Football Aid: Una giornata molto particolare

Grazie a “Football aid” chiunque può giocare almeno una volta nella vita nella squadra del proprio cuore e sullo stesso terreno di gioco calcato ogni settimana dai propri beniamini. Questo il racconto di Salvatore Lepore e della sua giornata… molto particolare


Lo scorso anno mio fratello mi ha parlato di un giornalista di Sky, Diego Ponzè, che è volato in Inghilterra per giocare una partita sul campo del City di Mancini. Ovviamente, appena tornato a casa, ho iniziato una febbrile ricerca su Internet del reportage in questione: http://video.sky.it/sport/calcio-estero/giornalista_nella_vita_calciatore_del_city_per_un_giorno/v86339.vid
Dopo averlo visto ripetute volte ho iniziato a diffonderlo tra amici e colleghi che condividono con me la passione per il calcio. Ma ormai partecipare ad una delle loro partite era diventata un’ossessione.

Football Aid è un’associazione benefica con sede ad Edimburgo, in Scozia. Sul loro sito web è possibile scegliere tra quasi tutte le squadre della Premier League e della seconda divisione inglese, oltre alle principali squadre del campionato scozzese. Il motto dell’associazione rende, più di ogni altra cosa, l’idea di quello che queste persone fanno: Passion for Football Compassion for Others

L’idea di base è davvero semplice: un appassionato che ha sempre e solo sognato di giocare una vera partita, sul campo della sua squadra preferita ha l’opportunità di vivere una giornata da professionista. Vestire la maglia ufficiale della propria squadra del cuore, cambiarsi nello spogliatoio dello stadio ed entrare sul campo di gioco attraverso il tunnel con il rumore della folla (non molta in verità, ma molto, molto appassionata) per giocare 90 intensissimi minuti.

Per accedere alla propria giornata di gloria si accede al sito di Football Aid e si sceglie la squadra preferita. Solitamente i club che mettono a disposizione lo stadio prevedono 2 partite l’anno, in primavera appena terminata la stagione, nella stessa giornata una partita la mattina ed una il pomeriggio. Chi vuole partecipare deve scegliere in quale dei 2 match giocare, se giocare con la maglia da “casa” o quella da “trasferta”, in quale posizione giocare e se giocare tutti i 90 minuti o solamente un tempo.

Con pochi click del mouse il gioco è fatto. Ogni posizione ha un costo, le posizioni più ambite, come i 2 attaccanti, costano più delle altre ma non è sicuramente questa l’ottica in cui vedere la cosa. Tutto quello che Football Aid raccoglie, per l’acquisto della propria posizione in campo, per la mascotte della partita e anche per l’acquisizione della fascia di capitano, così come il biglietto di ingresso per parenti e amici che vorranno seguirvi in questa fantastica giornata, ebbene tutto questo viene devoluto in beneficienza ad associazioni mediche, di carità e pubblica assistenza che chiunque può vedere navigando sul sito dell’associazione: http://www.footballaid.com/field-dreams/achievements
Insomma, un gran bel modo di fare del bene a chi è meno fortunato di noi passando una giornata indimenticabile.

La mia giornata speciale è comunque, dopo tanta attesa, arrivata. Il 12 giugno di buon mattino ho preso la District Line della metropolitana di Londra e sono sceso alla fermata di Upton Park, nell’Est di Londinese. Poche centinaia di metri a piedi e mi sono trovato davanti alla casa degli “Hammers”, The Boleyn Ground il mitico stadio del West Ham United una delle più popolari e seguite squadre di Londra. Lo staff di Football Aid era pronto ad accoglierci, un piccolo tour dello stadio e via nello spogliatoio: le maglie appese davanti ai nostri posti con il nome stampato sulla schiena sono state il preludio ad una giornata che si preannunciava fantastica come nelle aspettative.

In pochissimo tempo lo spogliatoio della squadra di casa era un chiacchiericcio continuo di una lingua a metà tra Italiano e l’Inglese: gran parte dei miei compagni infatti, come me, erano arrivati dall’Italia per giocare la loro partita. Io da Milano, quattro ragazzi da Genova ed altri due da Roma. Dieci minuti ed eravamo tutti pronti ad “assaggiare” il terreno di gioco.

Di nuovo negli spogliatoi dopo il riscaldamento ed ecco che uno dei miei compagni di avventura mi regala un momento emozionante: è consuetudine di Football Aid invitare a tutte le partite una leggenda del Club per ogni squadra, oltre ad un manager. Purtroppo nessuna delle leggende del West Ham è riuscito a partecipare quest’anno. Joel quindi (questo il nome del ragazzo inglese), con diverse esperienze Football Aid alle spalle mi chiede, in qualità di capitano, di parlare alla squadra. Con grande emozione faccio un brevissimo discorso ai miei compagni non sono sicuro di essere riuscito a trasmettere la giusta carica, l’emozione di sicuro. Qualche minuto ed il buzz che annuncia la chiamata dell’arbitro si illumina e suona nello spogliatoio, la terna arbitrale è sulle scale del tunnel che ci attende, si comincia!

Un’emozione grandissima, nello stadio riecheggia l’inno del West Ham… davvero una sensazione incredibile. Sono tantissimi anni che calco i campi di calcio in Italia, ovviamente sempre da dilettante, ma questo è davvero un momento indimenticabile. Ci siamo, foto di rito e si gioca:

Purtroppo per me non sono riuscito ad accaparrarmi la posizione che desideravo, ovvero quella di uno dei 2 centrali di centrocampo, quindi gioco tutta la prima parte della gara come esterno destro di centrocampo, forse..un po’ troppo defilato. La squadra “ospite” parte subito forte: 50 secondi, la nostra difesa non “spazza” due rimpalli sfortunati ed uno dei ragazzi arrivati da Rimini per giocare con gli ospiti insacca. Nemmeno un minuto e siamo 0-1. Che botta! Giochiamo comunque abbastanza bene, anche troppo per essere una squadra che si è formata da 10 minuti.

Ci si prova, alcuni dei miei compagni mostrano un’invidiabile tecnica individuale. Da metà in su riusciamo a giocare un buon calcio ma in mezzo non si filtra e la nostra difesa è spesso in inferiorità e in affanno. Rischiamo più volte di pareggiare ma anche di subire in contropiede il secondo gol, la squadra ospite lancia ripartenze veloci anche in 6 giocatori ma spreca diverse palle gol. Sprechiamo anche noi, continuando a costruire parecchio. Riesco a giocare un buon primo tempo e ad entrare nelle azioni migliori nonostante la posizione in cui sono impiegato non sia consona alle mie caratteristiche.

Sfortunatamente non riusciamo a segnare e a 10 minuti dal riposo i nostri avversari alla fine raddoppiano: punizione dal limite, calcia un altro dei ragazzi arrivati da Rimini. Il nostro portiere si piega per bene, fa sua la palla comodamente ma il pallone beffardo gli sfugge e rotola in fondo al sacco. 0-2 è notte fonda. Non c’è molto tempo da li al riposo, ci proviamo comunque e Joel pennella un tiro a giro che bacia la parte inferiore della traversa ed esce. C’è tempo anche per un’altra occasione durante la quale il portiere avversario merita il premio di “moment of the match” che gli consegneranno a fine partita, si va al riposo, Home 0 – Away 2.

Nello spogliatoio non c’è scoramento, siamo tutti consapevoli di aver giocato un buon primo tempo e non essere crollati sotto i contropiedi avversari ci fa ben sperare. Chi ha “comprato” solo un tempo lascia ora il posto a chi ha acquistato i secondi 45 minuti, è necessario quindi capire che squadra entrerà in campo nel secondo tempo. In poco tempo ci riorganizziamo, sta per entrare Diego, il quarto ragazzo di Genova che è una punta pura, Matteo, uno degli altri, gli lascerà il suo posto e passerà in uno dei due ruoli di centrocampo.

Una rapida intesa tra il sottoscritto, Matteo, Joel e Massimo, il più anziano del gruppo dei genovesi, e la squadra è ribaltata: passo finalmente nel mio ruolo naturale, giocherò il secondo tempo in mezzo e Matteo scala a destra nella mia posizione del primo tempo, un ruolo che gli è più congeniale. Alla fine giocheremo il secondo tempo con un pazzesco 4-2-4!

Si esce dagli spogliatoi ed è un’altra partita! Stiamo molto meglio in campo, molto sbilanciati ma la palla gira che è un piacere e le occasioni fioccano. I nostri avversari subiscono il colpo e faticano ad uscire dalla loro metà campo. Sono sempre pericolosi in contropiede ma non segnano e dopo una decina di minuti accorciamo le distanze. Matteo dalla sua nuova posizione di esterno effettua un tiro-cross velenoso che beffa l’incolpevole portiere ospite, imparabile: 1-2.

Subito sotto e ricominciamo a tessere gioco ma non riusciamo a sfondare. Loro sempre di rimessa e noi sempre tutti nella loro mtà campo. La partita (da dentro) è di buon livello e davvero piacevole. In mezzo al campo per me è tutta un’altra cosa, l’intesa con Marco, Matteo e Joel funziona a meraviglia e l’ingresso di Diego ci da la profondità che mancava.

A 15′ dalla fine l’arbitro ci assegna una punizione dal limite, siamo sulla palla in 4, forse 5. Chiedo ai miei compagni se possiamo fare la conta come si faceva da bambini ma Joel mi fa il secondo regalo della giornata: in qualità di capitano mi affida il compito di calciare e gli altri compagni sono d’accordo. L’arbitro conta i rituali 9 metri e, una volta posizionata la barriera fischia, posso partire, è il mio momento.

Ho mille idee ma vado sul sicuro, la barriera copre bene il primo palo ma il portiere è coperto dalla stessa e non mi vede partire, punto deciso al suo palo, tiro forte a giro e insacco, non ci arriva: 2-2 tutti i miei compagni vengono ad abbracciarmi, che emozione!

Si riparte, il tempo per i nostri avversari di mettere la palla al centro, la rubiamo, si riparte velocissimi, quattro passaggi, Joel mette in mezzo da destra, sul secondo palo irrompe Diego, incornata imperiosa e gol: 2-3, partita ribaltata!

Gli ultimi dieci minuti sono un po’ in affanno perché abbiamo speso molto, loro però non riescono a pungere e noi colpiamo anche un palo clamoroso con Liam, il più anziano della squadra: poco fiato ma tanta qualità nei piedi. Non c’è più tempo, questa bellissima partita è finita si va negli spogliatoi: Home 3 – Away 2. Nello spogliatoio si ride e si scherza, è stato fantastico, ora ci aspetta la cerimonia finale.

L’organizzazione premia i “man of the match” in entrambe le squadre: mi cita tra i contendenti soprattutto per la punizione del pareggio ma il premio per la nostra squadra va giustamente a Marco, un funambolo a metà campo. Vengo premiati anche uno dei loro centrali di difesa, il più anziano in campo nella loro squadra, ed il loro portiere per i ripetuti salvataggi del primo tempo.

E’ finita, una giornata davvero indimenticabile, piena di emozioni sin dall’arrivo a The Boleyn Ground e che faticherò a dimenticare. Attesi con ansia, foto e DVD ufficiali della partita me li farò bastare… fino al prossimo anno! E’ stato fantastico giocare, correre e segnare nello stadio degli Hammers e spero davvero di poter rivivere queste emozioni nella prossima stagione. L’idea di aver potuto aiutare qualcuno che non ha la mia fortuna rende poi questa giornata davvero unica ed importante, devo assolutamente cercare di ripeterla.

Per finire, un pensiero a tutti gli appassionati di calcio italiani: i nostri club non hanno le strutture dei club inglesi ed in molti casi giocano in impianti di proprietà dei comuni. La passione di questo paese per il calcio meriterebbe un’associazione come Football Aid e di sicuro, potremmo fare davvero molto per tantissime associazioni raccogliendo cifre importanti. Nei suoi 11 anni di attività in Gran Bretagna, Footbal Aid ha raccolto oltre 1,700,000 sterline una cifra davvero impressionante. La speranza é che, prima o poi, ci si riesca anche qui.

Salvatore Lepore (football lover)