La leggenda di Siviglia

La partita riprende con la Francia propositiva come prima dell’incidente di Battiston, Platini è nervoso e reclama un corner che non gli viene concesso, i Bleus attaccano in massa, anche con Trésor, Amoros e Bossis, Platini entra in area e viene sfiorato da Briegel ma l’arbitro non concede il penalty tra le proteste del futuro juventino. Al 65’ Schumacher sbaglia l’uscita su un corner ma Lopez manda alto di poco, Trésor e Bossis sono in condizioni atletiche straripanti e si lanciano coraggiosamente contro tutti i Tedeschi che si propongono all’attacco, proprio Trésor entra in tackle su Stielike a piedi uniti (oggi sarebbe da rosso), ma l’arbitro lo rimprovera solo verbalmente.

La Francia attacca ancora, Rocheteau viene fermato da un tackle spettacolare di K.H. Forster al limite dell’aera, Jupp Derwall capisce che la sua squadra ha bisogno di giocatori freschi e fa scaldare Horst Hrubesch. La Germania reagisce con un’azione di pura potenza di Briegel che libera al tiro Dremmler, Ettori para. Punizione dal limite per la Francia ma per Platini non è giornata dalla mattonella: barriera, una mano tedesca tocca il pallone ma è involontaria (in realtà una delle critiche mosse dall’Equipe il giorno dopo a Corver sarà il fatto che la barriera tedesca si piazza sempre a sei metri dalla palla, impedendo ogni conclusione di Roi Michel.

Intanto entra Hrubesch per un Magath davvero deludentissimo, le squadre nell’ultima metà della ripresa iniziano ad essere più stanche e ad allungarsi moltissimo, le azioni pericolose partono non necessariamente dai piedi più raffinati, ma spesso da giocatori come Briegel, Dremmler, Amoros, Bossis, Tigana, che hanno più energie… Ettori salva appunto un tiro potente scagliato dal futuro veronese da posizione decentrata un minuto dopo che Amoros, con una strepitosa azione, aveva servito Six di fronte a Schumacher…Un cross di Six pericolosissimo potrebbe essere trasformato in gol da Rocheteau, ma l’attaccante del Paris Saint-Germain, non un cuor di leone in verità, non si tuffa di testa come sarebbe necessario: il ricordo di Battiston venti minuti prima e l’ombra minacciosa di Schumacher che si lancia in avanti evidentemente lo hanno spaventato.

Al minuto 85 Tigana parte in progressione sulla fascia destra, la sua accelerazione dopo una partita del genere è impressionante, il cross è bellissimo ma Rocheteau e Six si ostacolano a vicenda e mandano fuori un gol già fatto. La Germania Ovest inizia a cercare la testa di Hrubesch con lanci lunghi; la tattica ha un doppio vantaggio, innanzitutto Bossis deve abbandonare le sue scorribande sulla fascia perché è l’unico che ha i centimetri per poter marcare efficacemente il centravanti dell’Amburgo, e poi Hrubesch mette in difficoltà Ettori (solo 172 cm) nelle uscite in presa alta, vero tallone d’Achille del portiere monegasco.

Al minuto 88 la Francia è in possesso di palla, poco oltre la metà campo sulla sinistra avanza Amoros, nessun tedesco gli si avvicina e il giovanissimo terzino lascia partire un destro potentissimo da 35 metri circa che si stampa sulla parte bassa della traversa, Six non riesce a ribadire in rete. L’ultima emozione al 92′ è per Breitner che sottrae palla in fase d’attacco a Tigana e tira rasoterra centralmente, la palla ha però un rimbalzo irregolare ed Ettori non può bloccare, Fischer si avventa sulla palla ma lo stesso Ettori, con grande reattività, lo anticipa in calcio d’angolo prendendosi anche una scarpata in testa; i tempi regolamentari terminano qui, la partita è stata bellissima.

I massaggiatori si danno da fare mentre la regia spagnola indugia su Karl-Heinz Rummenigge, evidentemente destinato ad entrare in campo. Partono i supplementari e la Francia attacca ancora: dopo un corner c’è una punizione da posizione decentrata sulla destra, batte Giresse, a centro area Marius Trésor è completamente solo, il giocatore della Guadalupa si coordina perfettamente ed in semirovesciata spara di destro sotto la traversa, è un gol splendido che permette alla Francia di prendere il vantaggio. Ma i Bleus non si accontentano ed attaccano ancora, Rummenigge capisce che è il momento di accelerare il riscaldamento.

Dopo tre minuti di shock arriva la reazione della Mannschaft, Littbarski ruba la palla ad Amoros ma Ettori salva in corner evitando una situazione pericolosissima. La Germania ora reagisce trascinata dalla giovane ala del Colonia, la Francia prova a pungere in contropiede con Tigana (tiraccio fuori). Minuto 98, entra Karl-Heinz Rummenigge al posto di Hans-Peter Briegel, Derwall si gioca il tutto per tutto con quattro attaccanti, la Germania Ovest ora attacca in massa, non c’è più l’energia per difendere con i raddoppi, i duelli sono tutti uno contro uno, Janvion e Trésor salvano due volte su situazioni pericolose.

La Francia può contrattaccare, è un contropiede manovrato, lo guida Michel Platini, allarga sul vertice sinistro dell’area per Didier Six, l’ala sinistra attende il suo avversario, la Germania è spezzata in due, quattro difensori nell’aera piccola a marcare Rocheteau e Platini, Giresse ha seguito l’azione e si trova al limite dell’area, Six lo serve, il piccolo bordolese scaglia un destro di esterno-collo che sbatte contro il palo interno e poi in rete, è il magnifico gol del 3-1, Giresse esulta come farà 3 giorni dopo Marco Tardelli, stesso urlo e stessa gioia, per molti giornalisti transalpini ancora oggi l’immagine di Giresse che corre verso la panchina inseguito da Six è la più celebre e commovente della storia del calcio francese, da pelle d’oca…

Alain Giresse viene intervistato 21 anni dopo quella partita leggendaria, che non è stata ancora digerita:”Ci diciamo sempre, tra di noi, che Corver ce l’ha messa tutta per farci perdere, non l’abbiamo ancora perdonato, ci sarebbero state così tante occasioni non dico per favorirci, ma almeno per essere obiettivi”. Giresse ricorda con passione e rimpianto quella serata entrata nella storia: “Dopo la fine dei calci di rigore siamo diventati degli zombie, tutto quello che stavamo facendo, lo stavamo facendo in modo meccanico, aspettando semplicemente che il tempo passasse… non pensavamo a nulla, solo a partire immediatamente per dimenticare tutto, ma sarebbe stata soltanto un’illusione, perché l’oblio non è mai arrivato, ti rendi conto col passare del tempo che è impossibile, che non se ne andrà mai…ventun anni dopo è sempre là, sempre caldo”.

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Certamente il fatto che nel 1982 Didier Six fosse il solo giocatore francese a militare un campionato estero, era una lacuna della nazionale francese i cui giocatori non erano ancora abituati a fare calcoli e, soprattutto, a gestire una situazione di vantaggio. Sedici anni dopo, quando finalmente i Bleus riusciranno a vincere il Mondiale, una buona parte di questa vittoria sarà da attribuire alla mentalità vincente e alla capacità di gestire il risultato appresa dai numerosi giocatori come Thuram, Zidane, Djorkaeff, Deschamps, Desailly che militavano nel campionato italiano. Ma nel 1982 purtroppo la Francia di Hidalgo non sapeva difendersi, sapeva solamente attaccare e di fronte a lei si stava per compiere la resurrezione di Karl-Heinz Rummenigge.

Dopo il 3-1 la Germania continua ad attaccare con ancor più convinzione e al minuto 101′ viene annullato per fuorigioco un gol a Fischer. La Francia gestisce la partita in zona d’attacco, Giresse viene steso al limite ma la palla resta per un istante ai Bleus, pertanto Corver non fischia. Anche Platini subisce un duro contrasto ma il gioco prosegue, la Germania riparte e ci sono due giocatori francesi a terra. Bossis perde un contrasto con Rummenigge che lancia, aiutato da Stielike e Littbarski, una pericolosa azione d’attacco. Proprio Littbarski penetra in area da sinistra, Bossis ha lasciato scoperta la sua zona, il cross è morbido, Janvion sarebbe in vantaggio ma Rummenigge in acrobazia si tuffa in spaccata e tocca la palla anticipando proprio Janvion ed Ettori. E’ un gol meraviglioso di classe infinita del numero undici tedesco, che riapre la partita. Finisce il primo supplementare e le squadre cambiano di campo.

La Francia inizia a soffrire, la situazione è difficilissima e gli avversari hanno troppi giocatori di personalità ed esperienza per una partita del genere, le sortite offensive si fanno sempre meno frequenti, i palloni piovono in area francese: i chili ed i centimetri dei tedeschi si fanno sentire, eccome. Rummenigge batte un corner corto con Kaltz che gli fa la sponda, Kalle gestisce la palla e poi dà a Forster, il numero 5 apre a sinistra per Littbarski che crossa alto al centro sul secondo palo, Janvion non è in grado di contrastare Hrubesch che di testa fa la torre per Fischer, la palla rimane un po’ indietro ed il centravanti del Colonia si deve coordinare per una rovesciata, il tiro è perfetto e termina nell’angolino alla sinistra di Ettori che rimane immobile; è il 3-3 della Germania dopo soli 2 minuti dall’inizio del secondo supplementare; Platini urla, ce l’ha con l’arbitro che non ha fischiato due contrasti duri, ma soprattutto rimprovera i suoi compagni: sta capendo che la partita gli sta scivolando via dopo aver creduto di tenerla saldamente in mano.

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La Germania attacca ancora, Amoros per evitare un corner salta su un cartellone Iveco ma scivola e termina su un fotografo. Rummenigge è incontenibile quando cambia passo, la Francia soffre ancora. Trésor riesce a tenere bene la difesa, tuttavia il problema delle marcature non è ancora risolto. I giocatori sono stanchissimi, e la partita si avvia alla fine senza azioni particolarmente pericolose, a parte qualche mischia in area francese, e per la prima volta nella storia della Coppa del Mondo una partita viene decisa ai calci di rigore.

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