Torneo del Bicentenario: non tutto fu perduto…

Rileggiamo in maniera costruttiva lo sfortunato (per noi) Torneo del Bicentenario del 1976. Dopo una facile vittoria sugli USA, due disfatte senza attenuanti con Brasile ed Inghilterra. Ma fu proprio da lì che prese forma la nazionale di Bearzot…


PROLOGO

Il Torneo del Bicentenario (Bicentennial Soccer Cup) fu organizzato nel 1976 dalla U.S. Soccer Federation per celebrare i 200 anni della Costituzione degli Stati Uniti d’America. Strutturato a inviti, il torneo vide ai nastri di partenza le nazionali di Inghilterra e Italia, Brasile e una selezione statunitense chiamata Team America, composta da giocatori provenienti dalla NASL (North American Soccer League) e comprendente, oltre ad americani come Werner Roth, anche stranieri di richiamo come Giorgio Chinaglia, Bobby Moore e Pelé. Da notare che mentre le federazioni calcistiche brasiliana e italiana conteggiano tuttora il match contro tale selezione americana come ufficiale, quella inglese ha sempre rifiutato di farlo, in quanto essa riconosce come match internazionali ufficiali quelli organizzati tra due federazioni nazionali.

La formula del torneo fu quella del girone all’italiana, in cui ogni squadra incontra le altre tre.Il torneo aveva lo scopo di promuovere il calcio negli Stati Uniti, in un periodo in cui molti calciatori interna – zionali di rilievo giocavano gli ultimi scampoli di carriera in quel Paese. L’affluenza media fu di circa 25.000 spettatori per gara, con punte di 40.000 circa per Inghilterra – Italia a New York, ma non vi fu il risultato d’immagine sperato: si dovettero attendere altri 20 anni prima che negli Stati Uniti si ricominciasse a parlare di calcio in maniera più sistematica, quando vi fu l’emersione di una generazione di calciatori locali – e non più d’importazione – capaci di formare anche un buon team nazionale.

LA STRANA COPPIA – Fulvio Bernardini e l’apprendista stregone Enzo Bearzot

IL CAMMINO DELL’ITALIA

E’ l’Italia della strana coppia Bernardini-Bearzot, una coppia ibrida dove però già iniziava ad essere predominante la componente del “Vecio” Enzo.L’idea di base che Bernardini aveva portato avanti fin dal dopo-Monaco era quella di svecchiare l’Italia non soltanto nel parco giocatori (messi da parte in un solo colpo Mazzola, Rivera e Riva) ma soprattutto nel gioco, alla luce di quanto si andava a vedere in Europa all’epoca, con Ajax e Bayern dominatori in Europa grazie alla loro strabiliante potenza atletica e la predisposizione al gioco totale.

Per l’esordio contro la seleziona americana a Washington il 23 maggio, Bernardini e Bearzot schierano davanti al sempiterno Zoff una difesa innovativa con un Tardelli, alla sua seconda apparizione in azzurro, terzino “fluidificante” assieme ad un tonico Francesco Rocca. Stopper un riscoperto Bellugi con l’intramontabile Facchetti libero. A centrocampo il milanista (ancora per pochi giorni…) Benetti come incontrista a fianco dei piedi morbidi di Capello e Antognoni. Davanti, in omaggio anche al Torino neo-scudettato, i gemelli del gol Graziani e Pulici con Causio tornante.

Pronti-via e al 22′ già 2-0 con Capello e Pulici su rigore. Poca cosa gli americani, con Chinaglia, Bobby Moore e Pelè ormai ammorbiditi dal football in pantofole che si gioca da quelle parti. Nella ripresa dentro Claudio Sala (che torna in azzurro dopo tre anni), Zaccarelli e Bettega ed altre due reti con Graziani e Rocca.Prestazione indecifrabile visto il calibro degli avversari ma tant’è, 4-0 e via ad aspettare l’Inghilterra che nel frattempo a Los Angeles cede al Brasile con una rete di Roberto all’89.

DELUSIONE – Impalpabile l’impatto del grande Pelè, qui controllato agevolmente da Benetti

A New York, nel mitico campo da baseball degli Yankees orrendamente “adattato” al soccer, la diarchia azzurra, alla luce del successo sugli USA, spinge l’acceleratore togliendo un prudente Tardelli per rischiare un Moreno Roggi molto più d’assalto. Per il resto formazione identica. L’inizio è scoppiettante: l’Italia baila il football e gli inglesi sono inchiodati e sorpesi nel trovarsi davanti degli azzurri mai visti così propostivi. Una doppietta di Graziani al 15′ e al 18′ sancisce un dominio incontrastato nella prima frazione di gioco.

Nella ripresa gli inglesi (sostituito il portiere Rimmer con Corrigan) partono all’assalto, e che assalto: in sette minuti, dal 46′ al 53′ Channon due volte e Thompson ribaltano clamorosamente il risultato. L’Italia è irriconoscibile, Rocca e Roggi non riescono a proteggere le avanzate inglesi. Bernardini in panchina assiste impietrito allo scempio azzurro mentre Bearzot, incapace di fronteggiare la situazione, propone al 57′ addirittura un cambio triplo: fuori Roggi, Benetti e Causio e dentro Maldera, Zaccarelli e Claudio Sala. Il match virtualmente finisce qui, gli inglesi, appagati, controllano agevolmente un’Italia impaurita e svogliata.

ITALIA BIFRONTE- Crollo nervoso e fisico contro l’Inghilterra. Qui Bellugi e Royle allo Yankee Stadium

Apriti cielo: la stampa italiana non aspetta altro e si accanisce sui selezionatori azzurri, rei dell’ennesima disfatta dell’Italia post-Monaco. Si va avanti, ora ci aspetta il Brasile, che nel frattempo ha battuto gli USA per 2-0 . Solita formazione-tipo per gli azzurri, con il ritorno di Tardelli in difesa. Il copione è quello visto contro gli inglesi e al 2′ Capello infila Leao ed è ancora bella Italia fino alla mezz’ora quando Gil riesce a riportare il match in parità. Al 41′ si infortuna proprio Capello che rimedia 10 punti di sutura al ginocchio (brutto fallo di Lula: espulso), al suo posto entra il torinista Pecci.

Nella ripresa ancora cambi: fuori Bellugi e Pulici, al solito deludente, per Roggi e Bettega.Al 7′ il solito Gil riporta i brasiliani in vantaggio e il match si trasforma in rissa con l’arbitro, l’uruguaiano Barreto, che estrae il rosso prima con Bettega e poi con Causio. Nel frattempo Zico e Roberto arrotondano il risultato: 4-1 per i verdeoro e Italia in 9. Lo sconcio è compiuto, la missione americana naufraga e il progetto Bernardini-Bearzot viene clamorosamente ridimensionato.

Eppure con il cannochiale della storia le immagini del Bicentenario non appaiono così sfuocate: la formazione tipo schierata in America con la sola sostituzione di Pulici per Bettega, 5 mesi dopo batterà a Roma l’Inghilterra per 2-0 in un match fondamentale per la qualificazione ai Mondiali argentini del 1978. Come dire che non tutto era perduto. Un anno dopo Bernardini lascierà definitivamente lo scettro al solo Bearzot: l’epopea che portera nel 1982 gli azzurri in cima al mondo era iniziata.

Bicentenario_Pulici_Orlando

CROLLO VERTICALE – Gli azzurri cadono rovinosamente anche contro il Brasile. Orlando ferma così Pulici

 

I NUMERI DEL TORNEO: VINCE IL BRASILE

23.05.1976 – Los Angeles, Memorial Coliseum
Brasile 1 – Inghilterra 0
Rete: 1:0 Roberto 89′
Brasile: Leao; Orlando, Miguel (46′ Roberto); Beto, Marco Antonio (52′ F.Marinho), Falcao; Gil, Zico, Neca, Rivelino, Lula
Inghilterra: Clemence; Todd, Mills; Thompson, Doyle, Cherry; Keegan, Channon, Pearson, Brooking, Francis
Arbitro: Weyland (Germania Ovest)

23.05.1976 – Washington D.C., Stadio “Robert Kennedy”
Italia 4 – Selezione USA 0
Reti: 1:0 Capello 15′; 2:0 Pulici rig 22′.; 3:0 Graziani 72′; 4:0 Rocca 84′
Italia: Zoff, Tardelli, Rocca, Benetti, Bellugi, Facchetti, Causio (67’ C. Sala), F. Capello, Graziani, Antognoni (67’ Zaccarelli), P. Pulici (62’ Bettega)
Selezione USA: Rigby, Smith, Chandler, Eddy, Jump, Moore, Scullion (72’ Mifflin, 80’ Skotarek), Clements, Chinaglia, Pelé, Kovalik (50’ David).
Arbitro: Hungerbühler (Svizzera)

28.05.1976 – Seattle, King County
Brasile 2 – Selezione USA 0
Reti: 1:0 Gil 29′, 2:0 Gil 89′
Brasile: Leao; Orlando, Miguel; Beto (46′ Amaral), F. Marinho (89′ Gerardo), Falcao (67′ Givanildo); Rivelino, Zico, Gil, Roberto, Lula
Selezione USA: Martin; Smith, England; Moore, Jump, Smith; Eddy, Clements, Scullion (85′ Chandler), Chinaglia, Kowalik (56′ Vee)
Arbitro: Barreto (Uruguay)

28.05.1976 – New York, Yankee Stadium
Inghilterra 3 – Italia 2
Reti: 1:0 Gil 29′, 2:0 Gil 89′
Inghilterra: Rimmer (46’ Corrigan), Clement, Neal (46’ Mills), Towers, Thompson, Doyle, Wilkins, Channon, Royle, Brooking, Hill
Italia: Zoff, Roggi (57’ Maldera III), Rocca, Benetti (57’ Zaccarelli), Bellugi, Facchetti, Causio (57’ C. Sala), F. Capello, Graziani, Antognoni, P. Pulici
Arbitro: Weyland (Germania Ovest)

31.05.1976 – Filadelfia, Stadio “John F. Kennedy”
Inghilterra 3 – Selezione USA 1
Reti: 1:0 Keegan 23′, 2:0 Keegan 29′, 3:0 Francis 54′, 3:1 Scullion 86′
Inghilterra: Clemence; Tood, Thompson; Greenhoff, Mills, Francis; Brooking, Cherry, Channon, Pearson, Keegan
Selezione USA: Rigby; Smith, England; Moore, Jump, Smith; Eddy, Clements, Vee, Chinaglia, Pelé
Arbitro: Weyland (Germania Ovest)

31.05.1976 – New Haven, Yale Bowl
Brasile 4 – Italia 1
Reti: 0:1 Capello 2′, 1:1 Gil 29′, 2:1 Gil 52′, 3:1 Zico 73′, 4:1 Roberto 75′
Brasile: Leão, Orlando (46’ Getulio), Marco Antonio (80’ Beto Fuscão), Falcão (46’ Geraldo), Miguel, Amaral, Gil, Zico, Roberto, Rivelino, Lula
Italia: Zoff, Tardelli, Rocca, Benetti, Bellugi (46’ Roggi), Facchetti, Causio, F. Capello (41’ Pecci, 62’ C. Sala), Graziani, Antognoni, P. Pulici (46’ Bettega)
Arbitro: Barreto (Uruguay)

Classifica: Brasile 6 punti, Inghilterra 4 punti, Italia 2 punti, Selezione USA 0 punti


L’Italia schierata allo Yankee Stadium contro l’Inghilterra. In alto da sinistra: Zoff, Rocca, Antognoni, Graziani, Bellugi, Benetti Accosciati da sinistra: Capello, Causio, Roggi, Facchetti, Pulici