Top 11 Camerun

Stella polare dell’irrequieto, folkloristico e imprevedibile movimento calcistico africano è sempre stata la nazionale del Camerun. Nonostante la sfilza di grandi giocatori che, soprattutto nell’era del calcio globalizzato, hanno invaso i migliori campionati europei e le diverse scuole calcistiche salite agli onori delle cronache in virtù di successi e consensi raccolti non solo nei tornei giovanili, ma anche nelle kermesse internazionali di maggior prestigio, i “Leoni Indomabili“, a partire dal 1982, anno della loro prima apparizione sul palcoscenico di un Mondiale, hanno sempre saputo mantenere inalterato fascino e leadership nel vasto e colorato continente africano, facendo così breccia nei cuori degli sportivi di tutto il mondo.

Le ottime performance sciorinate e i risultati di conseguenza ottenuti hanno permesso al Camerun di guadagnarsi una solidissima reputazione non solo in ambito continentale, dove la rappresentativa camerunense è storicamente riconosciuta come la regina del calcio africano, ma anche a livello internazionale. L’influenza dei giocatori che hanno giocato in Europa e stata determinante nel fare da collante tra la spensieratezza tipica di un calcio poco avvezzo alle pressioni mediatiche e l’innata fisicità di interpreti a cui non fanno difetto notevoli doti tecniche.

Il calcio in Camerun è indiscutibilmente lo sport nazionale, mezzo per farsi largo politicamente ed economicamente, collettore di entusiasmi e consensi, di denaro e speranze, di sogni e trionfi. Proprio questi ultimi sono il miglior biglietto da visita della Nazionale camerunense. Molte le partecipazioni alla fase finale di un Mondiale, Da ricordare quella del 1982 (quando i vari N’Kono, Tokoto, Abenga riuscirono a sdoganare il calcio africano, troppo spesso bistrattato dagli addetti ai lavori, chiudendo il girone da imbattuti e venendo eliminati solo a causa della differenza reti favorevole all’Italia), e le “notte magiche” di Italia ’90, rimaste impresse per le imprese di Milla &. Co., che erano valse per la prima volta nella storia di una compagine africana ì quarti di finale di un Mondiale.

Cinque, invece, sono i trionfi in Coppa d’Africa (1984,1988, 2000,2002 e 2017), senza contare l’alloro più prestigioso di tutti, quella medaglia d’Oro Olimpica strappata nel 2000 alla Spagna di Xavi e Puyol dopo la lotteria dei rigori. Commovente poi il secondo posto alla Confederations Cup del 2003 in memoria di Foé, morto per un arresto cardiaco proprio durante quella manifestazione. Se non fosse per una cronica disorganizzazione ai vertici della federazione e i soliti guai legati ai compensi economici (clamoroso fu l’ammutinamento nella sconfitta per 6-1 con la Russia ad Usa ’94) il Camerun potrebbe davvero ambire ad più alti traguardi, perché da quelle parti il calcio lo sanno giocare eccome.


Thomas N’Kono

Il miglior portiere della stona del Camerun probabilmente è il miglior portiere del calcio africano in assoluto. La sua aura leggendaria, il carisma e le notevoli doti tecniche, espresse soprattutto nel gioco tra ì pali ne hanno fatto una vera e propria icona nell’intero continente africano. Thomas N’Kono è certamente una figura cardine per il calcio in Camerun. Il suo grande palcoscenico fu il Mondiale del 1982 dove blindò la porta dei “Leoni Indomabili” fino al gol di Graziani. Riflessi felini e balzi prodigiosi gli valsero un contratto con L’Espanyol dove giocò otto stagioni sfiorando La Coppa Uefa del 1988. Ha vinto per due volte (primo camerunense in assoluto) il Pallone d’Oro Africano. Italia ’90 fu il suo secondo Mondiale, vissuto sempre da protagonista. Un mito senza tempo.


Joseph-Antoine Bell

Come secondo scegliamo Joseph-Antoine Bell, rivale di N’Kono al quale ha fatto da secondo ai Mondiali del 1982 e di fatto anche a quelli del ’90 dove, pur partendo come titolare, dovette abdicare a causa del suo carattere e delle sue idee politiche. In campo sapeva farsi valere, giocò diversi anni in Francia vestendo anche la maglia dell’Olympique Marsiglia. Ha vinto da titolare le due Coppa d’Africa del 1984 e del 1988, senza contare il riconoscimento dell’IFFHS quale miglior portiere africano di sempre.


Lauren Etame

Terzino destro il velocissimo Lauren Etame, esploso nel Maiorca di Cuper, con il quale raggiunse nel 1999 la finale di Coppa delle Coppe. Ebbe la sua consacrazione nella Coppa d’Africa del 2000 vinta ai rigori sulla Nigeria, dove fu eletto miglior giocatore della manifestazione. La svolta della sua carriera fu il passaggio all’Arsenal, dove s’impose come terzino di fascia destra, dopo i trascorsi a centrocampo. Vinse due Premier e due FA Cup, venendo eletto nel 2004 nella top 11 della Premier League. Con la maglia del Camerun vinse anche l’Oro Olimpico di Sidney 2000 (segnando tre gol) e la Coppa d’Africa del 2002.


Emmanuel Kundé

Centrale difensivo Emmanuel Kundé, il miglior difensore camerunense di sempre e certamente uno dei più forti nella stona del calcio africano. Filiforme nel fisico, elegante nella giocata, ma allo stesso tempo risoluto e rude negli interventi. La sua interminabile carriera lo ha visto titolare in ben sei Coppa d’Africa, due delle quali vinte. Suo il rigore che piegò la favorita Nigeria nella Coppa d’Africa del 1988. Era tra le colonne dei “Leoni Indomabili” al Mondiale del 1982 e pure a quelli del ’90, dove, nonostante le sue 36 primavere, si tolse pure lo sfizio di segnare un gol nel quarto di finale contro l’Inghilterra. Spese la migliore parte della sua camera in Camerun col Canon Yaounde, con il quale vinse due Coppe dei Campioni africane e quattro Campionati.


Rigobert Song

Altra colonna nella storia della Nazionale del Camerun è certamente Rigobert Song, primatista assoluto di presenze con 137 racimolante nell’arco di ben diciassette anni. Ha giocato quattro Mondiali (unico calciatore africano a vantare un simile primato) e vinto due Coppe d’Africa (quella del 2000 grazie al suo rigore decisivo). Difensore, robusto, energico, fortissimo di testa e nell’allungo. Col tempo ha saputo trarre giovamento dell’esperienza rispetto alla fragilità caratteriale degli inizi.


Pierre Womé

A sinistra Pierre Womé prorompente terzino a tutto campo. Fisico asciutto, velocità impressionante. Capace di sgroppate lungo l’intera corsia e di un sinistro potentissimo. In Nazionale è stato uno dei protagonisti del periodo d’oro del Camerun. Alle Olimpiadi del 2000 realizzò il rigore decisivo nella finale contro la Spagna. Due le Coppe d’Africa vinte così come due sono state le sue partecipazioni ad un Mondiale. Peccato che, dopo aver dato tanto, sovente il suo nome viene ricordato per l’errore dal dischetto che estromise il Camerun dal Mondiale del 2006.


Stephen Tataw

In panchina come terzino destro (ma schierato spesso anche a centrocampo) Stephen Tataw, capitano dei “Leoni Indomabili” ad Italia ’90 quando si rivelarono al Mondo battendo nella gara inaugurale l’Argentina di Maradona, diventando così la “squadra simpatia” del torneo. Fu il primo calciatore africano a giocare nel campionato giapponese.


Ibrahim Aoudou

Tra i “Leoni Indomabili” del 1982 merita una citazione questo possente pilastro difensivo che due anni dopo contribuì alla vittoria della prima Coppa d’Africa del Camerun.


Michel Kaham

Terzino destro del Camerun ai Mondiali del 1982, poco conosciuto all’estero ma in Camerun un vero c proprio mito.


Geremi Sorele Njitap

Tenace e polivalente, moto perpetuo della mediana, dove primeggiava per corsa e abnegazione. 118 le sue presenze in Nazionale ed un curriculum di prim’ordine (due Coppe d’Africa e la Medaglia d’Oro a Sidney 2000). In Europa ha vestito maglie di club importanti come il Real Madrid e il Chelsea vincendo Liga e Premier e contribuendo al successo dei Blancos in due edizioni della Champions League.


Marc-Vivien Foé

Centrocampista difensivo di buona tecnica, bravo di testa ma soprattutto nel gioco di contenimento dove si ergeva come una diga invalicabile. Vinse un Campionato francese col Lens (certamente non un top club), attirando le attenzioni di Alex Ferguson salvo dover fare i conti con un brutto infortunio ai legamenti del ginocchio. Determinante nel doppio successo dei “Leoni Indomabili” alle Coppe d’Africa del 2000 e del 2002. Il suo nome però è rimasto nella memoria degli sportivi di tutto il mondo per la sua drammatica morte nella Confederations Cup del 2003, torneo che i suoi compagni chiusero con le lacrime agli occhi al secondo posto.


André Kana-Biyik

Centrocampista tuttofare del Camerun ad Italia ’90. Fratello del centravanti François Omam-Biyik, che ne vendicò l’espulsione nella gara inaugurale del Mondiale italiano contro l’Argentina segnando il definitivo 1-0.
Lavoratore oscuro ma prezioso fu tra gli eroi che dopo l’emozionante cavalcata al Mondiale italiano furono acclamati da una folla in delirio al ritorno in Patria.


Théophile Abega

Una delle primissime icone del calcio camerunense nel mondo. Dopo i successi in patria col Canon Yaoundé, dove vinse due Coppe dei Campioni africane (’78 e ’80) si distinse al Mondiale del 1982 salvo poi consacrarsi come uno dei migliori centrocampisti africani di sempre quando con le sue giocate e la fascia di capitano al braccio trascinò il Camerum nel primo successo internazionale della sua storia, la Coppa d’Africa del 1984, anno in cui fu insignito anche del Pallone d’Oro africano.


Alexandre Song

Centrocampista difensivo esploso nell’Arsenal di Wenger, che ha saputo smussarne i difetti facendo di lui un abile mediano, capace di rubare palloni e far ripartire l’azione grazie ad un’ottima tecnica. Il Barcellona lo ha impiegato sovente come difensore centrale. In Nazionale ha collezionato 49 presenze partecipando ai mondiali 2010 e 2014.


Emile Mbouh

Motorino instancabile del centrocampo del Camerun a Italia ’90. Basso, tozzo eppure efficace nel suo inarrestabile dinamismo. Ha giocato due Mondiali mentre la sua carriera rimbalzava da un continente all’altro.


Grégoire M’Bida

E’ stato il primo giocatore camerunense a realizzare un gol nella fase finale di un Campionato del Mondo. Segnandolo per giunta a Dino Zoff nel discusso 1-1 con l’Italia al Mondiale del 1982, risultato che (dopo i due precedenti 0-0 contro Perù e Polonia) permise al Camerun di diventare la prima squadra africana ad uscire imbattuta da un Mondiale, facendo così nascere il mitico appellativo di “Leoni Indomabili”.


Jean-Pierre Tokoto

Tra i primissimi giocatori del Camerun ad imporsi all’estero prima ancora che il fenomeno Camerun esplodesse al Mondiale del 1982, Jean-Pierre Tokoto, classica mezzala dai piedi buoni aveva fatto le fortune di Psg e Bordeaux negli anni ’70. Al Mondiale spagnolo ci arrivò trentaquattrenne, e anche se il passo non era più quello di ima volta le doti tecniche erano immutate.


Samuel Eto’o

Miglior giocatore di sempre del Camerun e forse dell’intero continente africano. E’ stato un centravanti moderno, capace di ricoprire diversi ruoli: dalla prima punta solitaria, all’esterno d’attacco in un tridente. Letale in velocità così come in area di rigore, sgusciante nel dribbling grazie ad una tecnica strepitosa. Protagonista in club di primo piano quali il Barcellona e l’Inter dove ha segnato valanghe di gol vincendo praticamente tutto e andando a segno in due delle tre finali di Champions giocate e vinte. In Nazionale dopo l’esordio a diciassette anni ha disputato quattro Mondiali, vinto due Coppe d’Africa e la medaglia d’Oro alle Olimpiadi del 2000. Con 56 reti è il miglior marcatore di sempre dei “Leoni Indomabili”. Quattro volte pallone d’Oro Africano, è senza dubbio alcuno uno dei migliori centravanti del Mondo.


Roger Milla

Agli allori di Eto’o fa da contraltare la leggendaria figura di Roger Milla, vero e proprio emblema del calcio africano. Campione di classe purissima e longevità straordinaria. Protagonista dei primi successi calcistici del Camerun, dai Mondiali del 1982, alle due Coppe d’Africa vinte nel 1984 e nel 1988. Ai Mondiali del ’90, quando aveva già trentotto anni, non avrebbe dovuto neppure esserci e invece divenne l’eroe di un gruppo straordinario che trascinò a suon di reti (4 in 5 presenze) fino ai quarti di finale entrando così nella Storia del calcio. Quattro anni dopo, ad Usa ’94, all’età di 42 anni e 39 giorni divenne il più vecchio marcatore di un Mondiale. Due volte Pallone d’Oro Africano a distanza di quattordici anni l’una dall’al
tra (1976 e 1990). Un mito davvero ineguagliabile.


Patrick Mboma

Centravanti di grande prestanza fisica, buona tecnica e ottima velocità. Difficile da fermare in campo aperto. E stato uno dei senatori del Camerun con il quale ha realizzato 33 gol in 56 presenze. Pallone d’Oro Africano del 2000 anno in cui ha guidato la Nazionale al successo nella Coppa d’Africa ma soprattutto nella vittoria al Torneo Olimpico di Sidney (giocato da fuori quota). Ha bissato il successo continentale nel 2002 e giocato due Mondiali.


  • Testo di Antonio Vespasiano