servito sempre in modo impreciso, e non riesce ad entrare in partita. Al ventiseiesimo minuto Genghini subisce fallo da Kaltz, il capitano tedesco ha un accenno di reazione per motivi non precisati (non è l’unico: anche Breitner, Stielike e Schumacher cercano spesso la provocazione). Corver ci mette un minuto a placare gli animi, sulla palla si porta Giresse, un’occhiata a Platini e quando il capitano fa il movimento ad aggirare Bernd Forster, Giresse di esterno destro gli deposita il pallone sulla testa nel cuore dell’area, Platini fa sponda di testa per Rocheteau che è riuscito a liberarsi del suo marcatore, il fino ad allora impeccabile Karl-Heinz Forster, che altro non può fare che cinturarlo: il rigore è sacrosanto e Platini, dopo aver baciato il pallone, lo trasforma spiazzando sulla sinistra Schumacher.

L’ultimo quarto d’ora del primo tempo è molto equilibrato e vede una sequenza continua di capovolgimenti di fronte. La Francia, inizialmente più contratta per la minor abitudine dei suoi giocatori a giocare questo tipo di partite, prende via via più confidenza con l’avversario. Il duello più appassionante è quello sull’ala destra tedesca tra il ventiduenne Pierre Littbarski e il ventenne Manuel Amoros, sicuramente tra i migliori giovani visti al Mondiale insieme a Beppe Bergomi. Schumacher intanto inizia il suo show: in ogni uscita, non appena abbranca il pallone, approfitta di quella frazione di secondo che gli è “concessa” dalla conclusione del gesto atletico per rifilare qualche colpo proibito agli attaccanti francesi; il primo a farne le spese è Platini, che prende un’altra botta nel solito “punto Panenka”.

Nel finale di tempo Corver diventa protagonista del match: dapprima non ammonisce Dremmler per un fallo da dietro molto brutto su Tigana poi non esita a mostrare il giallo a Giresse per proteste nemmeno tanto esagitate; è evidente l’intenzione di dare una certa “direzione” alla partita. L’ultima occasione del primi quarantacinque minuti è per la Germania, Briegel penetra sul lato sinistro dell’area e crossa in mezzo, ci sono due attaccanti tedeschi ed il solo Bossis per la Francia ma il difensore del Nantes con un meraviglioso intervento in spaccata riesce ad anticipare i suoi avversari.

Il secondo tempo si gioca con una temperatura leggermente più fresca, dopo pochi secondi Rocheteau viene steso sulla trequarti da un’entrataccia di Bernd Forster che viene ammonito. Al 51’ al posto di Bertrand Genghini entra il terzino d’attacco Patrick Battiston: Hidalgo ritiene l’interno del Sochaux troppo tecnico ma poco prestante per quella che sta diventando una vera e propria battaglia sportiva. Platini ha un paio di buone occasioni prima con una punizione con cui colpisce però la barriera, e poi con un tiro dal limite dell’area che termina alto a conclusione di una splendida azione personale; nel raccogliere il pallone Harald Schumacher provoca i tifosi francesi che sono seduti alle sue spalle con gesti minacciosi, nessuno può immaginare quanto serie siano le minacce dell’estremo difensore tedesco, ma un minuto più tardi, esattamente al 57’, un suo intervento cambierà per sempre la partita…

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